sabato 6 marzo 2010

NUCLEARE A LEGNAGO? PERCHE' DIRE NO?

La maggioranza non ha detto NO all'ipotesi di installazione di una centrale nucleare a Torretta, diversamente da quanto era avvenuto nel passato (1981). I fatti Donatella Ramorino, consigliere di minoranza ha presentato un ordine del giorno per conto del centro sinistra contro l'ipotesi di costruzione di una centrale nucleare a Torretta. Un O.d.g. simile a quello presentato quasi 30 anni fa (1981) ed approvato allora dal Consiglio comunale. Il Consiglio, questa volta, ha respinto l'ordine del giorno: PdL e Lega si sono infatti astenuti; hanno votato a favore - mostrandosi quindi contrari all'eventualità della costruzione della centrale nucleare a Torretta - tutta l'opposizione e il consigliere ex leghista Lucio Martinelli. Il sindaco Rettondini ha dichiarato:"Ci siamo astenuti perché il problema non sussiste e l'ipotesi è campata in aria, come ha assicurato il futuro governatore del Veneto Luca Zaia. Non vedo perché dobbiamo sostenere una campagna preelettorale strumentale, che alimenta solo timori ingiustificati tra i cittadini". Commento La maggioranza si è astenuta: perché? - Perché non voleva dire di no all'ipotesi di installazione di una centrale nucleare. - Perché non se l'è sentita di dire di sì alla Centrale nucleare, come avevano più volte affermato nel passato, durante l'amministrazione Gandini, sia Rettondini (Lega Nord) che Bisighin (PdL), perché sono imminenti le elezioni politiche e si sa che tantissime persone sarebbero contrarie a questa ipotesi; non ha voluto dire di no, perché ciò avrebbe creato problemi interni alla coalizione di centro destra. Infatti, mentre la Lega avrebbe potuto senza problemi politici dire di no (il "futuro" - ma ancora non sicuro - governatore del Veneto ha escluso il ricorso al nucleare nel Veneto:"Il Veneto ha già dato"), il PdL è assolutamente favorevole all'ipotesi del nucleare, e non avrebbe accettato uno spiazzamento della Lega su un argomento così importante. Pertanto ecco la decisione dell'astensione, che corrisponde, nella sostanza ad un'apertura verso la possibile scelta del nucleare. Ma, afferma Rettondini, "l'ipotesi è campata in aria", quindi non val neanche la pena discuterne. 1. L'ipotesi non è "campata in aria"; basti pensare che il vecchio progetto del Cnen del 1979 - ripreso in mano recentemente dal Governo - aveva individuato proprio nelle Valli Grandi Veronesi uno dei siti con le caratteristiche adatte ad ospitare una centrale: lontananza da centri abitati e abbondanza d'acqua. Quindi un pronunciamento dell'amministarzione comunale era doveroso. 2. Ma ammettiamo pure per un attimo che l'ipotesi sia "campata in aria". Anche in questo caso, sarebbe stato utile che la maggioranza avesse espresso un no all'ipotesi, per rassicurare e tranquillizzare gli abitanti di Legnago. Ma, evidentemente, era proprio questo pronunciamento che la maggioranza non voleva fare, per tener aperte le porte anche alla soluzione dell'installazione. "Non vedo perché dobbiamo sostenere una campagna preelettorale strumentale, che alimenta solo timori ingiustificati tra i cittadini", aggiunge Rettondini. Questa è un'affermazione assai strana e incomprensibile: infatti non è il dire di no al nucleare a Legnago che "alimenta timori ... tra i cittadini", ma proprio il non esprimersi su un argomento di così grande importanza per il futuro dei nostri figli e nipoti. Quali sono, a mio giudizio i motivi (in breve) del no al nucleare: 1. La scelta di produrre energia con centrali nucleari è irreversibile; non si può più tornare indietro: un territorio è "marchiato" per sempre. La costruzione in cemento armato e le strutture interne non possono più essere smantellate: rimarranno per millenni, e se il cemento non resisterà così tanto, peggio ancora: l'ambiente circostante (uomini e cose) subirebbe conseguenze gravissime sia per gli inquinamenti che per la salute delle popolazioni vicine. 2. Il nucleare non ha assolutamente risolto il problema delle scorie: qualsiasi ipotesi avanzata negli anni si è dimostrata assolutamente inadeguata. Rimangono radioative per decine di migliaia di anni. 3. Ci possono essere incidenti durante il funzionamento, nonostante le migliorìe tecniche apportate negli ultimi anni. 4. L'attività agricola sarebbe compromessa dalla presenza della centrale. 5. Dove sono in funzione centrali nucleari, si è riscontrato un aumento di leucemìe. 6. Una centrale nucleare è antieconomica: basti considerarne la durata (25 - 30 anni), il costo enorme di costruzione, i costi di gestione, i costi post mortem, ecc. 7. Il popolo italiano già si è espresso chiaramente contro l'ipotesi del nucleare con un referendum stravinto. 8. Il ricorso al nucleare oggi serve più a fare gli interessi delle ditte costruttrici, che della popolazione. 9. I Paesi più avanzati stanno ricorrendo sempre più alle energie rinnovabili e facendo in esse grossi investimenti : dev'essere questa la strada seguita anche dall'Italia. Se si vuole conoscere una pagina di storia sull'ipotesi di installazione di una centrale nucleare a Torretta, si può vedere il post di questo blog dal titolo:"NUCLEARE A LEGNAGO", che riporta il servizio del Torrione, periodico comunale, del gennaio 1982, periodo in cui l'amministrazione di allora aveva preso posizione contro l'ipotesi di installazione di una centrale nucleare. - -

2 commenti:

Anonimo ha detto...

No, non sarei per nulla contento se una centrale nucleare dovesse sorgere a Torretta, ma non credo sia opportuno un intervento dell’amministrazione comunale e tanto meno appoggerei la nascita di comitati cittadini di protesta.
Mi spiego. Anch’io sono convinto che quella nucleare sia una scelta sbagliata. Il nucleare è pericoloso e nonostante i progressi tecnologici degli ultimi anni non si è raggiunta e non si raggiungerà MAI la sicurezza totale. Le conseguenze di un eventuale incidente, va ricordato, sarebbero catastrofiche.
Il no al nucleare deve quindi essere netto e deciso, ma la scelta deve essere Nazionale (o Regionale se volete). Una volta presa la decisione non si può ostacolare per egoismo e pretendere che le centrali vadano fatte altrove.
Questo discorso vale per le centrali, per le discariche, per le linee ferroviarie ecc..
Sarebbe ora che ci si ricordasse di queste problematiche quando si ha la scheda elettorale in mano, non quando i cantieri cominciano ad aprire.

Anonimo ha detto...

Spero di aver postato correttamente il commento alla centrale. Ho il dubbio di aver "cliccato" sul commento di un altro post.
Ciao

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