venerdì 30 aprile 2010

NO AI MURI IMBRATTATI

I fatti (foto del 27.04.2010)

Due giorni fa su questo blog ho scritto un post dal titolo:"Muri imbrattati: cosa fare?"
Nella  serata del 27 aprile in Consiglio comunale è stata presentata un'interpellanza del consigliere Gandini sullo stesso tema ed è stato precisato dall'assessore Lorenzetti che l'amministrazione aveva già preso  iniziative per affrontare e risolvere questo problema. Infatti il giorno dopo, 28 aprile, una ditta di Gazzo Veronese, incaricata dal comune, si è messa all'opera per cancellare varie scritte.
Il 29 aprile, sull'Arena, è stata pubblicizzata l'iniziativa del comune contro i "writers" che imbrattano i muri.  Innanzi tutto, appunto, l'affidamento ad una ditta specializata il compito di   ripulire le scritte; il costo di questa operazione è molto elevato, circa 1000 euro al giorno. "Davvero un bel salasso, afferma S. Nicoli su l'Arena del 29.04, tanto che il sindaco Roberto Rettondini, dopo aver predisposto un incremento dei controlli da parte dei vigili urbani sta valutando se emanare un'ordinanza per rendere dura la vita ai writers a suon di multe salatissime".

Commento
L'iniziativa dell'amministrazione va nella giusta direzione, nella stessa direzione in cui si andava nel passato, dal 2000 al 2010 durante l'amministrazione Gandini (la rimozione delle scritte avveniva con gli stessi metodi annunciati ora e con tempestività): è un passo avanti verso la valorizzazione dei luoghi e verso un maggior rispetto per le cose e le persone. Sul fatto dell'ordinanza da parte del sindaco, secondo me, non c'è da avere alcuna esitazione: ci vuole. E' altresì importante che i cittadini segnalino all'Ufficio tecnico o all'assessore la presenza di scritte da cancellare.









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CAMPO SPORTIVO DI SAN PIETRO: PRIMA NO, ADESSO SI'

 I fatti

Lega e PdL due anni fa, quando erano all'opposizione,  avevano votato contro il progetto di un nuovo campo, affermando che era uno spreco assurdo fare un campo sportivo nuovo a S. Pietro quando "il campo, seppur non regolamentare, c'è già". "Con la stessa cifra di 510 mila euro, nella zona sportiva di Legnago, già di proprietà del Comune, che dista un chilometro da San Pietro, si possono fare tre campi da calcio nuovi ed evitare uno spreco assurdo".(dichiarazione di Roberto Rettondini, allora capo gruppo della Lega, condivisa da tutta l'allora minoranza, del 21 febbraio 2008).
Ora che Lega e PdL amministrano Legnago ritengono che è  giusto fare un nuovo campo sportivo regolamentare a San Pietro, è giusto spendere 510mila euro per questo scopo: 226mila finanziati dalla Regione e la parte rimanente facendo un mutuo da parte del comune. Inoltre gli spogliatoi verranno sistemati con una spesa di 10mila euro "in attesa di costruire il nuovo blocco di cui è già stata individuata l'area" (Paolo Longhi, assessore ai LL.PP., dichiarazione all'Arena del 22 aprile".

Commento
Delle due l'una: o Lega e PdL due anni fa avevano ragione, e allora sbagliano adesso a volere il nuovo campo; o due anni fa avevano torto a dire che il campo nuovo era una falsa esigenza e quindi, oggi va bene che il progetto proceda, anche se con qualche modifica rispetto al progetto di due anni fa.
Invano due anni fa la maggioranza aveva cercato di convincere la minoranza che il campo sportivo regolare era un'esigenza importante per S. Pietro; che S. Pietro non dista dalla zona sportiva solo un chilometro; che le altre frazioni sono dotate di ottimi impianti sportivi; che il campo sportivo, in una frazione, rappresenta un importante strumento di aggregazione, soprattutto per i giovani. La minoranza  ha sparato a zerosu questo progetto e dopo cinque ore di aspro dibattito, ha votato contro.
    E' utile anche qualche altra informazione su come è nato il progetto approvato il 21 febbraio 2008.
Da anni a San Pietro si avverte l'esigenza (oggi riconosciuta esplicitamente anche dall'allora minoranza in consiglio) di un campo sportivo regolare. La giunta Gandini, dopo essersi confrontata con i dirigenti dell'U.S. Sampietrina, società sorta nel 1957 a S. Pietro, aveva fatto una prima proposta, la più semplice, più equilibrata,  meno costosa e realistica: aggiungere al campo esistente circa tre metri ad est, alcuni metri a sud ed alcuni metri ad ovest per farlo diventare regolare. A nord -a meno di chiudere la strada di collegamento tra via Albèro e via Randazzo (Via Piemonte) - non era possibile espandersi. Non si sono incontrati problemi per l'allargamento a sud (area già di proprietà comunale) e ad ovest (area di proprietà di un privato disponibile alla vendita al comune).
Si sono invece incontrate difficoltà insormontabili per l'area ad est, di proprietà della parrocchia, assolutamente non disponibile a vendere al comune la fetta di circa tre metri che sarebbe servita per rendere regolari le dimensioni del campo. Se si fosse potuto realizzare questa proposta, la spesa per il comune sarebbe stata di poche decine di migliaia di euro. Invece si è dovuti ricorrere ad un'altra proposta, molto più difficile da realizzare e più costosa: fare un nuovo campo sportivo nella zona prevista dal Piano regolatore come area sportiva, a nord della strada che passa a nord del campo. Si era visto che tra i bandi regionali ce n'era uno che poteva essere utilizzato per avere finanziamenti dalla Regione: era per progetti di impianti sportivi di una certa consistenza e prevedeva una spesa minima di 500mila euro. Il progetto, realizzato dall'Ufficio tecnico, prevedeva una spesa (spogliatoi esclusi; potevano per un certo periodo essere utilizzati quelli esistenti) di 510mila euro. Il grosso della spesa era dovuto all'indennizzo, previsto dalla legge, dei proprietari delle aree su cui sarebbe sorto il campo sportivo. E' stato approvato in Consiglio il progetto, è stata presentata la domanda in Regione,dalla quale è stato concesso un finanziamento di 226mila euro. La differenza sarebbe stata pagata dalla banca Crediveneto all'interno dell'accordo stipulato col Comune per la realizzazione della sede centrale della Banca e di altri edifici tra la superstrada e Villa Moratello, a San Pietro. Il Comune non avrebbe sborsato un soldo. Eventualmente il comune, se avesse voluto, avrebbe potuto, in futuro,  fare gli spogliatoi nuovi (ma avrebbe potuto anche non farli e utilizzare gli esistenti).

Considerazioni riassuntive:
1. Il sindaco, l'assessore ai Lavori pubblici e l'assessore allo sport hanno radicalmente cambiato idea sulla necessità di un campo sportivo regolare per San Pietro.
2. L'affermazione di Paolo Longhi  "non ci siamo rimangiati i forti pregiudizi avanzati nel 2008 sul vecchio progetto"  (l'Arena del 22 aprile) non corrisponde al vero, perché nel 2008 non c'è  stata mai alcuna discussione sulle caratteristiche del progetto, ma c'è stato il rifiuto pregiudiziale di parlare del campo, perché "assolutamente non serve al paese di San Pietro".
3. Rettondini ha affermato in passato che "510mila euro sono un'esagerazione". Ora  approva un nuovo progetto con lo stesso importo.
4. Dice Longhi che "il vecchio progetto non avrebbe avuto l'omologazione del Coni e ci avrebbe consegnato una struttura incompleta e poco funzionale". In realtà, se c'era questo problema col vecchio progetto, c'è anche col nuovo, perché lo stesso Longhi afferma che si rimane comunque "in attesa di sostituire il nuovo blocco [degli spogliatoi] di cui è già stata individuata l'area".









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martedì 27 aprile 2010

MURI IMBRATTATI: COSA FARE?


I fatti   

Da qualche mese le scritte sui muri, a Legnago e dintorni, sono aumentate. In questo post ho inserito alcune fra le numerose foto da me scattate il 27 aprile 2010.








Commento
Secondo me le scritte sui muri sono segno di inciviltà e di mancanza di rispetto per la cosa di tutti e per gli altri. 
Purtroppo numerosi edifici o manufatti anche della nostra città sono abbruttiti dalla presenza di scritte, frasi, nomi, parolacce, bestemmie (si veda, per esempio, sulla pavimentazione del nuovo parcheggio esterno sopraelevato dell'area ex Petternella). 

Per i cittadini di Legnago e per coloro che entrano a Legnago da altre località è il peggior biglietto da visita.

Che cosa fare?
Le cose da fare, a mio giudizio, sono le seguenti:
1. (nell'immediato) Dare disposizione, da parte del sindaco o dell'assessore ai Lavori pubblici,  all'ufficio tecnico del comune di cancellare - quanto prima possibile, meglio se nello stesso giorno - le scritte. 

In tal modo, se questa operazione viene fatta regolarmente, si scoraggiano gli autori del vandalismo, che non trovano la "soddisfazione" (cretina) di vedere e far vedere le scritte. 


E' vero che questo intervento costante costa, e molto; però è altrettanto vero che 
a) i cittadini hanno il diritto e devono godere del piacere di "gustare" la propria città in ordine;
b) riuscendo, con qualche controllo in più anche serale da parte della polizia municipale, a cogliere qualcuno sul fatto, si dovrebbe far pagare una multa salatissima, che, almeno in parte risarcisce i costi e, alla lunga, serve come forte deterrente per continuare a deturpare la città.

2. L'approvazione di una legge (semplicissima, di un solo articolo) per tutto il territorio nazionale in cui si stabilisca, per esempio, che chi viene scoperto a  fare scritte sui  muri senza preventiva autorizzazione sia tenuto a pagare al comune un risarcimento pari ad almeno 50 volte il costo dell'intervento di cancellazione. Se il vandalo è stato un minorenne, la spesa va a carico dei  genitori. 

Se non fosse per le difficoltà tecniche che, credo, siano insuperabili, l'ideale sarebbe che lo stesso autore del vandalismo cancellasse di propria mano le scritte. 
3. In assenza di questa legge nazionale (assolutamente necessaria), un "surrogato " può venire da un'ordinanza del sindaco dello stesso tipo della legge sopra descritta.  

     In ogni caso, ciò che va assolutamente evitato, è di non far niente e di assistere impotenti a questo scempio. 
Da parte mia cercherò di dar conto regolarmente dello stato delle scritte, sperando, in tempi brevi, di non aver più alcuna foto da pubblicare.















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lunedì 26 aprile 2010

I GIOVANI CHE NON VOLEVANO CHE ENGLARO PARLASSE A LEGNAGO

I fatti

 Il segretario dei giovani del PdL di Legnago, Roland Tedesco, in  data 8 aprile 2010, ha richiesto per iscritto al sindaco di non dare l'autorizzazione per l'incontro di Beppino Englaro con i cittadini di Legnago, organizzato dai giovani di "Generazione Democratica" in Sala Civica. L'incontro si è poi regolarmente svolto. Sul blog "/www.paroledemocratiche.it è riportata la richiesta integrale con le "motivazioni".

Commento 
La richiesta di  censura di idee diverse dalle proprie è sempre un fatto triste, perché è indice di mancanza di democrazia. Quando questa richiesta viene fatta da giovani è ancora più triste, perché proprio dai giovani  ci si aspetterebbe apertura, disponibilità al confronto ed al dialogo. Bene avrebbero fatto i giovani rappresentati da Tedesco a partecipare al dibattito, ad affermare le loro tesi, a controbattere. L'atteggiamento di rifiuto pregiudiziale  non deve assolutamente trovare spazio nella nostra comunità.
Su questo tema ho trovato condivisibili ed interessanti le riflessioni di Rosa Noci http://rosanoci.spaces.live.com/blog/














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domenica 25 aprile 2010

La ceramica graffita di Marisa Lonardi


                         La ceramica graffita
Cenni storici:
Dall'oriente, attraverso Bisanzio - Costantinopoli, giunge, tramite Venezia (XIII-XIV sec. d. C.), la novità della ceramica ingobbiata, graffita, colorata e invetriata. Si diffonde, attraverso il Po e i suopi affluenti, soprattutto in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.

La diffusione
La ceramica graffita si diffonde nella Valle Padana. Ciò soprattutto perché le argille della Valle Padana, più rossastre, solide e compatte delle altre, si prestavano maggiormente all'uso degli ossidi metallici di base: rame, ferro, piombo, manganese ed erano idonee sia per ottenere i gradevolissimi effetti delle tonalità verde ramina, bruno ferraccia, viola manganese, ma anche per sopportare le incisioni dello stilo del decoratore.

Le fasi della lavorazione:
1. Si pepara il manufatto crudo (o lo si compera).
2. Si ricopre il manufatto con alcune velature di ingobbio (o engobbio), costituito da argilla liquida bianca ed acqua.
3. (facoltativo) Si fa il disegno con la matita.
4. Si incide con uno stlo la superficie da decorare, seguendo i contorni della matita (se c'è stata la fase 3).
5. Si procede alla prima cottura in forno alla temperatura di circa 940°.
6. Si colora la superficie con le apposite polveri per terracotta mescolate ad acqua; i colori sono composti naturali estratti da rocce; le parti metalliche in esse contenute, a contatto con l'ossigeno, diventano ossidi metallici che cambiano tonalità e colore in base alla quantità usata ed alla temperatura di cottura.
7. Dopo aver immerso (o rivestito) in una vernice trasparente (vetrina o cristallina) si cuoce nuovamente l'oggetto decorato ottenendo il manufatto di mezza maiolica.

Marisa Lonardi ha seguìto la procedura sopra descritta per la realizzazione dei suoi piatti, piattini, alzate, centri - tavola, qui presentati. Gli oggetti hanno dimensioni diverse: vanno da un diametro di 12 cm (i piattini più piccoli) a un diametro di  50 cm.
                                                                        

                                                                                     

VERONA: I DISEGNI MIEI E DI MARISA LONARDI RELATIVI A VERONA

 Disegni di Luigi Bologna e Marisa Lonardi Piazza delle Erbe Lungadige (che non c'è più) Piazza delle Erbe  Lavori sull'Adige nei pr...