mercoledì 29 febbraio 2012

IL COMUNE PAGA LE SPESE AD UN PRIVATO PER OPPORSI AL PROVVEDIMENTO DEL CAPO DELLO STATO

I fatti:

Legnago. Il Comune contro Napolitano sul «caso Nalin». La Giunta ha deciso di impugnare il decreto con cui il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha annullato le licenze edilizie, rilasciate dal municipio, per la costruzione di un condominio, in via Primo Maggio, progettato nel 2008 dall'assessore pidiellino ai Lavori pubblici Moreno Nalin.
Il capo dello Stato, infatti, supportato dal Consiglio di Stato, aveva dato ragione ai confinanti del cantiere edile, che avevano segnalato difformità tra quanto riportato nei piani originali avvallati dal municipio e quanto in realtà è stato edificato. I legali dei vicini avevano convinto i giudici che l'intervento edilizio non era da considerarsi una «ristrutturazione», bensì la costruzione di un nuovo fabbricato, diverso da quello precedente, in una zona in cui è vietato l'aumento di qualsiasi volume esistente. Il provvedimento di Napolitano ha portato, come conseguenza diretta, all'ordinanza del Comune di sospensione dei lavori nel cantiere, in attesa di ulteriori provvedimenti. Così la Giunta – assenti giustificati il sindaco Roberto Rettondini, lo stesso Nalin e l'assessore Nicola Negri – è corsa ai ripari e ha incaricato l'avvocato Mario Bertolissi, affiancato dai colleghi Giuseppe Bergonzini e Carlo Mongiat, tutti di Padova, di opporsi all'ordinanza di Napolitano. Il tutto a fronte di un impegno di spesa di 10mila euro.
L'amministrazione ha sottolineato, nella delibera di incarico, che il provvedimento del capo dello Stato «contiene errori su alcuni elementi di fatto». In particolare il parere del Consiglio di Stato riporterebbe, secondo Palazzo de' Stefani, un riferimento sbagliato ad alcuni verbali, redatti dai vigili urbani dopo i sopralluoghi al cantiere. Perciò il Comune ha deciso di impugnare il decreto, nell'unico modo concesso dalla legge, ovvero chiedendo la «revocazione», cioè il ritiro della sentenza stessa. La Giunta ha anche rimarcato che sull'area «è tutt'ora pendente un secondo ricorso», proposto sempre dai vicini, «in merito alle licenze concesse in applicazione del Piano casa regionale». Su quest'ultimo aspetto era già intervenuto Napolitano che, nel decreto contestato, aveva rilevato che «non può attribuirsi al Piano alcun effetto di sanatoria».

Commento:

All'epoca dei fatti contestati Moreno Nalin non era amministratore. Adesso è assessore  ai Lavori Pubblici.
Perché in una questione privata che riguarda l'arch. Nalin è intervenuto per impugnare il decreto il Comune con una delibera in cui a carico del Comune stesso c'è la cifra di 10.000  euro? 
 Perché quei 10.000 euro non li ha pagati di tasca propria l'assessore Nalin, ma tutta la comunità di Legnago?
 Non è scandaloso questo fatto? 
L'unica cosa che dovrebbe fare l'assessore Nalin (e se non lo fa lui dovrebbero essere i suoi colleghi di giunta a costringerlo a  farlo) è di dimettersi e di pagare le spese del ricorso.
 Così avrebbe le mani libere per fare lui il ricorso e non farebbe spendere soldi della collettività per una questione privata. 
Se la stessa cosa capitata all'arch. Nalin fosse successa a qualsiasi altro tecnico legnaghese, il Comune avrebbe fatto ricorso pagandogli le spese? Credo che nessuno sia disposto a crederlo.
Sono queste (fra le altre) le decisioni imperdonabili di un'amministrazione. 
Non se ne può più di amministratori di questo genere.





giovedì 9 febbraio 2012

ASSURDA DELIBERA: INCARICO AD ALTAMURA, CAPO DEI VIGILI DI VERONA

I fatti (da l'Arena del 09/02/2012)

Altamura, dirigente a tempo.  Bagarre sulla polizia locale

LEGNAGO. Il Consiglio comunale si è diviso sull'incarico temporaneo affidato al comandante dei vigili urbani di Verona

Il nuovo responsabile degli agenti sarà presente fino al 31 marzo una volta la settimana per sei ore Il Comune spenderà 8mila euro

Zoom Foto
Il corpo dei vigili urbani di Legnago in occasione della festa annuale della polizia locale 
 
Dopo tre anni di attesa è fumata bianca sul nome del nuovo comandante dei vigili urbani. Ma il candidato designato, Luigi Altamura, responsabile della polizia municipale di Verona, prima ancora di iniziare il lavoro è già pronto a fare di nuovo le valige. L'altra sera, il Consiglio comunale si è spaccato sulla nomina «a termine» del responsabile degli agenti di Palazzo Barbieri alla guida del distretto «Basso Adige», che comprende, oltre a Legnago, i Comuni di Castagnaro, Terrazzo e Villa Bartolomea.
L'incarico, infatti, avrà una durata limitata, di circa un mese e mezzo, fino al 31 marzo prossimo. Lo ha stabilito la maggioranza, votando a favore la convenzione già approvata dal Comune di Verona. La Giunta Rettondini ha legato la durata dell'ingaggio di Altamura a quella del mandato amministrativo del sindaco Flavio Tosi, che scadrà in primavera. Con questa soluzione di transizione il sindaco Roberto Rettondini non ha chiuso le porte alla procedura di mobilità, con cui si sceglierà il sostituto dell'attuale vicecommissario, facente funzioni di comandante, Carlo Lodola, che dal primo gennaio 2013 andrà in pensione.
Il patto che ha portato Altamura all'ombra del Torrione, illustrato in assemblea da Loris Bisighin, assessore al Personale, stabilisce che il nuovo dirigente sia presente negli uffici del comando di via Matteotti «almeno un giorno alla settimana, per un minimo di sei ore giornaliere» con compiti di «direzione, coordinamento ed organizzazione». Negli altri giorni Altamura, secondo l'accordo, sarà sostituito dal proprio collaboratore, Flavio Marchiotto, che dovrà garantire invece una presenza di 24 ore settimanali. «È da novembre 2008», ha spiegato Bisighin, «che la carica di comandante viene ricoperta da Lodola. La selezione, mediante il trasferimento di dirigenti da altri Comuni ha dato finora esito negativo». Poi ha sottolineato: «In attesa della nuova procedura di mobilità è stata ipotizzata perciò la gestione convenzionata con Verona».
«Per l'incarico ad Altamura e al suo collaboratore», ha rimarcato il sindaco, «spenderemo 8mila euro». Il primo cittadino ha confermato che è stato avviato l'iter per garantire la presenza di un responsabile ai vertici della polizia locale anche dopo il 31 marzo. «Siamo in contatto con realtà più grandi della nostra», ha rivelato, «per reperire un professionista che operi sul territorio».
La strategia del centrodestra non ha convinto l'opposizione, che ha alzato le barricate votando contro la convenzione. Ha detto «no» anche il pidiellino Stefano Zamperlin della corrente di Massimo  Venturato, passato ad inizio serata sui banchi della minoranza (Gruppo misto), dove siede anche l'ex leghista Lucio Martinelli che si è astenuto. «Sarebbe più opportuno», ha esordito Zamperlin, «offrire il comando a un dirigente disposto a rimanere tutti i giorni a Legnago». Damiano Ambrosini, capogruppo di Legnago al centro, ha definito il provvedimento «una delibera-spot a favore della Lega», e ne ha chiesto il ritiro. «È ridicola», ha rimarcato, «poiché la stessa proposta, mesi fa, era stata ritirata a Verona proprio dal Pdl».
Quindi, ha presentato un emendamento-provocazione, respinto dalla maggioranza, in cui ha auspicato che «il sindaco Falvio Tosi assicuri la sua presenza a Legnago due giorni alla settimana, per dare impulso alla politica della sicurezza dell'amministrazione».
Fabio Tomelleri

Commento

E' del tutto evidente che un incarico così importante  dato per un mese e mezzo non ha alcun senso:
1. Il comandante, presente a Legnago per 6 ore la settimana, non avrà nemmeno il tempo di conoscere l'ambiente in cui opera.
2. Il Comune spende 8mila euro per niente.
3. Il Comando dei Vigili è stato per molto tempo esercitato da un vigile "facente funzione". Si poteva (e doveva, in attesa di una nomina definitiva) continuare allo stesso modo.
L'unica spiegazione di una tale delibera è che il sindaco abbia voluto fare, come ha affermato Damiano Ambrosini, uno spot a favore della Lega, sperando che i legnaghesi pensino che il nuovo comandante Altamura in un mese e mezzo (sei ore la settimana) spazzi via i problemi di ordine pubblico di Legnago.
Se è così, è veramente una grave offesa per i legnaghesi, considerati quasi incapaci di intendere e di volere. 

NUOVO OSTRACISMO PER PAOLO LONGHI

I fatti: (da l'Arena del 1 febbraio 2012)

L´ex assessore pidiellino è stato escluso dai relatori Ester Bonfante: «Il diritto è materia troppo pesante»

L´ex assessore Paolo Longhi
Prende il via oggi alle 15.30, in sala civica, con una lezione sul tema «Dal Big Bang alla particella di Dio» tenuta da Michele Gelain, il nuovo ciclo di appuntamenti proposto fino al 16 maggio dall´università del tempo libero. I 42 incontri, che vedono l´inserimento di 10 nuovi relatori, toccheranno le consuete tematiche. Saranno seguiti, inoltre, alcuni filoni particolari come quello legato alle donne, che vedrà approfondimenti su figure del calibro di Tina Merlin ed Edith Stein. Sotto i riflettori arriveranno anche Venezia e Roma che, in vista di due gite, saranno studiate sotto gli aspetti più inediti. Soddisfatto dell´andamento dell´anno accademico è il rettore Luigi Manfrin: «Con la nuova gestione, l´Utlep è passata da 60 ad 80 lezioni annuali, facendo salire in cattedra, da ottobre 2009, 65 nuovi relatori».
Intanto, a rovinare l´atmosfera è la polemica scoppiata attorno all´avvocato, nonchè ex assessore ai Lavori pubblici del Pdl, Paolo Longhi. Il quale, dopo essere stato interpellato da Manfrin per tenere una lezione di diritto, sarebbe stato «stoppato» da alcuni politici leghisti. A confermarlo è il diretto interessato, che sostiene «di essere finito nel mirino di alcuni esponenti di bassa Lega che pare abbiano deciso di bandirmi da qualunque forma di partecipazione alla vita pubblica di Legnago». Ester Bonfante, delegata alla Cultura, getta però acqua sul fuoco: «Non si è trattato di escludere una persona ma una materia come il diritto giudicata troppo pesante dagli anziani che siedono nel comitato. Al pari di Longhi, infatti, è stato escluso anche un altro avvocato. La politica, come testimoniano molti relatori schierati a sinistra, non c´entra nulla». E.P. 
COMMENTO DI PAOLO LONGHI (dal suo blog
"OSTRACISMO IN SALA PADANA
Lo dico senza polemica: sono molto legato all'Utlep e sono certo che il Rettore Luigi Manfrin - da me proposto nel 2009 - farà anche quest'anno un ottimo lavoro.
Debbo però evidenziare tutto il mio stupore nell'apprendere dalla stampa che mi sarei dovuto occupare di diritto; infatti non avevo concordato col Rettore alcun tipo di lezione.
Luigi mi aveva cercato e avevo dato la mia disponibilità ad intervenire, ovviamente a titolo gratuito.
Poi il revirement. Non servi più. Pazienza.
Nei giorni successivi vengo a sapere da fonti padane amiche che Il vice Rettore dell'Utlep, Guarinon (Lega), aveva insistito per l'espunzione del mio nome dalla lista dei relatori.
Questo col rammarico sia di Ester Bonfante - con la quale ho conservato un buon rapporto - sia ovviamente del Rettore Manfrin.
Così, magari senza saperlo, la Lega legnaghese ha rinverdito i fasti dell'ostracismo ateniese.
Poche ma importanti le differenze. Mentre il provvedimento greco colpiva con l'esilio solo il diretto interessato, i padani cercano vendette anche nei confronti dei miei sostenitori. Inoltre l'esilio dell'ostracizzato durava, illo tempore, dieci lunghi anni. Credo che il mio avrà un decorso più breve"
 
COMMENTO:
 Se è vero, come credo, quanto afferma l'ex assessore Paolo Longhi, che cioè è stato escuso non perché le lezioni di diritto sono materia indigesta ed ostica ai legnaghesi che frequentano assiduamente le lezioni dell'Università del Tempo Libero (non c'è mai, infatti, una materia in sè troppo difficile o noiosa; la difficoltà e la noia dipendono piuttosto da come viene svolta la lezione) , ma perché qualcuno degli amministratori ha voluto "punire" l'ex assessore, significa che ci amministra fa delle scelte sbagliate e assurde. 
Non si valuta in base alla competenza ed alla bravura, ma in base al gradimento politico del relatore. 
Inoltre si utilizza un sistema di  ripicche e ostracismi che hanno un solo significato: ci ha rotto le scatole? Ci ha criticato per qualche aspetto? Adesso purghi, si caverà la voglia di opporsi e di criticare. 
Un metodo, questo che è stato usato sempre, nel passato, da
persone che disprezzavano, nella sostanza, la democrazia. 
Come, evitentemente la disprezzano gli attuali amministratori.

VERONA: I DISEGNI MIEI E DI MARISA LONARDI RELATIVI A VERONA

 Disegni di Luigi Bologna e Marisa Lonardi Piazza delle Erbe Lungadige (che non c'è più) Piazza delle Erbe  Lavori sull'Adige nei pr...