I fatti:
Ambrosini non vuole assolutamente le primarie di coalizione, che erano state richieste dal PD di Legnago. Lo ha dichiarato pubblicamente qualche mese fa a Primo Giornale.
Commento:
E' bene fare un po' di cronistoria di ciò che è successo prima delle elezioni del 2009, vinte dal Centrodestra.
Damiano Ambrosini, prima delle passate elezioni comunali del 2009, si era fermamente opposto alla realizzazione delle primarie per scegliere il candidato sindaco, minacciando di non impegnarsi più nella coalizione se si fosse deciso di farle.
Perché non le ha volute e non le vuole neppure oggi?
Perché le considera uno strumento manipolabile?
Perché ha paura del confronto e di dover rinunciare al ruolo di leader?
Ognuno può dare la sua interpretazione, ma mi sembra chiaro che il motivo reale sia stato e sia il secondo.
Così, tornando al 2009, per timore di spaccature interne, il resto del gruppo della Rosa accondiscese, anche se a malavoglia, al suo diktat/richiesta di non fare le primarie.
Prevalse all'interno della Rosa la candidatura Ambrosini su quella di Clara Scapin, soprattutto perché Ambrosini aveva chiaramente fatto capire che se non fosse stato lui il candidato sindaco, si sarebbe 'messo in disparte' e ci sarebbe stata la rottura. E il gruppo della Rosa non voleva andare alle elezioni con una spaccatura in atto e privarsi di un apporto ritenuto importante come quello di Ambrosini. (Ha sbagliato, in questa analisi, il gruppo? Ai posteri ....)
A questo punto Ambrosini fece un 'operazione' che ebbe l'effetto di svuotare la Rosa di qualsiasi significato: invece che presentare di nuovo all'elettorato, come nel 1999 e nel 2004, un'unica lista civica, quella della Rosa appunto, che comprendesse come nel passato esponenti provenienti dalla Margherita, dai Ds e da non iscritti a partiti, presentò tre liste: Legnago al Centro, La Rosa e Liberinsieme (fatta nascere da Marconi (DS), preoccupato di rubare uno spazio politico alla Rosa, concordando di fatto con Ambrosini sulla necessità di togliere di mezzo la Rosa e di affermare la supremazia dei partiti).
A questo punto il funerale per la Rosa era stato celebrato sia da Ambrosini che dai DS.
Infatti la Rosa fin dal suo nascere non era una lista tra le altre, ma la lista di sintesi di tutte le istanze, con gli eletti che prendevano in assemblea tutte le decisioni.
Le segreterie dei partiti avevano fatto un passo indietro, e quando in qualche momento avevano tentato di imporre delle soluzioni esterne al gruppo, avevano dovuto innestare la retromarcia.
Per questa ragione fondamentale, l'autonomia reale dai partiti (oltre, naturalmente alla capacità di Sindaco e Giunta), la Rosa aveva potuto governare, bene, per dieci anni.
La presenza delle tre liste non fu compresa dai legnaghesi, la figura del candidato sindaco Ambrosini non riuscì ad emergere, il clima politico era favorevole alla Lega.
Fatto sta che nel 2009 fu eletto sindaco il leghista Rettondini.
Se la base, la gente, avesse potuto allora esprimere la propria preferenza tra le varie candidature a sindaco nell'area del centro sinistra con le elezioni primarie, si sarebbe partiti col piede giusto.
Nessuno può dire quale sarebbe stato il risultato, ma almeno l'eventuale risultato negativo (ma poteva essere positivo) non sarebbe dipeso dalla sbagliata candidatura.
Le primarie di coalizione di centrosinistra sono il metodo più democratico e sicuro perchè gli elettori possano votare il candidato migliore. E questo è anche il metodo per sottrarre alle segreterie dei partiti la decisione di imporre la candidatura e per non andare incontro, come nel passato recente, ad una sconfitta.
Ora Damiamo Ambrosini fa il bis. Non vuole le primarie.
Errare humanum, perseverare diabolicum ...