mercoledì 31 marzo 2010

VIGO DI LEGNAGO: LA PRIMA ELEMENTARE PARTIRA'

I fatti (da l'Arena del 28.03.2010, Stefano Nicoli)

"I genitori di Vigo hanno vinto la loro battaglia per garantire la sopravvivenza della scuola elementare della frazione messa a repentaglio dalla riforma Gelmini. Malgrado gli iscritti siano solo nove contro il numero minimo di 15 alunni imposto dalla nuova normativa, il prossimo settembre alla scuola "Gianni Rodari" suonerà regolarmente la campanella anche per la classe prima... Si chiama pluriclasse la soluzione messa a punto dal Comune con la Direzione del Primo Circolo didattico ed il Dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale Giovanni Pontara per riuscire a soddisfare la richiesta dei genitori per nulla disposti a rinunciare all'attivazione della prima...
L'istituzione della doppia classe non avrà comunque ripercussioni sui programmi e sull'organizzazione didattica strutturata su 40 ore settimanali. "Con una deroga autorizzata dal Provveditore", informa Oriano Modenini, dirigente del primo Circolo, "a Vigo sorgerà una classe di 20 alunni rispetto al tetto di 18 concesso, per le pluriclassi, con due docenti in servizio contemporaneamente al mattino in modo da offrire una formazione personalizzata per le materie più impegnative. Nell'orario pomeridiano sarà invece sufficiente una sola maestra per la realizzazione di attività laboratoriali di recupero, sviluppo ed integrazione". ... A farsi carico dei 4600 euro necessari a coprire i costi delle ore aggiuntive di docenza sarà ... la Banca Veneta 1896."

Commento


Giustamente Stefano Nicoli afferma che "i genitori hanno vinto la loro battaglia". Se non si fossero mobilitati, se non avessero coinvolto tutte le forze politiche, le associazioni, la parrocchiali, le agenzie economiche del paese e i cittadini, la prima elementare non sarebbe partita.
Merito, quindi, di tutti quelli che hanno creduto che una soluzione per Vigo poteva e doveva esserci.
La soluzione concordata tra Direzione didattica, Amministrazione comunale, sia di maggioranza che di minoranza, Ufficio scolastico provinciale e Banca Veneta 1896 va, secondo me, nella direzione giusta, anche dal punto di vista didattico. Infatti i bambini di prima e di seconda seguiranno percorsi diversi, con specifiche insegnanti per tutte le materie fondamentali, mentre saranno insieme nelle attività di laboratorio al pomeriggio. Quindi avranno la possibilità di seguire i percorsi didattici specifici delle singole classi e di fare positive esperienze con gli alunni dell'altra classe.
Ma, può dire qualcuno, se c'è da tagliare bisogna tagliare.
In realtà occorre guardare il contesto in cui il "taglio" viene realizzato. Nel caso di Vigo c'era una situazione di difficoltà per raggiungere il numero minimo di alunni soltanto per quest'anno. Quindi sarebbe stato sbagliato non far partire la classe prima con la conseguenza quasi inevitabile di chiudere poi la scuola che, per un paese rappresenta il cuore, la vita.

Mi è pervenuto, in data 31.03.2010, il seguente commento anonimo:

La pluriclasse = uno schifo di soluzione. C'è più di una scuola ad uno o due chilometri di distanza: bastava scegliere. Io dico invece che la mossa è stata politica, viste le imminenti elezioni. La "partecipazione" spintanea di altre autorità ha aggravato lo schifo. Certo i genitori del luogo si sono dati da fare, ma non sanno quello che fanno ... ai loro figli.

Ecco la mia risposta al commento:
Mi sarebbe piaciuto che il commento fosse firmato. Dal momento che non è offensivo ritengo comunque giusto pubblicarlo, perché presenta alcune considerazioni degne di essere discusse.
1. "uno schifo di soluzione ... i genitori non sanno quello che fanno". Il lettore afferma cioè che la pluriclasse nuoce ai figli. Occorre, come spesso succede, analizzare la singola situazione e non ragionare in astratto. La soluzione attuata per Vigo non comporta che in un'aula ci siano insieme gli alunni di prima e di seconda elementare con un'unica maestra che insegna a tutti le stesse cose o che cerca di insegnare cose diverse ai due gruppi (di 1^ e di 2^ elementare). Il mattino ci sono due maestre: una segue gli alunni di prima, l'altra i bambini di seconda; il pomeriggio un'unica docente svolge attività con gli alunni di prima e seconda insieme.
Dal punto di vista didattico quindi la situazione è assolutamente analoga a quella delle classi "normali"; anzi, il fatto che attività come educazione fisica, musica , computer, ecc., siano svolte assieme tra alunni di prima e seconda può anche essere più arricchente dal punto di vista culturale.
Se si trattasse di una pluriclasse con un unico insegnante, concordo che non sarebbe una buona soluzione.
Quindi non c'è proprio nessuno "schifo" (è una parola, questa che non mi piace proprio usare)di soluzione, né si può dire assolutamente che "i genitori non sanno quello che fanno". Lo sanno bene, invece, e sanno che la scuola elementare, in un paese come Vigo, è importantissima per tutta la comunità. E' un momento e un luogo di aggregazione fondamentale nella crescita dei bambini.
2."La mossa è stata politica, viste le imminenti elezioni. La partecipazione "spintanea" di altre autorità ha aggravato lo schifo".
Non c'è dubbio che i genitori abbiano fatto pressione anche utilizzando la vicinanza delle elezioni e che i rappresentanti politici delle varie amministrazioni abbiano sostenuto le richieste dei genitori anche per non perdere voti. Ma questo, francamente, non mi sembra uno scandalo; l'importante è che tutti abbiano contribuito a ricercare e trovare una soluzione didatticamente e socialmente soddisfacente.















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2 commenti:

Unknown ha detto...

Sono d'accordo sia con il tenore dell'articolo sia con la risposta al commento anonimo. Anch'io ho contribuito a trovare una soluzione adeguata alla questione perchè sono convinto che una scuola rappresenti comunque una grande ricchezza per un piccolo paese,alla luce anche della nuova espansione edilizia di Vigo con i lotti già quasi tutti assegnati del PEEP.Voglio aggiungere inoltre che la scuola a Vigo funziona a tempo pieno (40 ore sett.li),una modalità molto gradita dalle famiglie che in tempi di magra scolastica non è possibile ottenere facilmente e che può essere utilizzata da tutti i genitori interessati anche di altri paesi.Anzichè considerare il risultato ottenuto dai genitori di Vigo con un certo disprezzo,come appare dalle parole dell'anonimo commentatore,perchè non capire che una scuola salvata con un tempo pieno che molti vorrebbero è la vittoria non solo di un paese ma di tutta la comunità di Legnago?!

Anonimo ha detto...

Non esiste solo Vigo come scuola elementare! Si sa per esempio che a Terranegra e a San Pietro ci saranno due classi che verranno unite per formare classi da 29 alunni? Si tiene presente le realtà piccole e quelle grandi no, fino a scoppiare! E giusto? Per me no! Ci vuole una politica e una visione che tenga conto di tutti!Là c'era chi poteva fare e qui no!

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