domenica 7 marzo 2010

CENTRALE NUCLEARE A TORRETTA?

Cronaca di un'ipotesi: è' la riproposizione di un mio servizio giornalistico apparso nel 1982 sul 1° numero del periodico comunale "Il Torrione": Qualche anno fa: prime voci sull'ipotesi di installazione di una centrale nucleare a Legnago. Maggio 1981: la notizia viene ripresa dall'Arena prima e da altri giornali locali e nazionali poi. Alcune Associazioni territoriali (Fim - Gruppo Scout, ecc.) inviano richieste di precisazione alle forze politiche ed all'Amministrazione comunale. L'Amministrazione, dal canto suo, non è in possesso né di richieste né di documenti ufficiali delle autorità di Governo nazionali o regionali o dell'Enel. Le voci riguardanti l'installazione delle centrali continuano a circolare, ufficiosamente, attrverso canali non istituzionali. 17 settembre 1981: il presidente della Regione Veneto Bernini ed il presidente dell'Enel Corbellini firmano un protocollo di intesa in cui si prevede, fra le possibili localizzazioni di una centrale nucleare nel Veneto, anche la zona tra l'Adige ee il Po (la nostra). Tale notizia viene riferita da vari quotidiani (Repubblica, La Stampa. Il Sole 24 Ore, Il Corriere della Sera, l'Unità, ecc.) ed in alcuni di essi Legnago è considerata la sede più probabile. 15 ottobre 1981: la Giunta Municipale invia alle massime autorità dello Stato e della Regione il seguente Ordine del giorno: "La Giunta Municipale di Legnago, rilevando che ufficiosamente si vengono continuamente a conoscere, anche da personalità di primo piano, notizie come le seguenti: - che il 17 settembre u.s. è stato firmato un accordo tra Regione Veneto e l'Enel che prevede l'installazione di una centrale elettronucleare nel Veneto con tre ipotesi sui siti, fra cui la zona di Legnago, mentre quasi contemporaneamente l'Assessore regionale all'Industria Righi, rispondendo ad un'interpellanza, dichiarava che non esisteva alcun progetto relativo all'installazione di una centrale elettronucleare nel Veneto; - che già sono stati fatti, in incognito, i rilievi del terreno nei tre siti indicati come possibili per l'installazione nell'accordo del 17 settembre u.s. e che tali rilievi hanno chiarito che il sito più idoneo per l'installazione stessa è nel Comune di Legnago, al confine con Cerea, molto vicino al territorio ostigliese; - che si sta formando un Comitato misto (Enel - CNEN - Regione) nel quale - si dice - è molto importante che l'Amministrazione comunale di Legnago, mettendosi in contatto con la Regione Veneto, faccia inserire un rappresentante del Comune; pur non entrando, per ora nel merito del problema dell'installazione; - esprime la grave preoccupazione che da parte delle Autorità regionali o statali si vogliano far passare per canali non istituzionali le informazioni, al fine di scavalcare la popolazione sulla scelta; - sottolinea la gravità del fatto che comunicazioni di questo tipo, così rilevanti per la Comunità, avvengano al di fuori degli organi istituzionali preposti. E', questo, un metodo che la Giunta Municipale di Legnago intende fermamente denunciare e di cui non intende farsi corresponsabile. 8 ottobre 1981: nasce a Legnago il Comitato contro la scelta nucleare del Basso veronese, Basso mantovano e Alto Rodigino, al quale danno la loro adesione a titolo personale anche alcuni amministratori (gli assessori Bologna, Bigarello e Ferrari, i consiglieri Alberti e Cattarinussi). 19 ottobre 1981: i consiglieri della DC Barbieri, Limoni, Zanferrari, Tognetti, Picchi, Giuliani, Vesentini, Zampieri, rivolgono al sindaco la seguente interpellanza: I sottoscritti Consiglieri comunali della Democrazia Cristiana. meravigliati del fatto "insolito" di un assessore che interpella il suo Sindaco (ma fa parte ancora della Giunta quell'assessore?) chiedono alla S.V.: - se le iniziative antinucleari degli assessori Ferrari e Bologna riflettono l'orientamento in proposito della Giunta oppure se debbano ritenersi prese a titolo personale; - deprecano il pessimo sistema cui ricorre continuamente l'amministrazione di far intendere all'opinione pubblica che ogni decisione in proposito sia stata presa o stia per essere presa al di fuori del naturale ambito istituzionale, il Consiglio comunale, cui spetta l'ultima e decisiva parola, creando diffidenza e sospetto, fomentando il discredito su Istituzioni ed Enti che operano nell'interesse della collettività; - chiedono che venga chiarito l'orientamento suo e dell'Amministrazione che rappresenta, al fine di dissipare il dubbio che le continue lamentele avanzate da codesta Amministrazione altro non siano che un comodo alibi per nascondere ai cittadini il proprio pensiero; - lamentano l'assenza dell'Amministrazione nel favorire ogni seria azione volta ad informare la cittadinanza, lasciando però libera l'iniziativa a singoli rappresentanti della Giunta; - rendono manifesto che, in assenza di valide iniziative da parte dell'Amministrazione, la Democrazia Cristiana si farà promotrice di incontri e dibattiti a tutti i livelli, ritenendo indispensabile e improrogabile informare la popolazione, non certo con sterili slogan allarmistici, sugli aspetti tecnico - scientifici e socio - economici connessi con l'installazione di una centrale nucleare. Speriamo abbia fine lo spettacolo indecoroso di una maggioranza divisa sui problemi che investono la comunitrà nazionale e locale, e che si abbia finalmente il coraggio di portare alla luce del soleil disaccordo tra le componenti dell'attuale maggioranza, che impedisce e paralizza la vita amministrativa, ognuno prendendosi le proprie responsabilità. 28 ottobre 1981: si svolge una affollatissima (oltre 650 persone) conferenza-dibattito tenuta dal prof. Massimo Scalìa, docente di Fisica presso l'Università di Roma. La Conferenza si tiene presso il Teatro Salus perché l'Amministrazione provinciale (proprietaria dell'edificio dell'I.T.C. Minghetti) ha negato telefonicamente al Comitato contro la scelta nucleare l'uso dell'Aula Magna dell'Istituto Tecnico Commerciale Marco Minghetti di Legnago. 30 ottobre 1981: il consigliere provinciale del PCI, Mario Crocco, presenta al Presidente dell'Amministarzione Provinciale un'interpellanza nella quale chiede quali siano i motivi che hanno spinto l'Amministrazione provinciale "a negare l'uso dell'aula magna all'ultimo momento. 24 novembre 1981: il presidente della Provincia Ennio Molon, rispondendo a tale interpellanza, afferma che l'Assessore alla Pubblica Istruzione "ha ritenuto di portare la richiesta all'esame della Giunta nel pomeriggio del 28 ottobre. Tuttavia la Giunta, vista la laconicità del testo della richiesta - del Consiglio di Istituto dell'I.T.C. Minghetti - riteneva non consono aderire sic et simpliciter ad una richiesta, sia pur legittima, della quale nulla si poteva vagliare, in considerazione ai tempi, vagliare né la portata né la natura in rappporto all'ambiente scolastico, ove si sarebbe dovuta svolgere. Di qui è disceso il parere negativo espresso dalla Giunta e comunicato telefonicamente, come per richiesta della presidenza del Minghetti, alla Preside nella sera stessa per interessamento dell'assessore alla Pubblica Istruzione. 25 novembre 1981: su questo episodio il Consiglio comunale approva a maggioranza (astenuti tutti i consiglieri della DC) il seguente Ordine del giorno: IL CONSIGLIO COMUNALE DI LEGNAGO - venuto a conoscenza del fatto che giovedì 29 ottobre 1981, nonostante il parere favorevole del Consiglio d'Istituto dell'ITC Minghetti, l'Assessore alla Pubblica Istruzione della Provincia di Verona ha rifiutato di concedere l'uso dell'Aula Magna al Comitato contro la scelta nucleare (costituitosi qualche mese fa a Legnago per opera di vari cittadini di diverse opinioni culturali e politiche) che aveva organizzato una conferenza-dibattito sul problema dell'energia nucleare; - tenuto conto che nel passato l'Aula Magna dell'ITC Minghetti è stata concessa a varie associazioni, comitati o personalità (di recente ad esempio è stato ospitato Gustavo Selva) DENUNCIA il metodo discriminatorio e antidemocratico dell'Assessorato alla Pubblica Istruzione dell'Amministrazione Provinciale di Verona che, senza curarsi di dare una risposta scritta, ma confermando per due volte telefonicamente il rifiuto per l'utilizzazione dell'aula magna, ha calpestato alcuni tra i più elementari diritti: quello all'informazione e al libero dibattito e alla libertà della scienza, diritti costituzionalmente garantiti. 25 novembre 1981: viene discussa in Consiglio comunale l'interpellanza della DC sul nucleare sopra riportata. 25 novembre 1981: nella stessa seduta, 15 consiglieri (Tafuro, Ferrari, Alberti, Bernamonte, Vedovelli, Lonardi, Massaron, Masin, Girardi, Colturato, Cottarelli, Soffiati, Bibarello, Cattarinussi, Bologna), accogliendo l'invito espresso nella interpellanza della DC, presentano il seguente ordine del giorno: IL CONSIGLIO COMUNALE DI LEGNAGO in merito all'ipotesi di installazione di una centrale elettronucleare nella nostra zona; - considerato che nel nostro territorio c'è una fiorente attività agricola che verrebbe compromessa dalla presenza di una centrale elettronucleare, sia perché verrebbe sottratta una notevole superficie per la costruzione e per la zona di rispetto, sia perché i prodotti agricoli delle zone vicine molto più difficilmente potrebbero essere venduti, sia perché la centrale, per il raffreddamento del reattore, sottrarrebbe ingenti quntità di acqua indispensabile per l'irrigazione; - considerato che, nell'ipotesi dell'installazione in località Torretta, il Fissero-Tartaro- Canal Bianco rischierebbe di non essere più utilizzato come importante via commerciale, ma per fornire acqua alla centrale e che l'acqua dell'Adige non potrebbe più essere utilizzata per irrigazione; - considerato che, soprattutto durante il lungo periodo della costruzione della centrale, sorgerebbero per il Comune gravo problemi di ordine economico e sociale che nnon potrebbero trovare corrispettivo in un adeguato intervento dello Stato: - considerato che la nostra zona ha un'alta densità di popolazione e che quindi le conseguenze per la popolazione in caso di incidente potrebbero essere gravissime ESPRIME la propria contrarietà all'ipotesi dell'installazione di una centrale elettronucleare nella nostra zona; RAVVISA la preoccupazione che da parte delle Autorità regionali o statali si vogliano far passare per canali non istituzionali le informazioni, al fine di scavalcare le popolazioni sulla scelta che deve essere invece, in ogni caso, effettuata dalle popolazioni; DELEGA la Giunta municipale a farsi promotrice di incontri con tutte le Amministrazioni comunali della nostra zona, al fine di raggiungere una posizione omogenea che impedisca l'installazione della cntrale elettronucleare in qualsisi Comune della nostra zona; INVITA la Giunta Municipale a promuovere incontri, dibattiti, iniziative che tendano ad informare la popolazione sul problema energetico.
A questo punto la DC esce dall'aula consiliare affermando che con il suo ordine del giorno "la maggioranza ha voluto fare un colpo dimano". 27 novembre 1981: il quotidiano l'A>rena -nel presentare la notizia della conferenza-dibattito di Laura Conti, esperta in ecologia, sul tema dei riflessi sull'uomo e sull'ambiente delle centrali nucleari- afferma che "recentemente si è avuta conferma che tale centrale non sarà più installata a Legnago", senza però citare le fonti di tale notizia. 5 dicembre 1981: lo stesso quotidiano ribadisce quest'ultima notizia affermando che il vice presidente del CNEN (Consiglio Nazionale per l'Energia Nucleare) che ha tenuto a Legnago una conferenza sull'energia nucleare- ha asserito che "il piano energetico nazionale non prevede affatto l'installazione di una centrale elettronucleare a Legnago" e che l'ipotesi di Legnago è nata probabilmente perché "uno degli insediamenti nucleari previsti nella vbicina Regione Lombardia sorgerà quasi sicuramente ai confini delle Valli Grandi, nella zona di Viadana, San Benedetto Po, che distano 30/40 km da Legnago". 18 novembre 1981: pochi giorni prima, cioè, degli articoli apparsi sull'Arena, la Gazzetta di Mantova, invece, afferma che nella riunione di Milano tra i dirigenti della regione Lombardia, dell'Enel e dei Comuni lombardi interessati all'installazione di centrali nucleari, il Presidente dell'Enel Corbellini ha sostenuto che "si pongono le esigenze di un raddoppio della centrale di Sermide e di un problema Legnago (nel senso che si avanza l'ipotesi di una centrale nucleare da installare nel centro del Basso Veronese a ridosso del Mantovano). 29 novembre 1981: il Consiglio comunale di Legnago discute l'ordine del giorno presentato dai 15 consiglieri (PCI-PSI-Lista per Legnago) nella seduta del 25 novembre. La Dc, prima della votazione, presenta la seguente dichiarazione di voto: "I consiglieri della Democrazia Cristiana, considerato che di fronte al problema dell'installazione della centrale nucleare nel territotio di Legnago, la Giunta municipale non ha sentito minimamente il dovere di acquisire presso fonti inconfutabili elementi in merito alla veridicità delle notizie diffuse soltanto a livello ufficioso, né ha ancora ritenuto opportuno di farsi promotrice di serie iniziative volte ad informare la popolazione, per chiarire ed analizzare a livello di base i reali rischi collegati alla scelta nucleare STIGMATIZZANO questo comportamento che rappresenta una inadempienza grave ed una abdicazione pericolosa e antidemocratica ai doveri e ai compiti che spettano ad un'amministrazione responsabile, che non si deve lasciar strumentalizzare da movimenti di opinione che diffondono allarmismi che resteranno falsi fino a quando non avranno conferme scientifiche; CONDANNANO il modo superficiale ed improprio con cui la Giunta municipale affronta il problema anche a livello di dibattito consiliare. L'ordine del giorno proposto dalla Giunta non nasce dal desiderio di approfondire l'argomento, ma solo per una precisa volontà di contrapposizione politica che i cittadini di Legnago non possono accettare. Una scelta determinante per l'avvenire di Legnago non può e non deve essere fatta solo per uno sterile calcolo elettoralistico che riguarda la storia prossima, ma deve anche guardare al futuro lontano della nostra Comunità". L'ordine del giorno viene approvato a maggioranza. Votano a favore dell'ordine del giorno presentato nella seduta del 25 novembre, cioè contro l'ipotesi di installazione di una centrale nucleare nel nostro territorio, i consiglieri del PCI, del PSI, della Lista per Legnago; votano contro l'ordine del giorno la Dc ed il PSDI. In tale seduta il consigliere socialdemocratico Pravadelli annuncia la costituzione di un Comitato pro - centrale nucleare presieduto dal prof. Filippini Benso (vice presidente il prof. Franceschetti Franco).

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