(Non sempre i manoscritti da me analizzati riuscivano di facile e chiara lettura; quando ero incerto ho messo un punto interrogativo)
L’acqua irrompente dalla rotta d’Adige aveva distrutto gli immensi depositi merci che costituivano la ricchezza di Legnago.
Dato questo immane disastro era indispensabile riattivare il mercato, unica risorsa del luogo, per poter dare a Legnago prospettive positive. Per questo motivo, il 13 ottobre 1868 il Sindaco di Legnago si rivolse al Presidente del Consiglio dei Ministri Menabrea a Firenze perché il Governo “autorizzi questo Comune di trattenere nelle proprie casse l’importo della prossima quarta rata prediale e della prima 1809 spettante all’erario, da rifondere negli anni 1970 – 71”. (32)
Fu costituito un Fondo Speciale di 200.000 £. erogate dalla Cassa di Risparmio di Milano. Tale somma figurò nel Consuntivo 1869 come contabilità speciale.
Le spese affrontate furono molte, sia per pagare i materiali che gli uomini impegnati nel’opera di soccorso e di difesa degli argini, senza contare le spese per la ricostruzione di edifici pubblici, strade, servizi. Né il Genio né Il Comune, da soli, avrebbero potuto sostenerle. Per questa ragione, con circolare del 13 ottobre 1868, il Sindaco di Legnago Bianchi faceva appello alla generosità dei sindaci dei Comuni italiani perché fossero alleviate le sofferenze della popolazione legnaghese colpita dall’inondazione. (33)
Per la chiusa della rotta e formazione delle ture, si impiegarono complessivamente 200.000 sacchi a terra, 8 mila buzzoni 34, 6 gorzi 35 , 62 pali ferrati, oltre a tutti i legnami per la formazione del ponte. Si impiegarono inoltre circa 1000 metri cubi di terra per il riempimento delle coronelle in schiena all’argine, e molti piccoli pali e tavole per la formazione delle ture.
La spesa complessiva di questi lavori, che comprendeva l’acquisto dei materiali occorsi e le giornate di lavoranti impiegate, fu di circa £. 72.000,00. Aggiungendo a questa cifra £. 25.000,00 per spese sostenure dal Municipio, la spesa totale fu di circa £. 97.000,00.
Esistono vari documenti d’archivio che testimoniano richieste di pagamento o di indennizzo sia da parte di privati che dello stesso Comune (36).
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(32) Lettera del Sindaco del 13.10.1868 ( AML – Cat. X, Cart. 39)
(33) Risposero con generosità molti Comuni; si veda più avanti.
(34) Buzzoni: gabbioni , opera di riparo delle sponde fluviali erose
(35) Gorzi:
(36) Si vedano, a titolo di esempio, i seguenti documenti (AML – Cat. X, Cart. 39):
a) RELAZIONE DEL SIG. MUNAJA (?) ALLA GIUNTA MUNICIPALE IN LEGNAGO
“La mattina del 6 ottobre di buon ora fui incaricato dal Sig. Sindaco di portarmi nella frazione di S. Vito dove requisire lavoratori occorrenti sull’argine alla volta di S. Tommaso, di fatto conducevo circa alle ore 11 ant. più di 80 lavoratori in detta località. …… nel entrare di Porta Padova sentì l’allarmi che minacciava di rompere nella località rimpeto alla casa Gianotti; accorsi e mi misi sotto il lavoro ordinato dal Sig. Capitano Bianchi ed il Sig. Cristini che furono dei primi accorrere in tale emergente pericolo. Quando dopo qualche tempo fu annunciato un altro pericolo che minacciava alla cosiddetta beverara(?) in Porto [VERIFICARE ], sul fatto mi ordinò … …… che scegliessi fra i lavoratori ivi accorsi 12 uomini dei più capaci, e mi dirigessi dove minacciava il pericolo, quando arrivato sul luogo dove si trovava anco il Sig. Cristini unitamente a Zanchettin Dionisio, indicandomi il da fare, mi misi all’opera, finito il pericolo fui incaricato alla sorveglianza di detto tronco d’argine dal Sig. Capitano del Genio. Fui sul punto tagliar le erbe per poter così vedere dove vi erano sortive e buchi onde non si manifestasse maggior pericolo interrando con stoppa tutte le sortive che si manifestavano in detto argine sorvegliandolo a palmo a palmo notte e giorno fino che fu passato il pericolo. Quando fui avertito dai miei uomini che si manifestò una corrente tra le fessure degli assoni (?) che ivi erano, accorsi col bravo falegname Tognolo Domenico (che fu poi da me ricompensato con £ 8 sul di più della mercede giornaliera) indicando al medesimo di utturare le dette fessiture con stoppa, all’intanto mi misi ad anegare (?) sacchetti al di dentro per fermare la corrente che si era manifestata, dopo qualche tempo , cessò la corrente, dove misi alla sorveglianza il D. Tognolo (?). Dimenticato del tutto tanto da parte del militare che mi incaricò di detta sorveglianza, quanto da parte dei miei Superiori di quanto feci, cioè della mia poca intelligenza …. potei fare, imploro colla presente questa On. Giunta Municipale di quella piccola riconoscenza che crederà che mi sia meritato, non avendo per anco ricevuto nessun compenso per tale straordinaria prestazione, anzi dovetti sostenere le spese giornaliere, e notturne del mio proprio, non avendo ricevuto da nessuno quello che mi occorreva nelle laboriose fatiche per sostentarmi.
Spero dalla bontà e giustizia di questa Onorevole Giunta d’esser esaudito.
Anticipa i suoi ringraziamenti Munaja”
b) Il signor Padoan Francesco di Roverchiara, proveniente da Ronco con due barche cariche di ghiaia, una denominata Mosè contenente metri 21.50, l’altra denominata S. Luigi contenete anch’essa metri 19 che a £ 3.25al metro in totale importano £ 129.75, fu obbligato dalle autorità militari a scaricare la sabbia nel fiume per poter trasportare gli abitanti in sinistra Adige per porli in salvo dalla rotta. Pertanto chiese il risarcimento del danno subìto. Il giorno 13 ottobre 1868 (?) il Sindaco dava disposizioni affinché il Sig. Valeri “pagherà a Padoan Francesco di Roverchiara £ 120 per ghiaia perduta il giorno della rotta onde porre a disposizione dl Municipio i due barconi”(Richiesta del Signor Padoan Francesco di Roverchiara (AML – Cat. X, Cart. 39).
c) In data 24 gennaio 1870 la Giunta di Legnago chiese alla Prefettura di Verona la rifusione delle spese incontrate in occasione della rotta dell’Adige del 7 ottobre 1868, che non potevano, a suo parere , essere a carico del Comune. Si tratta delle spese per cibarie somministrate agli Agenti di P.S. ed ai Carabinieri per un importo di £ 301. La Giunta allegò alla domanda le pezze giustificative. La Prefettura rispose, in data 10 maggio 1870, che non era possibile dare risposta affermativa per varie ragioni:
1. Le semplici pezze giustificative, senza le delibere precedenti (non fatte per l’urgenza determinata dagli eventi della rotta) difficilmente potrebbero essere accolte dal Governo, anche “perché è trascorso un certo tempo dal fatto e si sono ultimate in qualche modo le contabilità che vi si riferivano”;
2. La considerazione poi “che tali spese occorse nei riguardi di Pubblica Sicurezza tendevano a prevenire i maggiori pericoli in cui trovavasi la città di Legnago, ed a reder a quegli abitanti men dannose le conseguenze di quella calamità, lascia lusinga che la comunale rappresentanza sia compiaciuta di assumere”- e qui non si può non leggere l’ironia, se non qualcosa di più- “ a carico comunale tali partite anco in riflesso alla poca entità delle medesime, in confronto ai sussidi avuti dalle Comuni, dalla Provincia ed anco dal Governo”.
d) In data 39. 10. 68, il signor Barnaba Mirandola di Angiari chiede al Comune un risarcimento per danni ricevuti, in quanto “nel punto di mezzodì del giorno 6 [ottobre 68] [egli] entrava per Prta Mantova in Legnago con cavallo e carretto carico di 880 libbre di ricino [… ]e di altri sacchi […] del peso di libbre grosse cento al sacco […]. Questo genere avealo il Mirandola venduto ad Antolini Getano di Legnago pel prezzo di £ […] e andava a farne la consegna. Entrato a pena entro della porta di codesta fortezza, ecco che se gli presenta dinnanzi le due Guardie Nazioni[…], ed immediatamente requisirono al Mirandola cavallo e carretto, occorrendo questi oggetti pei bisogni della fortezza, rivoltandogli in terra tutto il detto genere allo stallo di Giacomo Bevilacqua a Porta Mantova, cosicché il Mirandola più non poté né consegnare, né men trasportare a propria casa quel suo genere, ma costretto di colà lasciarlo venne in quella notte stessa dalla rotta d’Adige asportato fino che più non trova. Per questo caso successogli al Mirandola, ricorre egli, a codesto Municipio, e ne implora la rifusione dell’importo intero del genere perduto, come crede sia giusto ed equo, sottomettendosi, egli a tutte le prove sì per la quantità come del prezzo cui l’aveva venduto; che sono Giuseppe Lanza e Pignata Domenico in qualità di testimoni di cui sopra.”(AML – Cat X, Cart. 39)
e)Analoga è la richiesta del Sig. Sgarbi Angelo di Quistello (Mn): "Il sottoscritto Sgarbi Angelo detto Mognaschi veniva […] requisito ill giorno 6 del mese di ottobre un carretto e cavallo che aveva sopra delle botti di vino vuote che aveva condotto in vendita, e era diretto per uscire onde recarsi al suo domicilio, cosiché, scaricate le botti al Borgo Contrada Duomo, dovette portarsi azll’Arsenale e ivi lavorare giorno e notte successiva. Venuta la notte non poté più uscire cosiché dovette rimanere sulle spese 5 giorni. Per tal motivo non essendo stato in nessun modo ricompensato del danno e fatica si rivolge a codesta superioritàa ciò venga compreso in quel modo che crederà meritarsi di mercede.”(AML – Cat. X, Cart. 39)
INTERVENTI ECONOMICI DI ENTI E PRIVATI
Vari Enti, in particolare i Comuni, parteciparono con l’invio di materiali (barche, uomini, torce a vento, ecc.) e denaro .(37)
Il Comune di Castagnaro deliberò 100 lire; il Comune di Montefalco (Umbria): £ 20; vari privati, in momenti diversi, offrirono £ 779.35; poi £ 53,05; £ 204; £ 1035,39; Fumane(Vr) £ 50; Rivodutri (Pg) £ 9; Noventa (Pd) £ 152; Spoleto (Pg) £ 100; Mira (Ve) £ 150; Torre del Greco (Na) £ 20; Urbisaglia (Mc) £ 10; Velo Veronese £ 10;Parma £ 2001; la provincia di Parma £. 500; la Provincia di Ascoli Piceno £ 100;Massa Fiscaglia (Ferrara) £ 20;Vallonara £ 10,80. Il governo ungherese offrì 57,70 fiorini.
Il 20 novembre 1868 il Consiglio Comunale votò la somma di £ 1000 a sussidio dei danneggiati poveri dell’inondazione.(38)
Nella seduta consiliare del 28 ottobre 1869 il Consiglio approva all’unanimità la deliberazione di “passare alla Congregazione di Carità la somma di £ 1507,02”. (39)
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(37) V. AML – Cat. X, Cart. 39. Per esempio, il Comune di Montagnana, in data 9 ottobre 1868, dà al Comune di Legnago 50 lanterne portatili appartenenti al magazzino idraulico del fiume Frassine.
(38) Doc. prot. N. 8657 del 20 nov. 1868 (AML Cat. X – Cart.39)
(39) Nella stessa seduta il consigliere Valerj propone che “sia dal Consiglio emesso un voto di ringraziamento alla Commisssione. Il Sindaco, nella sua qualità di membro e Presidente della Commissione, ringrazia il Sig. Valerj del suo voto di fiducia… Si mette ai voti la proposta del Sig. Valerj a schede segrete, e fatto lo spoglio delle stesse, risulta respinta con voti 9 e 8 favorevoli, schede in bianco 2. Consiglieri presenti N° 20; votanti 19, avendo il Sig. Sindaco Cav. Bianchi Gio. Batta dichiarato di astenersi dal votare”. (AML – Cat. X, Cart. 40)