domenica 30 gennaio 2011

Viaggio in Sicilia . 28. Palermo- Monreale - dicembre 2010

28. Monreale (Palermo) ( foto di Luigi Bologna)

Monreale, mt. 300 s.l.m.,sulle pendici del Monte Caputo, sopra un terrazzo dominante la valle dell'Oreto e la Conca d'oro, è una vivace cittadina dicirca 37.ooo abitanti.
 da Wikipedia :" L'importanza di Monreale comincia ad essere tale con l'avvento della dinastia normanna verso l'XI secolo. Era in questo luogo in cui i re normanni si ritiravano per riposare dalle fatiche della guerra e dal governo della Sicilia. Fu in una notte del 1171 che re Guglielmo II detto il Buono, ebbe in sogno l'apparizione della Madonna che gli svelava il posto dove era nascosto un immenso tesoro (bottino di guerra di suo padre), con il quale Guglielmo avrebbe dovuto erigere un tempio a lei dedicato. Il re non diede inizio senza indugi alla costruzione del tempio, del Palazzo Arcivescovile e del chiostro. Dispose che cento monaci della Badia di Cava, con a capo l'abate Teobaldo, si trasferissero a Monreale per officiare nel tempio. Essi giunsero a Monreale il 20 marzo 1176 e l'abate Teobaldo venne insignito del titolo di "Signore della Città". Il 5 febbraio 1182, Lucio III, su richiesta dello stesso Guglielmo, elevò la chiesa di Monreale a "Cattedrale Metropolitana". Primo arcivescovo della diocesi di Monreale è stato fra' Guglielmo del monastero dei Benedettini. Alla fine del XVII secolo l'Arcivescovo di Monreale possedeva 72 feudi. Dalla elevazione a Cattedrale Metropolitana ad oggi, la sede di Monreale ha avuto 54 arcivescovi e, tra questi, 14 cardinali della Chiesa. Già prima che il Duomo fosse finito, il mondo ne parlava con meraviglia: lo stesso papa Alessandro III, in una bolla inviata al sovrano nel 1174, esprimeva tutta la sua gioia per la solennità del monumento".

                                Monreale vista dalla terrazza del Duomo

                                                Monreale vista dalla terrazza del Duomo

                                Monreale vista dalla terrazza del Duomo

Il Duomo: è il capolavoro architettonico del periodo normanno. Fu fondato da Guglielmo II nel 1174. Nonostante alcuni discutibili reaturi dei secoli scorsi, è giunto a noi nel suo intatto spendore. La facciata è serrata tra due poderose torri quadre. L'ìnterno è di indescrivibile slendore.



















Il pavimento musivo, a dischi di porfido e granito, con fasce marmoree intrecciate a linee spezzate, è quello originario, completato nel XVI secolo.


Il chiostro dell'antico Convento dei Benedettini, è un miracolo di architettura e policromia. E' anch'esso del tempo di Guglielmo II (ultimo quarto del sec. XII).


                                              Secolare albero nel giardino pubblico

sabato 29 gennaio 2011

ARRIVANO I VANDALI: Porta Mantova ritorna sotto terra

I fatti:(da L'Arena, Venerdì 28 Gennaio 2011)

Porta Mantova, ciak si gira. Prima di ritornare sotto terra, secondo il progetto approvato ancora 10 mesi fa dalla Giunta intenzionata a riaprire interamente al traffico Corso della Vittoria, i resti seicenteschi affacciati su piazza Garibaldi verranno filmati. E diventeranno perciò un video documentario a carattere storico-archeologico da utilizzare in futuro per scopi didattici ed informativi. Così ha concordato infatti il Comune con la Soprintendenza nella prospettiva di seppellire i ruderi riportati alla luce nel 2004 grazie ad un restauro conservativo costato 85mila euro ed afflitti ora da un degrado che li sta lentamente sgretolando.
Dopo aver già stanziato nel programma delle opere pubbliche del 2010 i 175mila euro necessari a ricoprire quella che in città è stata ormai ribattezzata «busa», la Giunta ha individuato i registi dello speciale film che consegnerà ai posteri una delle poche testimonianze rimaste della Legnago di un tempo. La scelta è caduta sulla Società Archeologica Padana (S.A.P.) di Mantova: lo stesso team di professionisti, che nel 2003 aveva eseguito per conto del Comune l'indagine delle strutture relative all'antica porta occidentale della città fortificata sotto la direzione dell'archeologa Brunella Bruno del nucleo operativo di Verona della Soprintendenza del Veneto. Il tutto a fronte di una spesa di 9.360 mila euro.

Le dichiarazioni dell'assessore (Da L'Arena, Venerdì 28 Gennaio 2011)
«Il video in questione, che documenterà lo stato attuale dello scavo», spiega Paolo Longhi, assessore ai Lavori pubblici, «rappresenta una delle condizioni stabilite dalla Soprintendenza per poter aprire i cantieri destinati alla riqualificazione del primo tratto del corso con un ripristino della viabilità interrotta sei anni fa». «Terminata questa fase», conclude Longhi, «contiamo di partire con i lavori all'inizio dell'estate. Con il vantaggio di evitare continue spese per la manutenzione dei mattoni».S.N.

Commento:
L'assessore Longhi, dopo quasi due anni, ha detto apertamente qual era l'obiettivo dell'eliminazione di Porta Mantova: "il ripristino della viabilità interrotta sei anni fa". Fino ad ora questo obiettivo si poteva facilmente capire, ma non era mai stato riconosciuto dall'attuale maggioranza come il vero motivo della decisione antistorica ed anticulturale. Finora l'argomento principale addotto a difesa della decisione era "lo sfaldamento progressivo del materiale in cotto". Già più volte, nel passato, ho avuto modo, in questo blog, di sottolineare che il vero scopo dell'amministrazione leghista era quello di riaprire al traffico il primo tratto di Corso della Vittoria e che quello del costo della manutenzione dei mattoni che si sfaldano è un falso problema. 
Falso per vari motivi: 
  1. Perché non risulta che l'attuale amministrazione abbia fatto restauri del cotto;  
  2. perché circa due anni fa la Sovrintendenza aveva autorizzato per iscritto  il Comune a sostituire le pavimentazioni deteriorate in cotto con mattoni nuovi della stessa forma, colore e dimensione. In tal modo la manutenzione si sarebbe ridotta quasi del tutto. D'altra parte, tutte le opere (monumenti, palazzi, case, strade...) per essere conservati e "goduti" necessitano di manutenzione, e quindi hanno un costo. 

Il vero motivo è che  si ritiene che la conservazione delle vestigia del passato non abbia alcun valore. Se c'è questa convinzione (e c'è) è inutile - lo ricordavo in un precedente post - qualsiasi tentativo di convincimento.
Avevo sperato, lo confesso,  che gli studi classici fatti dall'assessore ai lavori pubblici potessero fare il miracolo, portando in primo piano il valore storico  e culturale della memoria del passato. Si vede, purtroppo, che la frequenza non basta. Serve anche un po' di cultura e di sensibilità.
Né serve, per "salvarsi l'anima",  la foglia di fico, peraltro costosa, imposta dalla Sovrintendenza del filmato sugli scavi.


Viaggio in Sicilia . 27. - dicembre 2010 - Mondello

27. Mondello (Palermo), dic. 2010 (foto di Luigi Bologna)

















giovedì 27 gennaio 2011

Viaggio in Sicilia . 26 - Palermo: il teatro dei Pupi - dicembre 2010

26. Palermo: il teatro dei Pupi (foto di Luigi Bologna)

Sono ormai pochi i "Pupari", sia costruttori dei Pupi che gestoridelle rappresentazioni. Uno di questi ha un piccolo laboratorio in Via Vittorio Emanuele, vicino ai Quattro Canti, ed un Teatrino in una stetta via di fronte alla Cattedrale.























mercoledì 26 gennaio 2011

Viaggio in Sicilia . 25 - Aligi Sassu - dicembre 2010

25. Palermo, Moste delle opere di Aligi Sassu, presso il Palazzo delle Esposizioni della Provincia (foto di Luigi Bologna)

La Provincia di Palermo ha organizzato una grande mostra - mercato delle oper di Aligi Sassu. Il figlio adottivo del pittore ha messo in vendita oltre un centinaio di opere del grande artista sardo (le quotazioni: da un minimo di 10000 € per i disegni, a 200.000 €. Qui sono riportate solo alcune delle opere esposte.



Aligi Sassu, Cavallo nero e cavaliere, 1930, tempere  su carta (24X16,5

Deposizione, 1958, olio su tela, 80X115

                                               La Processione, 1975, olio su tela, 170X296

                                                                             Crocifissione

martedì 25 gennaio 2011

Senza privacy al Pronto Soccorso dell'Ulss 21

I fatti:
Il Pronto Soccorso a Legnago è stato rifatto nuovo. Chi utilizza questo importante servizio recandosi allo sportello, viene invitato a dire all'impiegato il motivo per cui è venuto al pronto soccorso. L'impiegato, per farsi sentire dall'utente, parla attraverso un altoparlante che fa sentire tutte le domande e le considerazioni a tutti coloro che sono seduti, in attesa, nelle due sale d'aspetto.

Commento:
La realizzazione del nuovo Pronto Soccorso è stato un grande passo avanti: adesso è finalmente accogliente e bello. Però la Direzione Ulss, a mio parere, deve al più presto risolvere il problema sopra sollevato, che crea, credo un forte disagio in tutti gli utenti. La soluzione più semplice (e non molto costosa) mi sembra quella di chiudere, per es. con una parete mobile a vetri, il vano vicino all'operatore, in modo che i colloqui rimangano circoscritti all'operatore ed alla persona interessata e basta.

lunedì 24 gennaio 2011

Viaggio in Sicilia 24 - Palermo: Galleria d'Arte moderna - dicembre 2010

24. Palermo: Galleria d'Arte moderna (foto di Luigi Bologna)


                                 Chiostro del Politeama Garibaldi, Sede della Galleria d'Arte Moderna


                                                   Franco Ciusa: La madre dell'ucciso, 1907








                                                     Vincenzo Ragusa: Conducente di risciò

                                                     Vincenzo Ragusa, Ritratto

                                            Ettore Tito: Amore e le Parche (1909)

                                                                           Saffo, bassorilievo di Luigi De Luca








                                               Fausto Pirandello: Mosè salvato, 1934




                                            Renato Guttuso: Autoritratto, 1936

                                          Giovanni Barbera: Farfalla addormentata, 1935, gesso e cera






                                                          Giovanni Barbera: Donna seduta

                                             Giovanni Nicolini: I miei figli, 1913

                                    Antonio Ugo: La madre, 1905

VERONA: I DISEGNI MIEI E DI MARISA LONARDI RELATIVI A VERONA

 Disegni di Luigi Bologna e Marisa Lonardi Piazza delle Erbe Lungadige (che non c'è più) Piazza delle Erbe  Lavori sull'Adige nei pr...