martedì 15 marzo 2011

Sogno all'alba


 Da molto tempo non riuscivo a ricordare i sogni che, puntualmente, facevo tutte le notti. Verso la fine del sogno mi sembrava di non poter dimenticare quanto avevo visto o sentito; poi, quando mi svegliavo, non riuscivo a far emergere più nulla di quanto avevo sognato, se non una sensazione o di ansia o di gioia o di paura o di incredulità. Stamattina invece, sul fare dell'alba, le cose sono andate diversamente dal  solito; quasi non credevo ai miei occhi. Vedevo con chiarezza tutte le immagini e ricordavo, parola per parola, quanto aveva detto una figura possente, con voce gutturale, rivolgendosi proprio a me. Tutto intorno a lui si sprigionava una luce diffusa che lo  faceva assomigliare ad un santo della migliore tradizione. 
Ero incredulo. Anzi, spaventato. "Che cosa mi sta succedendo?, pensai. "Che sia la lucidità che precede il trapasso?". Attesi un  po', ma mi convinsi che non era questa la situazione. Decisi allora di mettere nero su bianco. Presi l'I Phone di mio figlio e registrai, parlando ad alta voce, il monologo di quella figura: le parole si trasformarono quasi miracolosamente in parole scritte. E ora, con una semplice operazione di copia-incolla, le trasferisco qui:
       
"Tu vuoi sapere come abbiamo agito? Ti dirò soltanto che abbiamo preso molte decisioni che hanno aumentato il peso politico della nostra famiglia. Del resto tu, nel tuo blog, che seguo con attenzione fin dall'inizio, ne hai scritto e riscritto. Anche troppo, per la verità. Quindi non starò qui a ricordarti tutti i miei  movimenti. Mi limito a dirti che  manca ancora - ma per pochissimo tempo - una mossa essenziale nella scacchiera del nostro potere: la gestione diretta del Teatro. E' ora che se ne vada (con tutti gli onori, s'intende, noi non vogliamo fare le scarpe a nessuno!) chi ha finora avuto compiti di direzione del Teatro; abbiamo in casa chi ha le capacità per decidere la programmazione e per far fare un grande salto di qualità alla Cultura. E' ancora uno della nostra famiglia? Certo, ma è colpa nostra se le persone geniali escono tutte da qui? E poi, diciamo la verità,  la gente subito magari brontola, sparla anche, ma poi rivela di avere un ottimo apparato digerente".
     

lunedì 14 marzo 2011

FUKUSHIMA. IL PARERE DELL'ING. FORZANO

Riporto  un'intervista pubblicata su "La Cronaca" di Livorno di lunedì 14 marzo, all'ingegner Paolo Forzano, 63 anni,  28 anni trascorsi all'Ansaldo nucleare.





D. Savonanews.it : Ingegnere, le sue impressioni sulla situazione nucleare in Giappone?
R. Ing. Meccanico Nucleare Paolo Forzano: Non sono buone, purtroppo. Non lo erano già dalle notizie di ieri sera, quando si è saputo che “mancando l’energia elettrica non funzionava l’impianto di raffreddamento”. 
Questa è una notizia poco credibile, perché  il problema del raffreddamento è sempre molto sentito quando si progetta una centrale, e ci si mette sempre in condizione di avere dei generatori sostitutivi in caso venga a mancare la corrente. Si utilizzano dei diesel particolari, che non hanno bisogno di riscaldamento come il motore diesel tradizionale ma che vanno al massimo regime appena vengono accesi: li avevamo anche nella centrale che stavamo costruendo a Caorso 40 anni fa, quindi dovrebbero esserci per forza anche a Fukushima.

D. SN: Quindi cosa potrebbe essere successo?
 
Ing. Forzano: Difficile fare ipotesi fondate: ma il sisma potrebbe aver danneggiato i diesel, o direttamente o indirettamente: basta che un camion parcheggiato lì vicino, a causa del terremoto, venga scagliato contro un generatore, e quello va in avaria. Le ipotesi possono essere mille. Sta di fatto che la sola interruzione dell’energia elettrica “normale” non avrebbe potuto causare un problema di queste dimensioni.
D. SN: Cosa succede, esattamente, quando un reattore si surriscalda?
Ing. Forzano : E’ un gravissimo problema, perché la centrale nucleare non funziona come quelle tradizionali nelle quali si carica di volta in volta il combustibile che è necessario: una centrale nucleare viene caricata con la potenza necessaria per andare avanti un anno e mezzo/due anni. Ci metti dentro il massimo possibile di barre di uranio.
Dopodiché hai due sistemi di controllo, che si chiamano “barre di controllo”  e che in pratica sono due sistemi distinti:
- il primo serve per la regolazione e la limitazione della potenza, e non lo tocchi praticamente mai. Al massimo puoi dare qualche piccola regolazione quando serve.
- Il secondo è quello che consente lo “shut down”: ovvero, “chiudiamo tutto” , spegniamo la reazione nucleare.  Se questi sistemi vanno in avaria sono problemi seri. Molto seri.
Per capire il motivo bisogna capire come funziona una reazione nucleare: che è un po’ come il biliardo. Quando una palla ne colpisce un’altra, le due palle si dividono la velocità: una rallenta e l’altra accelera. Per avere energia nucleare noi dobbiamo creare il massimo possibile di questi “urti” tra le palle (ovvero i neutroni), e il modo migliore per avere più urti è diminuire la velocità. Per questo occorre un “moderatore”, che è l’acqua. L’acqua ha due funzioni: funge da moderatore della velocità, ma contemporaneamente serve al raffreddamento.  Purtroppo, quando l’acqua si surriscalda, diventa vapore, ovvero diventa aria: e l’aria, al contrario dell’acqua, è un “riscaldatore” e non un raffreddatore. Se una barra viene colpita da vapore anziché da acqua, si può arrivare alla FUSIONE. 
 
D. SN: Ma non si può intervenire attraverso le barre di controllo? 
 
R. Ing. Forzano No: perché la barra, prima di fondere, si deforma. E il sistema attraverso il quale agiscono le barre di controllo è abbastanza preciso: è una sorta di “gabbia” all’interno della quale scorre la barra di uranio… ma non ha molto gioco intorno. Se la barra è deformata, non passa più.

D. SN: Ma allora il disastro diventa inevitabile? 
 
R. Ing. Forzano: Fortunatamente no, perché c’è ancora una possibilità: quella del cosiddetto “avvelenamento”, che si fa con il boro. Se riempi il nucleo di boro, la reazione nucleare si blocca.

D. SN: l’avranno fatto anche in Giappone, si spera...
 
R. Ing. Forzano: Si spera, sì. Ma c’è un problema: per avvelenare l’uranio occorre l’energia elettrica.

D. SN: Per dirla tutta: potrebbe essere una nuova Chernobyl?
 
R. Ing. Forzano: Purtroppo sì, potrebbe. Anche perché c’è stata un’esplosione, quindi un’emanazione di calore molto elevata: quindi il reattore va considerato fuori controllo, nel senso che se si brucia una barra poi si bruciano anche tutte le altre.  A quanto dicono le varie fonti c’è già stata una fuoriuscita di cesio, che è un bruttissimo cliente perché ricade sull’acqua, sulla vegetazione e quindi sul ciclo alimentare. La situazione non si può considerare tranquillizzante, anche se è giusto mantenere la calma e non farsi prendere dal panico.

D. SN: Il fatto di vivere dall’altra parte del pianeta ci mette al sicuro dai rischi?
 
R. Ing. Forzano:
Non siamo mai stati al sicuro: noi italiani abbiamo subito conseguenze dall’esplosione di Hiroshima e anche dalla tragedia di Chernobyl. Certamente si cercheranno di nascondere gli effetti, come è stato fatto in quelle occasioni e come viene fatto ogni giorno anche sul nostro territorio per gli effetti della combustione del carbone, che non è che faccia molti danni in meno.
Però, finché non ce lo dicono, restiamo ignari e tranquilli…o quasi. Una cosa è certa: le radiazioni sono qualcosa che si paga per generazioni e generazioni. Ci sono isotopi che scompaiono in una quindicina d’anni, ma ce ne sono altri che impiegano MILIONI di anni prima di andarsene. Di leucemie causate da Chernobyl si sta ancora morendo oggi… e lo stesso accadrà per qualsiasi disastro nucleare, al di là di quello che diranno i media. 
 
D. SN: E' una dimostrazione che il nucleare non è sicuro come talvolta si cerca di far credere?
 
R. Ing. Forzano: Bisogna capire tre punti:

- Primo: il nucleare, inteso come “centrale nucleare”, in effetti è più sicuro – in quanto maggiormente controllato – di molte altre produzioni industriali: in questo ha ragione Chicco Testa, che abbiamo sentito ieri sera (Otto e Mezzo, La7 ndr) Ma solo in questo, purtroppo. 


- Secondo: bisogna considerare che in ingegneria il fattore di rischio si calcola sempre e solo in senso statistico: ovvero, in base alle probabilità che si verifichi un evento. La probabilità di un incidente nucleare è davvero molto bassa statisticamente, visti tutti i sistemi di sicurezza e tutti i controlli che si eseguono: purtroppo la storia continua a dimostrarci che “basso” non significa “inesistente”. Inoltre, quando/se accade l’incidente nucleare, le conseguenze sono sempre di dimensioni epocali.

- Terzo: per quanto sembri quasi minimale se paragonato alle conseguenze dell’incidente è che il vero, grande problema del nucleare sono le scorie. Che nessuno ha ancora capito come e dove smaltire. E bisogna ricordare che le scorie della centrale sono una parte minima dell’intera filiera: perché si producono scorie dall’estrazione, e poi dal trasporto, e poi dalla lavorazione, soprattutto dall’arricchimento dell’uranio. L’incidente fa sicuramente molta più impressione, ma i rischi più gravi del nucleare stanno nell’incapacità di trattare/smaltire le scorie. E questo dobbiamo ricordarlo SEMPRE, non solo quando succede il disastro: perché magari adesso ci diranno che la centrale giapponese era di seconda generazione, che aveva 40 anni, che adesso ci sono centrali più moderne e ancora più sicure (stessa cosa già detta per Chernobyl…): ma nessuno può ancora dire “abbiamo risolto il problema delle scorie”. Perché non è mai stato risolto e non si vede, all’orizzonte, alcuna soluzione concreta.

D. SN: Dopo questi ultimi avvenimenti, dunque, si dovrebbe dire un deciso NO al nucleare?
- Bisogna chiarire una cosa, però: prima di fare qualsiasi valutazione sulla produzione di energia bisogna tenere in considerazione una lunga serie di fattori. Non si può dire “si” o “no” solo in base a un’emozione, o a un singolo fattore. Bisogna valutare i costi, gli investimenti necessari, la possibilità di approvvigionamento; non dimenticando che diversi combustibili ci costringono a dipendere da terzi e quindi a rimanere legati, nel bene e nel male, alla politica internazionale, l’impatto ambientale e i costi sanitari.
Se teniamo conto di tutto questo ad per esempio, il carbone non è meglio del nucleare: anzi, forse è anche peggio, anche se finora sono stati trascurati elementi che per fortuna oggi cominciano ad emergere, come l’impatto sanitario non solo delle emissioni, ma anche delle radiazioni, superiori a quelle che si riscontrano vicino a una centrale nucleare.
Insomma, l’approccio dovrebbe essere insieme scientifico ed economico, mentre purtroppo l’unico vero metro di valutazione oggi sembra essere l’indicazione che arriva dalle lobby industriali. 
Inutile aggiungere che solo investendo sulle fonti rinnovabili, solare e termico, si potrebbe avere oggi un’energia pulita, sicura e soprattutto infinita: ma sarebbe importante anche badare all’edilizia, perché un terzo dell’energia che consumiamo è dovuta alle famiglie e al piccolo artigianato. Anche solo migliorando l’isolamento delle nostre case si otterrebbe un risparmio energetico fondamentale.

venerdì 11 marzo 2011

SE NON ORA QUANDO

Anche a Legnago,come in tutt'Italia, si terrà  la manifestazione di piazza "Se non ora quando"

         per la Costituzione e per la Scuola pubblica, 

sabato 12 marzo dalle ore 16,00 alle 18,30

con letture, testimonianze e musica in piazza Garibaldi; sarà una manifestazione aperta a tutti , non di partito. Le bandiere saranno solo quelle dell'Italia.

giovedì 10 marzo 2011

LE FAMIGLIE AL CENTRO DELLE ATTENZIONI DELLA GIUNTA

I fatti:

Il Sindaco Rettondini ha nominato Assessore al Bilancio Alessio Bariani, fratello del Consigliere Riccardo Bariani al posto di Anna Maria Torelli. La stessa, costretta a dimettersi, ha dichiarato  all’Arena: “… La mia cacciata è solo una vergognosa questione di poltrone e di equilibri tra correnti...”.In altra occasione ha dichiarato a Primo Giornale:"Ritengo di aver sempre lavorato in Giunta con il massimo impegno".

Commento:
Ma serve operare col massimo impegno? Evidentemente per la Giunta Rettondini no. Questa  Giunta opera  avendo le famiglie al centro delle sue attenzioni: non proprio tutte le famiglie, a dire il vero. Anzi, poche, per essere esatti. Ma quelle al centro delle attenzioni lo sono fino in fondo. A cominciare dalla famiglia Giarola, sicuramente al vertice, per continuare con Raganà, con De Lorenzi ed ora con Bariani. Un bell'esempio di servizio disinteressato ai cittadini.
Legnago, spero,  merita di meglio!

mercoledì 9 marzo 2011

LA TENTAZIONE DEL DELIRIO DI ONNIPOTENZA

 Sei consiglieri comunali di Oppeano fanno ricorso al TAR e vengono dichiarati decaduti

I fatti:
 Da l'Arena di Verona (Zeno Martini, 3/3/2011): :
Oppeano. «Il Consiglio comunale a partire da lunedì sette marzo provvederà a dichiarare incompatibile la carica di consigliere comunale». Lo ha scritto il sindaco Alessandro Montagnoli ai cinque consiglieri di opposizione e al suo ex vicesindaco Giuliano Boaretto notificando la delibera votata dal Consiglio comunale lo scorso 25 febbraio, «a meno che nel frattempo non venga eliminato il motivo della lite pendente con il Comune», ossia il ricorso al Tar contro la delibera del Consiglio con valore di variante urbanistica, per mettere in vendita due terreni pubblici, prima aree verdi, poi trasformati in due lotti produttivi dalla maggioranza.
La minoranza non ha alcuna intenzione di tornare sui suoi passi, ovviamente. Quindi da lunedì il Consiglio comunale, rimasto orfano dei sei consiglieri di minoranza, potrà dichiarare decaduti gli stessi e procedere alla loro sostituzione con i primi non eletti. E qui potrebbe nascere un secondo «casus» politico amministrativo. Infatti, se è vero che la maggioranza potrebbe procedere a sostituire in blocco i cinque consiglieri di opposizione della lista «Franco Bettinardi sindaco» con i primi cinque non eletti, diverso è il discorso per l'ex vicesindaco Boaretto buttato fuori dalla maggioranza dopo due mesi e mezzo dalle elezioni del 2009. Infatti Boaretto non è stato eletto nella lista che ha perso le elezioni, bensì in quella che le ha vinte, quella della Lega Nord per intenderci, per la quale ha corso ed ha portato a casa il maggior numero di preferenze personali. Per sostituire Boaretto, la maggioranza dovrebbe chiamare in Consiglio a sedere tra i banchi della maggioranza, il primo dei non eletti della lista della Lega. A questo punto, oltre al danno, per Boaretto si configurerebbe anche la beffa. Perchè Boaretto a tutti gli effetti fa parte ora della minoranza: ricordiamo che è stato cacciato dal capogruppo di maggioranza ufficialmente, nonché poi è stato espulso pure dalla Lega Nord. Dunque la maggioranza leghista andrebbe a riguadagnare il voto del consigliere Boaretto, che ha messo in opposizione e che ora ha anche defenestrato dal Consiglio. E, va detto una volta di più, si tratta del più votato della lista Montagnoli vittoriosa alle elezioni.
«Ciò è inammissibile», fa sapere Boaretto, «mi hanno cacciato loro dalla maggioranza perchè io non mi sono mai dichiarato fuori da essa e dopo avermi recluso tra i banchi dell'opposizione per forza, vorrebbero usurparmi del mio posto in assemblea per guadagnare un consigliere di maggioranza? Non credano di averla vinta tanto facilmente».
Intanto l'opposizione, per mano del capogruppo Franco Bettinardi, ha scritto una lettera al prefetto di Verona Perla Stancari per informarla della decisione unilaterale di azzerare la minoranza in blocco da parte della maggioranza della Lega. «Scriveremo al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano», annuncia Bettinardi, «useremo gli strumenti che la legge ci mette a disposizione per tutelarci e non farci buttare fuori dal consiglio. Ci appelleremo all'Alta Corte di Strasburgo, se sarà necessario». «È inutile che il sindaco continui a ritenere che ci troviamo in lite pendente con il Comune perchè abbiamo degli interessi privati nel ricorso che abbiamo fatto al Tar», conclude Bettinardi, «primo perchè tre dei sei consiglieri, io compreso, non abitiamo e non abbiamo proprietà a Vallese e secondo perchè abbiamo rinunciato fin dall'inizio del ricorso ai danni eventuali ai quali potremmo avere diritto, proprio perchè abbiamo presentato il ricorso esercitando le nostre funzioni di consiglieri comunali».

 Da L'Arena 7/03/2011:
Il «capo» Montagnoli
defenestra i consiglieri del dissenso
Il sindaco leghista: scaduto il termine per la decadenza, alla prima seduta del consiglio comunale surrogheremo i sei rappresentanti con i primi dei non eletti. I sei avevano firmato un ricorso al Tar contro una decisione amministrativa. Per il sindaco, questo è sufficiente a farli diventare «automaticamente incompatibili, poiché hanno adito le vie legali mentre erano in carica»
Oppeano. Sono decaduti dalla carica e saranno sostituiti dai primi tra i non eletti i sei consiglieri comunali di minoranza a Oppeano (Verona), dichiarati incompatibili, per iniziativa dello stesso sindaco leghista Alessandro Montagnoli, che è anche parlamentare del Carroccio.
«Oggi a mezzogiorno», dice Montagnoli, «scadeva il termine per la decadenza, i dieci giorni di proroga concessi per presentare un’ulteriore documentazione; nessuno lo ha fatto e quindi alla prima seduta del consiglio comunale si procederà con la surroga dei sei consiglieri, l’ho già comunicato anche al prefetto».
Il sindaco Montagnoli «spiega» l’iter che ha portato alla messa «fuorilegge» dei sei esponenti dell’opposizione: «C’è stato un ricorso al Tar contro una delibera urbanistica, quindi automaticamente sono diventati incompatibili poiché», e Montagnoli sostiene che basti, «hanno adito le vie legali contro il Comune mentre erano in carica».
«Ho semplicemente fatto rispettare la legge», sostiene il leghista, che alle ultime elezioni è stato riconfermato con il 77,4% delle preferenze. I sei consiglieri di opposizione avevano già presentato una serie di osservazioni, «ritenute però insufficienti anche dalla prefettura, pertanto era stata concessa una proroga, che è scaduta oggi. Tra l’altro», dice Montagnoli, «nel ricorso al Tar non hanno nemmeno provveduto a inserire la richiesta di sospensiva, così è scattata subito l’incompatibilità».

Da " Il Mattino" di Padova, 8 marzo 2011:
VERONA. In politica ormai tutto è permesso, anche cacciare via chi non è d'accordo, alla faccia dell'invocata volontà popolare, o forse proprio per questa sorta di dittatura della maggioranza, spacciata per democrazia. Sono decaduti dalla carica e saranno sostituiti dai primi tra i non eletti i sei consiglieri comunali di minoranza a Oppeano (Verona), dichiarati incompatibili, per iniziativa dello sindaco leghista, Alessandro Montagnoli, che è anche parlamentare del Carroccio.
«Ieri a mezzogiorno - spiega l'on. Montagnoli - scadeva il termine per la decadenza, i 10 giorni di proroga concessi per presentare un'ulteriore documentazione; nessuno lo ha fatto e quindi alla prima seduta del consiglio comunale si procederà con la surroga dei sei consiglieri, l'ho già comunicato anche al Prefetto». Il sindaco Montagnoli spiega l'iter che ha portato alla messa "fuorilegge" dei sei esponenti dell'opposizione: «C'è stato un ricorso al Tar contro una delibera urbanistica, quindi automaticamente sono diventati incompatibili, poiché hanno adito le vie legali contro il Comune mentre erano in carica. Ho semplicemente fatto rispettare la legge», aggiunge il primo cittadino della Lega, che alle ultime elezioni è stato riconfermato con il 77,4% delle preferenze.
I sei consiglieri di opposizione avevano già presentato una serie di osservazioni, ritenute però insufficienti anche dalla Prefettura, pertanto era stata concessa una proroga, che è scaduta oggi. «Tra l'altro - conclude Montagnoli - nel ricorso al Tar non hanno nemmeno provveduto a inserire la richiesta di sospensiva, così è scattata subito l'incompatibilità».
http://oas.gelocal.it/0/default/empty.gif

Commento:

 Ho fatto per molti anni il consigliere e l'assessore comunale. Ho assistito a litigi politici, denunce, ricorsi di tutti i tipi, ma non mi è mai capitato di asssistere ad un'interpretazione della legge come quella fornita dal sindaco della Lega Montagnoli: i sei consiglieri hanno fatto ricorso al Tar, dunque sono in lite col Comune, dunque il Consiglio Comunale può dichiararli decaduti, anche se non hanno alcun interesse diretto relativamente all'oggetto del ricorso. Se valesse questa interpretazione,  nessun consigliere comunale avrebbe più diritto di ricorrere al TAR e sarebbe molto facile per chi amministra sbarazzarsi delle opposizioni. Chi amministra dovrebbe stare attento a non incorrere nell'errore del delirio di onnipotenza. La democrazia richiede anche il rispetto degli avvversari politici. Se questo manca, viene a mancare un requisito fondamentale della democrazia stessa.

martedì 8 marzo 2011

"LA BUFALA DELL'EMENDAMENTO SALVA - PEDOFILI"

Qualche giorno fa ho ricevuto e pubblicato il testo di una lettera sull'emendamento  relativo ad "atti sessuali di minore entità". Per comodità di lettura e per un confronto diretto con l'intervento dettagliato di Enrico, ne riporto qui sotto la prima parte del testo:

"EMENDAMENTO 1517     Ricevo e volentieri pubblico:

VIOLENZA SESSUALE "LIEVE" AI MINORI:
Si erano inventati un emendamento proprio carino.
Zitti zitti, nel disegno di legge sulle intercettazioni avevano infilato l'emendamento 1.707, quello

che introduceva il termine di "Violenza sessuale di lieve entità" nei confronti di minori.
Firmatari alcuni senatori di Pdl e Lega che proponevano l'abolizione dell'obbligo di arresto in
flagranza nei casi di violenza sessuale nei confronti di minori, se - appunto - di "minore entità".
Senza peraltro specificare come si svolgesse, in pratica, una violenza sessuale "di lieve entità" nei
confronti di un bambino". Seguivano i nomi dei firmatari.

Sul testo sopra riportato ricevo da Enrico un approfondito intervento  e volentieri lo pubblico:

Vorrei commentare l’articolo da te recentemente pubblicato sul tuo sito (non sono riuscito a inserire un commento nel sito).
In primis, mi risulta che l’emendamento oggetto del tuo articolo sia il n. 1707 (e non il 1517), proposto nel giugno scorso.
Credo che chi te l’ha inviato non abbia approfondito la delicata tematica sottesa, prescindendo in modo colpevole da una attenta analisi delle fonti; soprattutto si è data una matrice politica ad una questione che aveva solo un connotato tecnico, travisando i fatti ad uso esclusivamente politico.


 “I sospetti mi venivano dall’enormità di quel “l’abolizione dell’obbligo di arresto in flagranza nei casi di violenza sessuale nei confronti di minori”, dall’invito all’annotarsi i nomi e dall’assenza di riferimenti al testo incriminato, che avrebbe dovuto essere invece la prova del misfatto. Dopo lunghe ricerche, ho trovato il link alla discussione avvenuta in Senato sull’argomento – http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&leg=16&id=483752 – da cui emerge una realtà molto diversa.
Anzitutto, emerge che non si parla affatto di “violenza sessuale di minore entità” bensì di “atti sessuali di minore gravità”, che non è la stessa cosa come vediamo subito: ciò che determina la “minore gravità”, infatti, è il fatto che tali atti siano compiuti tra quasi coetanei entrambi consenzienti!
Infine, risulta che il concetto di “minore gravità” non viene introdotto ex novo ma è già presente nel Codice Penale - http://www.usciamodalsilenzio.org/rassegnastampa/articoli-codice-penale.pdf - e si trattava solo di applicarvi la non obbligatorietà (che non vuol dire esclusione assoluta) di arresto.
Analizziamo nel dettaglio questi punti, attingendo alla relazione del Senato:
« Il presidente BERSELLI, nell’avvertire che si passerà all’illustrazione dei subemendamenti all’emendamento 1.707, sollecita l’attenzione dei colleghi su questa disposizione, osservando come in questo caso si trovi di fronte al problema di un grave travisamento da parte dell’opinione pubblica e degli organi di informazione circa gli scopi di questo emendamento, che è stato da più parti presentato come una sorta di disposizione favorevole ai pedofili, proposta sulla base di fantomatiche pressioni da parte di ambienti vaticani, e sarebbe pertanto opportuno lavorare in vista di una formulazione che non lasciasse dubbi sulle reali intenzioni dell’emendamento.
Il relatore CENTARO (PdL) ricorda che l’emendamento è stato presentato sostanzialmente per ragioni di armonia del sistema: infatti, come è noto, l’articolo 380 del codice di procedura penale non prevede il reato di atti sessuali con minorenni, di cui all’articolo 609-quater, fra quelli per i quali è obbligatorio l’arresto in flagranza, mentre lo prevede per la violenza sessuale, di cui all’articolo 609-bis, escludendo però la predetta obbligatorietà per i casi di minore gravità: era quindi logico che, una volta inserito il reato di cui al 609-quater fra quelli per i quali è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza, che venisse prevista un’analoga causa di esclusione. »
Traduzione: in origine il c.p.p. prevedeva l’arresto in caso di atti tra maggiorenni, mentre non lo prevedeva per quelli tra minorenni. A questa mancanza è stato posto rimedio, ma in modo asimmetrico: per i maggiorenni, infatti, la legge prevedeva già la non obbligatorietà dell’arresto per i casi “di minore gravità” (quelli non violenti) mentre per i minorenni, no.
[Ndr. Preciso meglio: l'obbligo di arresto è previsto dall'art. 380 c.p.p. comma 2 lettera d-bis) per i reati di violenza sessuale, escludendo - già ora! - i casi di minore entità. Col comma 22 del ddl 1611 in discussione veniva aggiunto l'obbligo di arresto anche per il reato di atti sessuali (non violenza sessuale). Ma si erano dimenticati di escludere anche per questo reato i casi di minore entità, come per la violenza sessuale.  Così che ci sarebbe stato l'assurdo per cui conveniva dire che c'era violenza anche se non c'era stata].
La cosa viene spiegata da un senatore del Partito Democratico, non certamente filogovernativo, che pur criticando la forma riconosce la bontà delle intenzioni:
« Dopo un intervento del senatore CASSON (PD), il quale ritiene che il problema che ha determinato la presentazione dell’emendamento, e cioè la necessità di evitare l’arresto obbligatorio in caso di rapporti fra adolescenti… »
… « Dopo interventi della senatrice DELLA MONICA (PD) e del senatore CASSON (PD), i quali ritengono che il problema possa essere meglio affrontato intervenendo sul codice penale, la senatrice FINOCCHIARO (PD) osserva come, per quanto riguarda l’articolo 609-bis, la questione della minore gravità si riferisce essenzialmente alla condotta del reato, e di fatto si ricollega alla caduta della distinzione fra due diversi tipi di reato a seconda che si fosse consumata o meno la congiunzione carnale, distinzione che ricorreva prima della riforma del 1996, con i reati rispettivamente puniti dagli abrogati articoli 519 e 521 del codice penale.
Nel caso però dell’articolo 609-quater questo problema si sovrappone a quello dell’età dei soggetti coinvolti e della necessità di non criminalizzare i rapporti fra adolescenti, problema che all’epoca venne risolto in maniera probabilmente insoddisfacente e poco elastica; del resto non è solo in questa circostanza che ella si è posta il problema di come modificare il terzo comma dell’articolo 609-quater, una questione certamente di non facile soluzione. »
La replica evidenzia che anche la scelta di intervenire sul Codice Penale ha i suoi rischi, ma soprattutto fa un esempio concreto di cosa sia un atto “di minore gravità”:
« Il relatore CENTARO (PdL) osserva come gli interventi sul codice penale, magari opportuni, rischiano di lasciare irrisolte alcune questioni che il suo emendamento si proponeva di riservare alla prudente valutazione del giudice. Ad esempio, laddove si decidesse di allargare la sfera di non punibilità per i minorenni, resterebbe il rischio di dover disporre l’arresto obbligatorio per un ragazzo di 18 anni sorpreso ad accompagnarsi con una tredicenne.
Il senatore LONGO (PdL) rileva come nell’affrontare questa materia si debba tener conto del fatto che, a seguito della soppressione della distinzione tra violenza carnale e atti di libidine violenta, negli ultimi 14 anni la giurisprudenza ha elaborato una nozione estremamente lata di atti sessuali, il che induce a valutare con attenzione le conseguenze che avrebbe la mancata valutazione, ai fini dell’obbligatorietà dell’arresto in flagranza dell’esistenza di ipotesi di minore gravità. »
In particolare, l’intervento di Longo evidenzia la differenza tra “violenza carnale” e “atti sessuali”; riferendoci ai maggiorenni (per i quali la legge è già completa) va ricordato, infatti, che tra gli “atti sessuali” sono compresi la mano morta, la carezza, i fischi d’apprezzamento e in certi casi addirittura gli sguardi indiscreti. Tutti “atti” che sono indubbiamente di “minore gravità” rispetto ad uno stupro; e non sarebbe sensato prevedere l’arresto obbligatorio per aver fischiato al passaggio di una bella ragazza…
A questo punto, evidenziata la complessità della materia e la non precisa formulazione che potrebbe dar adito a fraintendimenti, viene proposto di ridiscuterne in seguito. La proposta è ragionevole e viene prontamente accolta.
La questione, in Senato, finisce così; inizia la campagna di criminalizzazione a mezzo internet…
Il che riporta al concetto dell’uso incontrollato di internet come pericolo per la democrazia, altra materia delicatissima che prima o poi dovrà essere affrontata seriamente. Perché se è così facile creare mostri da additare al pubblico disprezzo, è altrettanto facile manipolare l’opinione pubblica (e quindi gli elettori) attraverso la diffusione di “notizie false e tendenziose” come questa…
Una cosa possiamo farla noi utenti fin da subito, però: evitare di diffondere appelli clamorosi senza aver verificato adeguatamente le fonti e cercare di smontare quelli diffusi da altri.
PS. Tutto il testo del famigerato emendamento 1.707 (riportato tra gli allegati nel primo link) si riduce a questa frase: “Al comma 22, dopo le parole: «dall’articolo 609-quater» inserire le seguenti: «, escluso il caso previsto dal quarto comma».” riferita all’articolo del Codice Penale riportato nel secondo link.”

IL CARNEVALE DI VERONA 2011 . PARTE IV^

Foto di Luigi Bologna







  

IL CARNEVALE DI VERONA 2011 . PARTE III^



VERONA: I DISEGNI MIEI E DI MARISA LONARDI RELATIVI A VERONA

 Disegni di Luigi Bologna e Marisa Lonardi Piazza delle Erbe Lungadige (che non c'è più) Piazza delle Erbe  Lavori sull'Adige nei pr...