lunedì 11 aprile 2022

VERONA, EX CHIESA DEL REDENTORE

 Foto: Luigi Bologna

Testo:  Notiziaro BPV 1981 



Il toponimo Redentore, che interessa - oltre alla via - le regaste, da piazzetta Martiri della Libertà a Ponte Pietra. 

Trae origine dal titolo di una chiesa conventuale detta di Santa Maria di Reggio.

Fondatrici ne furono, nel 1587, alcune devote, dette "dimesse", che costruirono la loro sede a ridosso della chiesetta di San Faustino .


Nel 1669 le "dimesse" si trasferirono in San Giorgio in Braida e nella loro sede originaria subentrarono le monache Convertite, che vestivano l'abito delle Lateranensi; esse ampliarono la chiesa e nel 1675 la riconsacrarono sotto il nome di Cristo Redentore.


Il complesso monastico del Redentore, compresa la chiesa, fu soppresso nel 1806.

L'ex-chiesa subì varie trasformazioni e vari utilizzi 

Oggi  è Ristorante Pizzeria redentore.


ABBAZIA DI SANTA MARIA IN SILVIS A SESTO AL REGHENA (Pordenone)

 Foto: Luigi Bologna, 2019

Testo: da Wikipedia




Fondata nel 730-735, appartenne dal 762 ai Benedettini. Nell'899 gli ungari la rovinarono, ma l'abbazia risorse nel X secolo e venne fortificata. Dal 1441 al 1786 fu commenda e ritornò a essere abbazia nel 1921.

Attorno all'Abbazia si sviluppò il Borgo di Sesto Reghena












La chiesa abbaziale prese forma fra il XII e il XIII secolo, per essere sostanzialmente risistemata nel XV secolo; nel XX ha subito una serie di restauri (1905-19141932 e 1981).



Il vestibolo è completamente affrescato con il ciclo dell'Infernociclo del Paradiso e ciclo di San Michele, opere risalenti al 1450 circa e che vengono attribuite alla bottega di Antonio da Firenze.





Dal vestibolo si passa nell'atrio, con tre navate di età romanica, caratterizzato da un massiccio soffitto del Quattrocento ed affreschi del Duecento.


domenica 10 aprile 2022

VILLA DEL BENE, VOLARGNE (VERONA)

 Testi: Wikipedia, 

Foto: Luigi Bologna, 10/04/2022



Villa Del Bene  si trova in località Volargne, nel comune di Dolcè (Verona), lungo l'antica via tridentina che costeggia il fiume Adige. La villa fu costruita a partire dal XV secolo ed è stata ampliata nel secolo XVI dalla famiglia Del Bene. Per il suo valore storico-artistico, nel 1926 la villa fu dichiarata monumento di interesse nazionale. Dal 1956 il complesso è di proprietà dello Stato Italiano.



                        Uno dei cipressi del viale che dall'Adige conduce alla Villa Del Bene


    Il fiume Adige di fronte alla Villa


    Il fiume Adige


        Il fiume Adige


                                Il viale che conduce alla Villa


                                Gli alberi secolari ai lati del Viale verso la Villa


                                    Il portale d'accesso alla Villa

            Fu edificato il nuovo portale sulla strada, collegato all'approdo sul fiume Adige da un viale di  cipressi. Datato 1551 (anno inciso in numeri romani sul soprastante disco-meridiana), il             portale  ricalca quello di palazzo d'Arco ad Arco, presso Rovereto, e denota influssi nordici                                     nei manieristici accostamenti tra superfici rustiche e lisce[4]

                         
                         La facciata della Villa sul lato strada


   

 La parte più antica del complesso architettonico fu edificata nel Quattrocento ed è testimoniata da   alcuni resti di affreschi visibili sulla parete interna della loggia.

        Il corpo originario, che  s' affaccia sul primo cortile, è a pianta veneta con salone mediano passante. 

           Nei primi decenni del Cinquecento fu edificato un avancorpo a doppia loggia, 


      Facciata a doppia loggia prospiciente il primo cortile. Le colonne hanno capitelli fogliati (prima metà del secoloXVI)

      All'epoca era proprietario della villa il cavaliere Jacopo Antonio Malfatti, originario da una famiglia     di  ercanti di legname proveniente da Ala (Trento). Nel 1539 Jacopo Antonio Malfatti vendette la villa a    Giovan Battista Del Bene.
.        Giovan Battista Del Bene diede alla villa l'odierna veste rinascimentale e la fece decorare con affreschi. 
Fu rinnovata la facciata ovest, prospiciente l'antica via tridentina, da cui sporgono due     balconi realizzati dall'architetto rinascimentale veronese Michele            Sanmicheli (1484-1559).
 

        Nel secondo cortile, infine, fu innalzata una torre colombaia, aperta, al piano terra, da una loggia a tre  arcate in poderoso bugnato rustico, ancora nella maniera del Sanmicheli.


                                    
                                                            Il pozzo



                       
                                                     Particolare del loggiato




                                                Tutto il complesso architettonico è decorato con ricchi affreschi                                                             di Domenico BrusasorziNicola Crollalanza e Bernardino India.
                                        I soggetti, insoliti per una residenza nobiliare, sono di ispirazione  religiosa e     riflettono inquietudini suscitate dalla Riforma protestante, negli anni in cui, nella vicina Trento si svolgeva il Concilio.












                                            L'esterno della Villa



















            Davide che uccide Golia (attribuito a Bernardino India)




Saul che consegna l'armatura a Davide (attribuito a Bernardino India)








        
            La fuga in Egitto. momento di riposo






                        Il battesimo di Cristo


Cristo e la Samaritana al pozzo


                            Questo ovali sono stati dipinti nell'Ottocento












L'interrato, usato come ghiacciaia





VERONA: I DISEGNI MIEI E DI MARISA LONARDI RELATIVI A VERONA

 Disegni di Luigi Bologna e Marisa Lonardi Piazza delle Erbe Lungadige (che non c'è più) Piazza delle Erbe  Lavori sull'Adige nei pr...