lunedì 25 gennaio 2021

VERONA: LA BASILICA DI SANTO STEFANO: CENNI STORICI - L'ESTERNO

 LA BASILICA DI SANTO STEFANO


Nell'area dove oggi c'è la chiesa di Santo Stefano, nel II secolo dopo Cristo sorgeva un piccolo tempio dedicato alle divinità alessandrine ISIDE e SERAPIDE(1), denominato ISEUM et SERAPEUM.
Il culto si diffuse in riva all'Adige e vicino al porto fluviale e all'apertura annuale della navigazione si svolgevano riti in onore di queste divinità.
A testimoniare l'esistenza di questo tempio restano numerose iscrizioni rinvenute nella zona, con dediche appunto a Iside e Serapide.
Dal IV secolo i templi pagani cominciarono ad essere abbandonati e in alcuni di essi si sostituì il culto cristiano.
All'ISEUM si sovrappose una particolare venerazione per il protomartire Stefano.
Secondo la lettera del prete Luciano, scritta alla fine del 415, gli Ebrei lasciarono il corpo di Stefano esposto alle belve, ma per volere di Dio nessun animale lo toccò.
Gamaliele, che aveva simpatia per i discepoli di Cristo, commosso dalla sorte del Diacono, convinse i cristiani a seppellirlo in segreto in un luogo poco distante da Gerusalemme, detto Caphargamala.
I cristiani fecero come aveva suggerito Gamaliele e seppellirono Stefano dopo aver fatto solenni riti funebri.
In questo luogo il corpo del Santo rimase come dimenticato per circa quattrocento anni. Tuttavia questo non deve sorprendere, in primo luogo perché il culto dei martiri iniziò solo nel II secolo e si sviluppò dopo il IV in seguito all’ottenimento della libertà religiosa; in secondo luogo perché Gerusalemme subì una completa distruzione prima nel 70 da parte di Tito e poi nel 135 sotto l’imperatore Adriano e quindi la memoria di molti fatti era andata perduta.
Le reliquie di Santo Stefano arrivarono anche a Verona, e furono da allora custodite prima nel sepolcreto e poi nell'omonima chiesa.
"E' interessante notare -come affermano M. Marchi e N. Cenni ne"I segni della Verona romanica, ed. Cassa di Risparmio di VR, Vi e BL"- che anche a Bologna, Roma e forse anche a Benevento, sull'esempio di quanto era avvenuto a Philae in Egitto, l'ISEUM venne dedicato al culto di Santo Stefano...
Ben presto nell'area di Santo Stefano sorse un sepolcreto legato al fatto che la presenza delle reliquie di un tal santo rendeva ambìto il luogo e costituiva per i credenti una garanzia per il viaggio nell'aldilà".
Col passare dei secoli il luogo subì varie modifiche, ed oggi la chiesa presenta tre principali fasi costruttive: paleocristiana, altomedievale, romanica.
(1) (DA WIKIPEDIA)
Il culto di Iside fu introdotto a Roma e nella penisola italica nel I secolo a.C., non senza resistenze da parte dell'aristocrazia tradizionalista: nel 53 a.C. il Senato aveva decretato la demolizione dei sacelli privati costruiti dentro le mura, e lo stesso Iseo nel Campo Marzio fu costruito nel 43 a.C., ma il culto ne fu sospeso prima da Agrippa (nel 23 a.C.) e poi da Tiberio. Il culto fu poi reintrodotto da Caligola, e durò fino alla fine dell'impero
La prima fase costruttiva:
LA BASILICA PALEOCRISTIANA E ALTOMEDIEVALE



La basilica paleocristiana a croce latina era preceduta da un quadriportico. Aveva un'unica aula rettangolare, un'abside semicircolare e un transetto a bracci sporgenti.
Le primitive murature a secco, di laterizi con inserti in ciottoli e blocchi tufacei, sono ancora visibili dal lato del lungadige, con le grandi finestre che richiamano quelle delle basiliche altomedievali di Ravenna (vedi foto qui sopra).
Per motivi di pubblico interesse (la costruzione di mura di difesa da parte di re Teodorico) fu abbattuta l'abside e fu modificata la struttura della basilica.

Durante la dominazione longobarda, la chiesa di Santo Stefano svolse la funzione di cattedrale di Verona, finché, all'inizio dell'epoca franca, venne costruita la nuova cattedrale di Verona sull'area dell'odierno Duomo.

A partire dal VI secolo fino a metà dell'VIII, in questa basilica vennero sepolti i vescovi veronesi.
Lungo la facciata laterale, all'interno di un'edicola con arco a sesto acuto, è ancora visibile un lacerto di affresco (v. foto qui sotto)




LA BASILICA ROMANICA
Nel 1117 d.C. Verona fu colpita da un terribile terremoto che danneggiò in modo irreparabile un po' tutti gli edifici della città. La Basilica di Santo Stefano subì gravissimi danni nella facciata e nel tetto che, nel crollo, devastò l'altare maggiore e il presbiterio.
Nel corso del XII secolo i lavori vennnero eseguiti in due tempi differenti. Nella prima metà del secolo venne restaurata l'abside, fu prolungata la chiesa e venne innalzata la nuova facciata romanica (v. foto)


La porta d'ingresso fu abbellita con un un protiro pensile (v. foto in basso).


All'interno vennnero rinnovati l'altare maggiore e quello della cripta.


Nella seconda metà del secolo XII fu innalzato il grande tiburio (v. foto) a forma ottagonale, sostenuto da quattro pilastri che partono dalla cripta. Su ogni faccia del tiburio si aprono due bifore a doppio filare. Tra i due filari di bifore sono visibili due piccoli oculi.
Questa struttura architettonica fu influenzata dal tardo romanico lombardo; il rosso del tiburio crea un bel contrasto con la sottostante costruzione in pietra chiara.
(continua)

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