mercoledì 21 marzo 2012

ANGKOR (Cambogia): ANGKOR TOM

Foto di Luigi Bologna, febbraio 2012


ANGKOR THOM

Dopo il 1177 Jayavarman VII, cacciati i nemici e saldamente assiso al trono, decise di costruire una città invincibile, oggi nota col nome di Angkor Thom. si ritiene che questa grande capitale ospitasse un milione di persone, accogliendo fra le sue mura la Corte, i Sacerdoti, gli Alti Ufficiali, i Burocrati, mentre parte della popolazion e semìplice viveva fuori delle mura.




Angkor Thom è delimitata da un fossato largo 100 metri e profondo fino a sei metri.







Ad Angkor Thom si accede tramite cinque dighe in laterite che scavalcano il fossato esterno e conducono ad altrettante porte monumentali, quattro agli assi, ed una quinta, nota come "Porta della Vittoria", aggiunta sul lato est per raggiungere  la Piazza reale e il Palazzo.






Angkor Thom è cinta da una possente muraglia in laterite che delimita un quadrato di tre chilometri per lato.






I fossati, i canali, le prese d'acqua e quelle di deflusso erano rivestiti in laterite ecostituivano una delle reti idrauliche più perfette di tutta l'Indocina.
























Ognuna delle cinque porte, alte fino a 23 metri, è sovrastata da una struttura turriforme costituita da quattro volti riproducenti il Bodhisattva Lokeshvara, con il quale Jayavarman VII si identificava.










Sul muro cieco della galleria della prima cinta si pipanano decine e decine di metri di bassorilievi  divisi in otto sezioni che illustrano lo spiegamento militare khmer el'impresa bellica di Jayavarman VII contro i Cham.























































































































Le colossali facce rivolgono il loro sguardo verso tutte le plaghe del regno, garantendono la protezione. Infatti la difesa di Angkor Thom non era affidata soltanto alle strutture, ma anche a un complesso simbolismo apotropaico.











































































































































































































La città ruota intorno al Bayon, il tempio-montagna che simboleggia il monte Meru. Nella costruzione di Angkor Thom si tiene anche conto della cosmografia buddhista , che racchiude il mondo entro un muro di roccia, oltre il quale vi è il grande oceano cosmico: proprio ad essi alludono la cinta muraria ed il fossato.





ANGKOR (Cambogia):ANGKOR VAT

Foto: Luigi Bologna (febbraio 2012)


ANGKOR VAT

 
Angkor Vat è il più famoso monumento di Angkor: fu edificato da Suryavarman II tra il 1113 e il 1150.





Angkor Vat fu tempio, mausoleo, monastero e palazzo imperiale.
I naga, serpenti policefali a cinque o sette teste, pur essendo motivo indù di importazione, inglobano la locale figura ancestrale del dragone delle acque, portatore della pioggia e simbolo dell'arcobaleno che collega il cielo alla terra.


L'attraversamento del fossato era (ed è) reso possibile da due dighe assiali: quella ad oriente in terra battuta, che doveva essere l'entrata di servizio; quella ad occidente, la principale, costituita da un ampio viale lastricato in arenaria, lungo 250 metri e largo 12, affiancato da una balaustra a naga.






















Il lato frontale del recinto esterno è costituito da una galleria in arenaria a falsa volta che poggia su un muro cieco e su una teoria di pilastri quadrati.













Entrati nel recinto della città sacra, un ulteriore viale lastricato, largo quasi 10 metri e sopraelevato a un metro e mezzo sul terreno, , si stende per 350 metri. fiancheggiato da naga.






A metà strada circa si incontrano sue biblioteche lunghe più di 40 metri, a pianta cruciforme con triplice navata larga 6 metri e copertura a volta, con portici ipostili sui quattro lati accessibili da scalinate.















































































Il muro cieco della terza galleria offre il supporto ad un'incredibile serie di bassorilievi che si snodano nella pietraper più di 600 metri in una banda di circa 2 metri di altezza, senza contare quelli dei padiglioni angolari. Qui è raffigurata la battaglia di Ramayana, che vede protagonista Rama, incarnazione di Vishnù e prototipo del re perfetto. 


































































































INCENERITORE A POLLINA

Lunedi 19 marzo in 4° commissione provinciale si è discusso l’odg presentato dal consigliere Clara Scapin  “ nuovo inceneritore sul territorio legnaghese”
 Ricevo e volentieri pubblico, da Clara Scapin, consigliere provinciale, un resoconto dell'incontro  sull'inceneritore a pollina. 
E' una relazione molto interessante sia per capire l'iter burocratico per la realizzazione dell'inceneritore, sia i risvolti politici:


 L’inceneritore in oggetto è quello che riguarda il  progetto di una società privata , appena costituita controllata da AGSM, AMIA e DRV, che intende realizzare un inceneritore da 40.000 tonnellate, a griglia mobile alimentato da pollina e plastica residua per produrre energia .
Il costo del progetto è di 17 milioni di euro !
Il dirigente provinciale del settore ambiente, ing. Poli, presente durante la discussione, ha precisato che " la Provincia non ha ancora ricevuto alcuna comunicazione in merito; se fosse realmente un impianto per  produzione di energia da fonti rinnovabili, il soggetto proponente potrebbe ricorrere ad una Autorizzazione Unica . Una procedura semplificata che valuta contestualmente la sostenibilità ambientale e l’approvabilità del progetto. Di competenza quindi Regionale, la Provincia interverrebbe con diritto di voto in conferenza dei servizi assieme a Comune, ULSS, Arpav".                   “Procedura semplificata" vuol dire più facilità ad ottenere l’autorizzazione in quanto l’incenerimento è considerato recupero non smaltimento, quindi sarà in deroga anche allo strumento urbanistico e producendo energia avrà anche gli incentivi .


Mi sembra che la situazione sia grave e pericolosa!
I Comuni del rodigino sono in allarme perché un inceneritore comprometterebbe il loro piano di polo logistico per ditte artigianali, in quanto attività incompatibili con un inceneritore. Mi chiedo se il nostro Comune di Legnago abbia presente che a Torretta non c’è solo la discarica, ma un progetto turistico per natanti visto che il canale con i suoi 135 Km di lunghezza collega Mantova al mare Adriatico e tocca Torretta (dove sarebbero da valorizzare anche le Valli Grandi ),  ma anche  un porto fluviale per merci che toglie dalle strade oltre 1800 tir all’anno.
L’attracco di 150 metri, completato ancora nel 2007 con un investimento di 4,9 milioni di euro, non ha ancora una gestione !    Un inceneritore al suo fianco lo affosserebbe, l’Amministrazione se ne assuma le responsabilità !
Responsabilità per  il futuro di Legnago, per i problemi di inquinamento ambientale, per lo sviluppo, per la qualità della vita, per i rapporti con i comuni limitrofi .


L’assessore De Lorenzi, presente in commissione come consigliere provinciale, non è intervenuto nella discussione.


 Troppe incertezze, incongruenze, contraddizioni, silenzi; i cittadini non capiscono e temono.

                                                                                                                    Clara Scapin
 

ANGKOR (Cambogia): BANTEAY SREY

Foto di Luigi Bologna ( febbraio 2012)


ANGKOR (Cambogia)

Tra il secolo IX e il XIII in Indocina si affermò uno degli imperi più potenti ed affascinanti della sua storia: quello dei Kmer. 
Dello splendore di questa civiltà sono testimonianza i numerosi edifici sparsi in una vastissima area che, oltre l'odierna Cambogia, include anche il Laos e parte della Thailandia..
Questa civiltà fu influenzata dall'India, ma i Kmer seppero elaborare una cultura propria, attingendo al loro patrimonio ancestrale e adattando allea loro realtà le istanze indù e buddhiste.



BANTEAY SREY 


Costruito nel X secolo, lo splendido Tempio di Banteay Srey fu progettato e realizzato da due Brahamani ricchissimi e coltissimi:  Yajnavaraha e suo fratello Vishnukumara.








Banteay Srey fu scoperta dai francesi nel 1914. Divenne famosa una decina d'anni dopo, quando André Malraux, scrittore e avventuriero, asportò quattro statue di apsaras e fu condannato per furto. 
Nella foto sopra: le perfette connessioni delle cornici che si saldano con angoli a 45° fa presupporre l'uso di dime. Le colonnette erano inserite in loco tramite un sistema di incastri e perni.

























Biblioteca. Il basamento è costituito da un doppio zoccolo che riprende la pianta dentellata degli edifici. Le porte sono inserite in avancorpi che si trasformeranno in portici.

































sabato 17 marzo 2012

LEGNAGO HA SEPOLTO LA SUA STORIA.

Interrati i resti di Porta Mantova (da primoweb.it/)

Legnago ha sepolto la sua storia. Porta Mantova, o almeno i resti della seicentesca porta, una delle poche testimonianze storiche rimaste nella città del Salieri, è da ieri definitivamente sepolta.


L'amministrazione Rettondini non ha mai fatto mistero sulla volontà di ricoprire le ultime memorie della storica porta d'ingresso cittadina, scoperte, riportate alla luce e trasformate in un monumento dalla precedente amministrazione Gandini. 
Così, tra sabato e martedì, con una speci di “blitz” a forza di ruspe, le mura seicentesche sono state interrate. 
Secondo l’attuale amministrazione per difenderle il progressivo deterioramento, a causa delle piogge e del gelo, e per poter così riaprire l’area alle auto. 
Secondo l'opposizione, decisa ora a dare battaglia per impedire la riapertura al traffico del tratto finale di Corso della Vittoria, solamente per “cancellare” ogni traccia di quanto fatta dalla precedente amministrazione. 
Il tutto, spendendo una cifra che tocca i 190 mila euro.

giovedì 15 marzo 2012

STOP ALL'INCENERITORE A POLLINA

I fatti:
Nella conferenza stampa di mercoledì 14 marzo, i rappresentanti di Lega e PdL hanno espresso la loro contrarietà all'inceneritore a pollina da realizzare a Torretta. Scrive l'Arena (15/032012, Fabio Tomelleri):"La coalizione Lega-PdL ... per il momento ha deciso di sbarrare la strada al progetto di 17 milioni di euro che DVR (controllata da Lese ed Amia) e Agsm intendono costruire nella discarica della frazione, attraverso una società di nuova costituzione (newco) già abbozzata."


Commento:
E' una bella notizia. L'inceneritore a pollina nonsi farà.
 Almeno "per il momento".
 Perché questa precisazione "per il momento"?
 Perché sia Menini che Rossini hanno lasciato aperta la porta ad andare avanti col progetto, se in futuro ci saranno "accorgimenti che migliorino la sicurezza". Adesso però  "ci sono altre priorità".
Bella notizia lo stesso. 
Sarebbe stato meglio che il No fosse senza se e senza ma; ma è già un  passo avanti positivo.
Il Presidente della seconda Commissione Urbanistica Fabio Donella ha dichiarato (v. l'Arena cit.): "Ci è dispiaciuto che il sindaco fosse stato tenuto all'oscuro di tutto, tanto più considerando il fatto che due delle società interessate sono partecipate dal Comune". 
Può essere vero che Amia, Agsm e Lese abbiano tenuto all'oscuro il Comune di Legnago? 

Se non fosse vero, vorrebbe dire che gli amministratori di Legnago stanno dicendo il falso, reggendo i piedi su due staffe. E questo doppio gioco potrebbe servire a calmare l'opinione pubblica in attesa di tempi più tranquilli, anche all'interno delle forze politiche che sostengono la maggioranza (vedi liti in casa PdL o le dimissioni in casa Lega).

Se invece fosse vero che il Sindaco e la maggioranza sono stati tenuti all'oscuro, c'è da chiedersi come abbiano fatto persone politicamente esperte come i Presidenti di Amia, Agsm e Lese a non sentire la necessità di informare e sentire l'opinione del primo cittadino di Legnago su un tema di così grande rilievo economico, ambientale e sociale.

 Una prima risposta potrebbe essere che i vertici di Amia, Agsm e Lese  pensassero che l'installazione di un inceneritore a pollina a Torretta fosse del tutto priva di problemi. Ma chi è del settore, come i vertici delle aziende "ambientali" veronesi sanno benissimo che ovunque ci siano state ipotesi di installazione di inceneritori di pollina ci sono state forti reazioni negative.

Una seconda risposta potrebbe essere che Amia, Agsm e Lese davano per scontato l'assenso, anche a posteriori, del Sindaco, viste le analoghe appartenenze politiche. 

Propendo per questa seconda ipotesi, che rivela, comunque,  una scarsissima considerazione dei vertici delle Aziende sopra citate degli amministratori legnaghesi, tanto da passare sopra la loro testa.

Spero soltanto che questa alzata di scudi (e di dignità) degli amministratori legnaghesi non sia un fuoco di paglia, ma regga nel tempo, nonostante le sicure forti pressioni che verranno fatte su di loro da varie parti.

mercoledì 14 marzo 2012

IL VICESINDACO LEGHISTA DI VILLA BARTOLOMEA

da You Tube un video esilarante - tragico: il leghista vicesindaco di Villa Bartolomea risponde (!!!???) come è capace, ad una giornalista televisiva: BUONA VISIONE!


Masin Daniele lascia la segreteria della Lega

I fatti (da l'Arena del 13/03/2012, Ste. Ni.)

"Un nuovo terremoto ha colpito la sezione cittadina del Carroccio, che continua a registrare defezioni tra i suoi timonieri. Così com'era avvenuto nell'estate del 2010, quando il vice-peresidente del Consiglio comunale Andrea Grazio sbatté improvvisamente la porta a cinque mesi dal suo insediamento ai vertici della Lega legnaghese, anche il suo successore Daniele Masin ha gettato anzitempo la spugna. Aprendo la strada ad un avvicendamento inatteso e avvolto ancora nel mistero visto che l'ormai ex segretario, vice-presidente della Casa di Riposo ed ex consigliere di Le.Se., non ha motivato nella lettera di dimissioni il suo clamoroso forfait. Lasciando perciò aperte diverse ipotesi sul perché il 34enne avvocato di Villa Bartolomea abbia deciso di rinunciare d'amblé all'incarico in scadenza naturale a luglio."

(da primoweb, 13/ 03/2012):
Dopo Grazio se va anche Masin. E adesso nella Lega Nord di Legnago scoppia il caso politico. Che si aggiunge alla vicenda dello storico militante Lucio Martinelli, il più votato dei leghisti alle ultime amministrative, addirittura messo sotto espulsione dal partito per le sue idee non in linea con la maggioranza del sindaco Roberto Rettondini e passato all’opposizione, lasciando il Carroccio.

Ieri Daniele Masin, segretario del Carroccio locale dall’estate 2010 quando ad andarsene all’improvviso con dimissioni chiacchierate fu il vicepresidente del consiglio comunale Andrea Grazio, si è dimesso. E per la Lega legnaghese ora sono guai: la maggioranza è attaccata praticamente ad 1 consigliere di vantaggio; e Masin è vicepresidente della Casa di Riposo.

Commento:

Quali che siano le motivazioni delle dimissioni (sarebbe interessante che venissero esplicitate) sta di fatto che nella Lega i mal di pancia, sempre più frequenti, non hanno un carattere personale, ma sono di natura politica. Le scelte nazionali (rapporto col Governo - posizione contro la Lista Tosi, ecc.) e locali (copertura di Porta Mantova, costruzione del grattacielo all'ex Italgas, inceneritore di pollina a Torretta, ecc. ecc.) lasciano interdetti sia la base che i vertici del partito, provocando continue prese di posizione divergenti dalla linea ufficiale.





PANNELLI FOTOVOLTAICI A TERRA A S. PIETRO

I fatti: (da l'Arena, Fabio Tomelleri)

10/03/2012

Legnago. Il Comune vara un piano bis per il maxi campo fotovoltaico a San Pietro. A oltre un anno dall'approvazione del primo progetto, del costo di tre milioni e 430mila euro, per l'installazione di circa quattromila pannelli solari in un'area verde della zona industriale della frazione, il consiglio comunale è tornato a discutere dell'impianto ad energia pulita che, una volta attivato, avrà la potenza di un megawatt.
L'obiettivo della Giunta è far partire i lavori al più presto, mantenendo il «costo zero» dell'operazione per le casse municipali. L'intervento permetterà di ricavare dai raggi solari il 20 per cento della corrente utilizzata ogni 12 mesi negli edifici comunali, il cui consumo è pari a 5,3 milioni di chilowatt annui....

La modifica sui termini di costruzione del campo fotovoltaico è stata approvata dalla maggioranza. L'opposizione si è astenuta.
 
Commento

Già tempo fa dissi ciò che pensavo sull'installazione (selvaggia) nelle nostre pianure dei pannelli fotovoltaici. Riporto le considerazioni principali:

 
L'uso del fotovoltaico mi vede assolutamente favorevole. In un paese come l'Italia, dove il sole non manca, è una buona cosa che venga incentivato l'uso di pannelli fotovoltaici, che che utilizzano energia pulita.

Ma i pannelli fotovoltaici non vanno installati dappertutto.


Vanno bene
, secondo me, sui tutti i tetti delle case non di pregio storico e non situate in centri storici.
Vanno benissimo
su tutti i tetti dei capannoni industriali (che sono numerosissimi in tutto il Veneto.
Possono essere accettabili
, anche se non sempre sono belli, quando occupano lo spazio di grandi rotatorie.

Non vanno bene
, invece, quando sono installati a terra in zone agricole o industriali, sia perché sottraggono ulteriore terreno all'agricoltura, che ha già avuto colpi mortali da una cementificazione spesso selvaggia, sia perché deturpano il paesaggio, che è un valore importantissimo della nostra Italia.

Non vanno bene
neppure lungo autostrade o superstrade, perchè costituiscono un abbruttimento del paesaggio del territorio, che rimane nel tempo (per qualche decennio).

La materia va, secondo me, regolamentata al più presto, prima che i danni siano irreparabili. Per prima deve essere la regione a varare il regolamento. Ed anche gli stessi comuni devono darsi delle regole precise. Per non lasciare il campo aperto agli speculatori che non guardano in faccia niente e nessuno. 



lunedì 12 marzo 2012

Nuova Casa di Riposo e speculazione edilizia

Interrogazione degli On. Miotto e Dal Moro sulla speculazione edilizia della nuova Casa di Riposo di Legnago


Al Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale
In queste settimane a Legnago (VR) – comune di oltre 25.000 abitanti – l’Amministrazione Comunale sta avviando una operazione di trasformazione urbanistica con forti contenuti di interesse privatistico, utilizzando strumentalmente la necessità di creare spazi per i servizi resi dalla locale Casa di Riposo per anziani, Gli amministratori comunali che hanno governato la città nel precedente mandato amministrativo, avevano programmato la costruzione della nuova Casa di Riposo nei pressi dell’Ospedale che rappresenta punto di riferimento per una popolazione di decine di migliaia di cittadini; invece gli attuali amministratori hanno ignorato il progetto ed ora hanno ‘manifestato interesse’ per l’offerta di un privato che dispone di circa 340.000 mq. Di terreno, collocato in una piccola frazione del Comune di Legnago, Vangadizza, e destinato, dall’attuale strumento urbanistico, per circa il 90% a finalità agricola, L’amministrazione Comunale accetterebbe gratuitamente circa 80.000 mq. Per realizzare la nuova Casa di Riposo, ma riconoscerebbe al privato la trasformazione in zona edificabile per 143.500 mq. con indice di edificabilità 0,8 mc/mq corrispondente ad una capacità edificatoria di 114.800 mc equivalenti a 765 abitanti teorici insediabili, oltre a 37.500 mq. da destinare ad attività commerciale, direzionale e ricettiva, Trattasi evidentemente di una operazione immobiliare ove risulta impercettibile l’interesse pubblico, ma rileva un aspetto particolarmente sensibile che attiene all’uso strumentale della necessità di creare nuovi servizi per anziani, che verrebbero sradicati dalla cità, collocati ai margini dell’abitato della piccola frazione, a ridosso del possibile casello autostradale, al solo scopo di favorire un interesse privato; ciò premesso, si interroga il Ministro per conoscere quali iniziative intenda assumere affinchè vengano interpellate e sensibilizzate le Amministrazioni interessate – comunale e regionale – al fine di non subordinare la qualità dei servizi assistenziali destinati agli anziani del territorio legnaghese, ad interessi di privati. In queste settimane a Legnago (VR) – comune di oltre 25.000 abitanti – l’Amministrazione Comunale sta avviando una operazione di trasformazione urbanistica con forti contenuti di interesse privatistico, utilizzando strumentalmente la necessità di creare spazi per i servizi resi dalla locale Casa di Riposo per anziani, Gli amministratori comunali che hanno governato la città nel precedente mandato amministrativo, avevano programmato la costruzione della nuova Casa di Riposo nei pressi dell’Ospedale che rappresenta punto di riferimento per una popolazione di decine di migliaia di cittadini; invece gli attuali amministratori hanno ignorato il progetto ed ora hanno ‘manifestato interesse’ per l’offerta di un privato che dispone di circa 340.000 mq. Di terreno, collocato in una piccola frazione del Comune di Legnago, Vangadizza, e destinato, dall’attuale strumento urbanistico, per circa il 90% a finalità agricola, L’amministrazione Comunale accetterebbe gratuitamente circa 80.000 mq. Per realizzare la nuova Casa di Riposo, ma riconoscerebbe al privato la trasformazione in zona edificabile per 143.500 mq. con indice di edificabilità 0,8 mc/mq corrispondente ad una capacità edificatoria di 114.800 mc equivalenti a 765 abitanti teorici insediabili, oltre a 37.500 mq. da destinare ad attività commerciale, direzionale e ricettiva, Trattasi evidentemente di una operazione immobiliare ove risulta impercettibile l’interesse pubblico, ma rileva un aspetto particolarmente sensibile che attiene all’uso strumentale della necessità di creare nuovi servizi per anziani, che verrebbero sradicati dalla cità, collocati ai margini dell’abitato della piccola frazione, a ridosso del possibile casello autostradale, al solo scopo di favorire un interesse privato; ciò premesso, si interroga il Ministro per conoscere quali iniziative intenda assumere affinchè vengano interpellate e sensibilizzate le Amministrazioni interessate – comunale e regionale – al fine di non subordinare la qualità dei servizi assistenziali destinati agli anziani del territorio legnaghese, ad interessi di privati.





sabato 10 marzo 2012

Due legnaghesi in un importante evento musicale di Londra

Birra NostraDue  legnaghesi aprirànno, con la loro band, il concerto di Glen Matlock dei SEX PISTOLS il prossimo 4 Aprile al Monto Water Rats Theatre di Londra.

La Band è composta da Andrea Lonardi di Vigo e Alessio Garavello di Porto, si sono trasferiti a Londra il 27 Giugno 2009 per seguire il loro sogno, la musica. Hanno fondato una Band: A New Tomorrow con altri due ragazzi inglesi ed oggi arriva un grande successo personale.
Ecco un paio di link e contatti della band:
Sito ufficiale della Band (la foto presenta ancora il vecchio batterista)
http://www.anewtomorrowband.com/
Intervista della Band a Total Rock Radio di Londra http://dl.dropbox.com/u/17949447/ANT%40TOTAL%20ROCK%20RADIO.mp3  

(dal sito Vigo di Legnago,, 10/032011)

sabato 3 marzo 2012

INTERPELLANZA SULL'INCENERITORE

Clara Scapin, consigliere provinciale, ha presentato la seguente interpellanza sull'inceneritore previsto a Torretta:

                     Al Signor Presidente Provincia di Verona                                                                                           
                                                        Giovanni Miozzi
                                                        All’Assessore Fabio Venturi


Oggetto     O.D.G. nuovo inceneritore sul territorio veronese



Poiché  è stata costituita una nuova società privata , controllata da AGSM, Amia e Legnago Servizi, per costruire e gestire un impianto a Torretta di Legnago (il cui costo è stato preventivato in 17 milioni di euro) per la costruzione e gestione di un inceneritore a griglia mobile da 40.000 tonnellate l’anno, alimentato con pollina e plastica residua della raccolta differenziata della provincia di Verona ,

poiché non c’è chiarezza in tutta l’operazione, non è sicuro cosa andrà a bruciare in quanto l’inceneritore è a griglia bivalente, cioè può bruciare pollina, plastica , ma anche rifiuti e non è chiaro il piano economico, non si sa chi metterà i 17 milioni di euro per costruire l’impianto e non sono previste gare d’appalto,

visto che alternative alla combustione esistono e la pollina può venire usata per la produzione di fertilizzante utile all’ agricoltura in quando i terreni in Veneto soffrono di mancanza di fertilizzanti naturali, inoltre nel veronese c’è una azienda che tratta il 30% della pollina di tutto il Veneto,
mentre la plastica residua lavorata con trattamenti a freddo ,già collaudati, può essere riconvertita in materia prima seconda per realizzare altri prodotti in plastica riciclata destinati all’arredo urbano, oppure manufatti in cemento destinati al settore delle costruzioni edili e stradali,

dato che tutto ciò che brucia produce inquinanti altamente dannosi per la salute, per l’ambiente, ma anche  per l’economia del territorio, infatti le zone agricole caratterizzate per qualità  e tipicità dei prodotti non sono idonee ad ospitare inceneritori,


tenendo conto, infine, dei gravi problemi di inquinamento atmosferico ed ambientale della provincia di Verona, tra le più inquinate d’Italia  e del dovere per gli amministratori di adottare ogni iniziativa per salvaguardare la salute dei propri cittadini,

ricordando tutte le problematiche emerse già con l’inceneritore di Cà del Bue, le indicazioni della letteratura scientifica, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che mettono in evidenza i rischi per la salute in quanto ogni inceneritore produce polveri sottili, metalli pesanti e diossina ,tenendo conto delle nuove tecnologie nel campo dei rifiuti, della moratoria sugli inceneritori a livello di molti paesi europei, del principio di precauzione e del bene comune che deve accompagnare l’operato dell’amministratore,                                    

                                  il Consiglio Provinciale


impegna il Presidente e l’Assessore competente ad intervenire sul progetto Inceneritore a Torretta  per chiederne la sospensione in quanto non è compatibile con le problematiche ambientali del territorio.

                      Il Consigliere provinciale
                                 Scapin Clara
                                                                                                      


Verona 24 febbraio 2012

venerdì 2 marzo 2012

SULL'INCENERITORE A POLLINA (ESCREMENTI DI POLLI ED ALTRI VOLATILI)

 


I fatti: 

La società DRV costruirà un impianto di incenerimento di pollina a Torretta.
 Il costo previsto è di 16 milioni di euro.
 Della società DRV sono socie al 50% LE.SE. ed Amia. DRV costruirà l'impianto insieme con Agsm.
"L'impianto brucerà 40.000 tonnellate di pollina l'anno, generando 23.000 megawatt orarie di potenza, spiega Cigolini, direttore generale di Agsm.

Commento:
1. Afferma il sindaco Rettondini (le citazioni sono tratte da G. Cozzolino, su   l'Arena dell'1 marzo 2012):
 "Non ho ricevuto alcuna richiesta di costruzione di un inceneritore... Quando ci verrà proposto il progetto lo analizzeremmo". Il sindaco ha fatto questa affermazione dopo che in Consiglio di amministrazione di Agsm (che parteciperà all'impresa)  si era già discusso della realizzazione dell'inceneritore a pollina a Legnago. E' credibile  che il sindaco di Legnago non ne sapesse niente? No, ovviamente, solo che non ne vuole discutere, perché le decisioni sono già prese. E', questo, un modo inaccettabile di procedere. Si tratta di decisioni che hanno importantissime ricadute sull'ambiente e sulla vita degli abitanti di Torretta e di tutte le zone limitrofe.
 
2. Afferma il sindaco Rettondini :  " Rimaniamo contrari a tutti gli inceneritori". Nello stesso giorno, in Consiglio Comunale,  respinge con la maggioranza l'Ordine del Giorno proposto dalla minoranza che chiede entro 15 giorni la convocazione della Commissione urbanistica e lavori pubblici per discutere con LE.SE. e DRV(partecipata da LE.SE. ed AMIA) il progetto proposto da DRV di un inceneritore a pollina da realizzare a Torretta. Se effettivamente fosse "contrario a tutti gli inceneritori" avrebbe subito preso posizione contro l'ipotesi di installazione a Torretta dell'inceneritore a pollina. Cosa che si è ben guardato dal fare. Dunque la sua affermazione "Rimaniamo contrari a tutti gli inceneritori" è assolutamente falsa.   

3. Afferma ancora il sindaco Rettondini: "E' vero che intercorrono rapporti di amicizia tra me e Paolo Paternoster, presidente di Agsm, ma dev'essere chiaro che i rifiuti di Torretta non verranno calati dall'alto da nessuno". 
Sicuramente no: non verranno portati con gli elicotteri, ma con migliaia di camion, su questo ha ragione il sindaco. Inoltre non verranno calati dall'alto perché c'è già l'ovvio parere favorevole del sindaco (se non fosse così si sarebbe comportato ben diversamente).


In appendice, riporto da You Tube, un video di Report del 2009, sulla tematica degli inceneritori a pollina:

 


                    

VERONA: I DISEGNI MIEI E DI MARISA LONARDI RELATIVI A VERONA

 Disegni di Luigi Bologna e Marisa Lonardi Piazza delle Erbe Lungadige (che non c'è più) Piazza delle Erbe  Lavori sull'Adige nei pr...