lunedì 8 marzo 2010

SCUOLA DI VIGO: CRONACA DI UNA MANIFESTAZIONE

Lunedì 8 marzo Vigo si è stretta intorno alla sua scuola, nonostante il freddo quasi polare.
Alla manifestazione hanno partecipato molti genitori e cittadini di Vigo; erano presenti anche numerosi rappresentanti della pubblica amministrazione e candidati alle prossime regionali, sia delle forze di centro destra che di centro sinistra: Massimo Giorgetti, assessore regionale; Bonfante, Bazzoni e Cenci, consiglieri regionali; Mauro Saldi e Uboldi, candidati alle regionali, Clara Scapin, consigliere provinciale; Roberto Rettondini, sindaco di Legnago; De Lorenzi, assessore alla Pubblica Istruzione; Longhi, assessore ai LL.PP.; Gandini, ex sindaco e consigliere comunale. Vigo non ha mai avuto una presenza così qualificata di personalità delle Istituzioni tutte assieme. Forse merito delle elezioni imminenti, ma anche segno di una sensibilità molto forte per il conseguimento dell'obiettivo di tenere in vita una scuola che sta funzionando molto bene, ma che per quest'anno, e solo per quest'anno, ha il problema di avere solo 10 iscrizioni alla classe prima. La manifestazione è stata condotta da Gloria Facchin, coordinatrice del Comitato genitori. Ha sottolineato che "la manifestazione non vuole essere contro qualche cosa o qualcuno, non è una protesta, ma una sensibilizzazione per ridestare l'attenzione e riaffermare dei valori, tra questi quello della continuità della Scuola Primaria per la vita del paese. Il rischio di perdere la classe prima con una prospettiva di diminuzione dei numeri della scuola primaria ha sollevato tutto il paese che non vuole perdere un pezzo di storia: i nonni dei bambini hanno frequentato questa scuola, sita nel cuore del paese e attorno alla quale si concentra l'incontro e la conoscenza tra le famiglie. Le azioni del Comitato sono tese a salvare Vigo da un ulteriore impoverimento. Non si tratta di salvare l'insalvabile, l'indifendibile, ciò per cui non vale la pena. Ogni paese del Comune di Legnago ha diritto alla sua scuola, perché è un valore da difendere a tutti i livelli per conservare le identità storiche e garantire il collante del tessuto sociale". "Ma oltretutto -ha continuato Gloria Facchin - Vigo questa solidarietà se la merita: - la scuola Gianni Rodari è a tempo pieno, presenta innumerevoli progetti educativi e didattici che valorizzano l'offerta formativa. Già 17 famiglie hanno sottoscritto una dichiarazione d'intenti per l'iscrizione all'anno scolastico 2011 - 2012 e l'hanno consegnata all'assessore alla scuola. - da settembre 2009 è stato avviato un servizio di Baby sitting gestito da volontari fino alle 17,30, gratuito per tutti gli alunni della scuola; è forse l'unica esperienza sul territorio veronese in tempi di crisi economica e scarse politiche di aiuto alle famiglie. E' un servizio socialmente utile di cui il Circolo didattico Legnago 1 può ben vantarsi. - la Scuola Materna Parrocchiale è gestita bene sia a livello amministrativo che didattico. Anche la Scuola Materna ha vissuto un momento difficile qualche anno fa, ma oggi è tra le più richieste sul territorio proprio per la qualità globale e per il servizio di baby sitting fino alle 17,30, attivo da ormai 4 anni. E' previsto l'ampliamento dei posti e già dal prossimo anno si passerà da 34 a 45 bambini, ulteriormente aumentabili con un adeguamento strutturale. - arriveranno a Vigo nuove famiglie perchè si sono aperte nuove positive possibilità di insediamento abitativo. Non possiamo svalutare il valore economico del terreno togliendo servizi, tagliando opportunità che questo paese attende da troppo tempo". "Vigo - ha concluso Gloria Facchin - è emblema di una criticità vissuta da moltissime altre realtà venete e non a caso il nome Vigo deriva da Vicus, villaggio. E in questo nome, apparentemente non connotato, sta tutto il senso di una battaglia che parte da qui, ma spazia altrove. E' la causa della valorizzazione e non mortificazione delle singole realtà locali". L'assessore regionale Giorgettiha dato assicurazione di sostenere la richiesta, ricordando che la Regione per Vigo ha stanziato importanti fondi: per la Scuola materna (90 mila euro) e la Corte Severi (300 mila euro). Il consigliere regionale Franco Bonfante ha ricordato che la responsabilità di situazioni come quella di Vigo sta nel Decreto Gelmini, che indiscriminatamente fissa dei limiti al numero di alunni; nel 2008 lui aveva presentato un'interpellanza affinché la Regione salvaguardasse le piccole scuole di montagna e di pianura con apposita deliberazione, in modo da evitare che ogni singola realtà dovesse cercare la soluzione per sé. Paolo Longhi, a nome dell'amministrazione comunale, ha ricordato l'importanza del voto unanime del Consiglio comunale a difesa della scuola. Silvio Gandini ha sottolineato l'importanza della scuola per la comunità di Vigo, tanto più che oggi, grazie alle scelte amministrative del passato, questa frazione ha disponibilità di aree edificabili di notevole importanza, ha una banca, un parco giochi, una parrocchia che si dà da fare, una Scuola materna in espansione. Inoltre ha proposto ai candidati alle regionali di inserire nel loro programma un intervento economico a favore del mantenimento delle scuole di paese. Il consigliere regionale Raffaele Bazzoni ha affermato che si è voluto informare in Regione di ciò che è possibile fare in una situazione come quella di Vigo e gli è stato detto che, se si vuole, rispettando la legge e con un po' di creatività, la situazione si può risolvere. Il Parroco ha sostenuto che Vigo non può perdere la sua scuola primaria, pena il venir meno della sua identità. Tanto più che per l'anno prossimo le iscrizioni alla materna sono molto numerose. Il Sindaco ha dichiarato che tutti gli amministratori sono concordi nella volontà di fare tutto il possibile per mantenere la scuola, tanto più che il problema del numero si prospetta solo per quest'anno. Ha concordato, con l'assessore De Lorenzi e Gandini, di fare un incontro con la responsabile regionale della scuola, dott.ssa Palumbo, per una soluzione positiva per la scuola di Vigo. Nota stonata,anzi, sonatissima,della mattinata: l'intervento del Dirigente scolastico del 1° Circolo di Legnago, Oriano Modenini. Ha esordito dicendo "Piccolo è bello, la scuola di Vigo è piccola, quindi è bella", per poi affermare che con l'attuale numero di alunni la classe prima non può partire: occorrono 15 alunni; la scuola, comunque continuerà; quindi ha fatto un augurio alle donne per l'8 marzo, per chiudere con un "Yes, I (sic!) can!". Subito dopo questo intervento l'ex sindaco Gandini ha detto:"No, Dirigente Modenini; noi vogliamo che la classe prima parta! E' per questo che siamo tutti qua". Terminati gli interventi, una staffetta (simbolica) di un nonno, un genitore e un bambino ha consegnato al Dirigente scolastico e all'amministarazione comunale una copia del libro "La scuola elementare di Vigo" scritta dal Maestro ed ex Sindaco di Legnago Gino Girardi. Quindi è stata distribuita dalle mamme una cioccolata calda per tutti.
Durante questo periodo di relax, alla presenza del sindaco, alcune mamme hanno fatto presente che il Dirigente scolastico, prima ancora della chiusura dei termini per le iscrizioni, diceva ai genitori che la prima classe di Vigo non sarebbe partita. "C'è la volontà di chiudere la scuola di Vigo per alimentare la prima di Legnago centro, dove ci sono 24 iscritti, che, con i 9 o 10 di Vigo consentirebbero di fare le due classi"; "...ma tutti noi genitori siamo d'accordo che se non partisse la prima a Vigo, iscriveremmo i figli a Villa Bartolomea"; "I genitori di Legnago della futura classe prima non sono stati informati che la loro classe sarà di 24 alunni e sono convinti che ci saranno due prime, perché così è stato detto loro", ecc. Che cosa c'è di vero in questi discorsi? L'impressione è che il Dirigente scolastico non stia operando per trovare una soluzione positiva per la partenza della classe prima a Vigo, proprio perché vuole che gli alunni di Vigo siano un "serbatoio" per completare le classi di Legnago centro e di Casette. Questa volontà era apparsa fin dallo scorso anno, quando mancava a Vigo qualche unità per raggiungere il numero minimo (poi conseguito con alcune altre iscrizioni da fuori paese) e il Dirigente aveva spinto perché le iscrizioni di Vigo fossero divise tra Legnago centro e Casette. Ciò in barba all'importanza di mantenere una scuola primaria in un "vicus" con 1700 abitanti. C'è da sperare che l'intervento delle autorità che si sono impegnate in tal senso e soprattutto del Sindaco e degli amministratori dei Legnago con le autorità provinciali e regionali riescano a trovare una soluzione positiva e che quanto prima venga comunicato che la classe prima a Vigo può partire anche se con un numero inferiore a quello previsto. Ecco ora il testo dell'Ordine del Giorno approvato dal Consiglio Comunale il 04.03.2010: IL CONSIGLIO COMUNALE - accogliendo l'appello dei rappresentanti dei genitori a favore della continuità della scuola primaria di Vigo, dove esiste una scuola che rappresenta un valore importante ed un collante per l'intera comunità e dove, grazie all'amore ed all'attaccamento di volontari, è stato attivato un servizio gratuito di baby sitting a prolungamento dell'orario fino alle 17,30; - a fronte del rischio che per il prossimo anno scolastico non sia costituita la classe prima, a causa del ridotto numero di iscrizioni fino ad oggi determinato; - alla luce delle stesse disposizioni normative (C.M. n. 4/15.1.2010, DPR 89/2009) che raccomandano una efficace collaborazione tra le scuole e gli enti locali, per garantire a tutti il diritto allo studio e governare adeguatamente l'accoglienza degli alunni e le iscrizioni nella scuola; - considerata la necessità prioritaria per un'Amministrazione comunale di mantenere nel rispetto della normativa vigente la presenza della scuola in ogni paese e di evitare forzosi spostamenti degli alunni da un paese all'altro ESPRIME la propria vicinanza al Comitato dei Genitori di Vigo, come sarebbe per qualsiasi altro Comitato, e si impegna, a mezzo dei propri rappresentanti e senza distinzioni di parte, in una fattiva collaborazione con la dirigenza e le autorità scolastiche competenti, per garantire la continuità della Scuola Primaria a Vigo, consentendo la costituzione anche per l'a.s. 2010/ 2011 della classe prima, alla luce delle dovute valutazioni, non solo politiche, ma anche logistiche, economiche, di opportunità e di un attento controllo al rapporto beneficio/disagio, che devono essere effettuate.
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domenica 7 marzo 2010

CENTRALE NUCLEARE A TORRETTA?

Cronaca di un'ipotesi: è' la riproposizione di un mio servizio giornalistico apparso nel 1982 sul 1° numero del periodico comunale "Il Torrione": Qualche anno fa: prime voci sull'ipotesi di installazione di una centrale nucleare a Legnago. Maggio 1981: la notizia viene ripresa dall'Arena prima e da altri giornali locali e nazionali poi. Alcune Associazioni territoriali (Fim - Gruppo Scout, ecc.) inviano richieste di precisazione alle forze politiche ed all'Amministrazione comunale. L'Amministrazione, dal canto suo, non è in possesso né di richieste né di documenti ufficiali delle autorità di Governo nazionali o regionali o dell'Enel. Le voci riguardanti l'installazione delle centrali continuano a circolare, ufficiosamente, attrverso canali non istituzionali. 17 settembre 1981: il presidente della Regione Veneto Bernini ed il presidente dell'Enel Corbellini firmano un protocollo di intesa in cui si prevede, fra le possibili localizzazioni di una centrale nucleare nel Veneto, anche la zona tra l'Adige ee il Po (la nostra). Tale notizia viene riferita da vari quotidiani (Repubblica, La Stampa. Il Sole 24 Ore, Il Corriere della Sera, l'Unità, ecc.) ed in alcuni di essi Legnago è considerata la sede più probabile. 15 ottobre 1981: la Giunta Municipale invia alle massime autorità dello Stato e della Regione il seguente Ordine del giorno: "La Giunta Municipale di Legnago, rilevando che ufficiosamente si vengono continuamente a conoscere, anche da personalità di primo piano, notizie come le seguenti: - che il 17 settembre u.s. è stato firmato un accordo tra Regione Veneto e l'Enel che prevede l'installazione di una centrale elettronucleare nel Veneto con tre ipotesi sui siti, fra cui la zona di Legnago, mentre quasi contemporaneamente l'Assessore regionale all'Industria Righi, rispondendo ad un'interpellanza, dichiarava che non esisteva alcun progetto relativo all'installazione di una centrale elettronucleare nel Veneto; - che già sono stati fatti, in incognito, i rilievi del terreno nei tre siti indicati come possibili per l'installazione nell'accordo del 17 settembre u.s. e che tali rilievi hanno chiarito che il sito più idoneo per l'installazione stessa è nel Comune di Legnago, al confine con Cerea, molto vicino al territorio ostigliese; - che si sta formando un Comitato misto (Enel - CNEN - Regione) nel quale - si dice - è molto importante che l'Amministrazione comunale di Legnago, mettendosi in contatto con la Regione Veneto, faccia inserire un rappresentante del Comune; pur non entrando, per ora nel merito del problema dell'installazione; - esprime la grave preoccupazione che da parte delle Autorità regionali o statali si vogliano far passare per canali non istituzionali le informazioni, al fine di scavalcare la popolazione sulla scelta; - sottolinea la gravità del fatto che comunicazioni di questo tipo, così rilevanti per la Comunità, avvengano al di fuori degli organi istituzionali preposti. E', questo, un metodo che la Giunta Municipale di Legnago intende fermamente denunciare e di cui non intende farsi corresponsabile. 8 ottobre 1981: nasce a Legnago il Comitato contro la scelta nucleare del Basso veronese, Basso mantovano e Alto Rodigino, al quale danno la loro adesione a titolo personale anche alcuni amministratori (gli assessori Bologna, Bigarello e Ferrari, i consiglieri Alberti e Cattarinussi). 19 ottobre 1981: i consiglieri della DC Barbieri, Limoni, Zanferrari, Tognetti, Picchi, Giuliani, Vesentini, Zampieri, rivolgono al sindaco la seguente interpellanza: I sottoscritti Consiglieri comunali della Democrazia Cristiana. meravigliati del fatto "insolito" di un assessore che interpella il suo Sindaco (ma fa parte ancora della Giunta quell'assessore?) chiedono alla S.V.: - se le iniziative antinucleari degli assessori Ferrari e Bologna riflettono l'orientamento in proposito della Giunta oppure se debbano ritenersi prese a titolo personale; - deprecano il pessimo sistema cui ricorre continuamente l'amministrazione di far intendere all'opinione pubblica che ogni decisione in proposito sia stata presa o stia per essere presa al di fuori del naturale ambito istituzionale, il Consiglio comunale, cui spetta l'ultima e decisiva parola, creando diffidenza e sospetto, fomentando il discredito su Istituzioni ed Enti che operano nell'interesse della collettività; - chiedono che venga chiarito l'orientamento suo e dell'Amministrazione che rappresenta, al fine di dissipare il dubbio che le continue lamentele avanzate da codesta Amministrazione altro non siano che un comodo alibi per nascondere ai cittadini il proprio pensiero; - lamentano l'assenza dell'Amministrazione nel favorire ogni seria azione volta ad informare la cittadinanza, lasciando però libera l'iniziativa a singoli rappresentanti della Giunta; - rendono manifesto che, in assenza di valide iniziative da parte dell'Amministrazione, la Democrazia Cristiana si farà promotrice di incontri e dibattiti a tutti i livelli, ritenendo indispensabile e improrogabile informare la popolazione, non certo con sterili slogan allarmistici, sugli aspetti tecnico - scientifici e socio - economici connessi con l'installazione di una centrale nucleare. Speriamo abbia fine lo spettacolo indecoroso di una maggioranza divisa sui problemi che investono la comunitrà nazionale e locale, e che si abbia finalmente il coraggio di portare alla luce del soleil disaccordo tra le componenti dell'attuale maggioranza, che impedisce e paralizza la vita amministrativa, ognuno prendendosi le proprie responsabilità. 28 ottobre 1981: si svolge una affollatissima (oltre 650 persone) conferenza-dibattito tenuta dal prof. Massimo Scalìa, docente di Fisica presso l'Università di Roma. La Conferenza si tiene presso il Teatro Salus perché l'Amministrazione provinciale (proprietaria dell'edificio dell'I.T.C. Minghetti) ha negato telefonicamente al Comitato contro la scelta nucleare l'uso dell'Aula Magna dell'Istituto Tecnico Commerciale Marco Minghetti di Legnago. 30 ottobre 1981: il consigliere provinciale del PCI, Mario Crocco, presenta al Presidente dell'Amministarzione Provinciale un'interpellanza nella quale chiede quali siano i motivi che hanno spinto l'Amministrazione provinciale "a negare l'uso dell'aula magna all'ultimo momento. 24 novembre 1981: il presidente della Provincia Ennio Molon, rispondendo a tale interpellanza, afferma che l'Assessore alla Pubblica Istruzione "ha ritenuto di portare la richiesta all'esame della Giunta nel pomeriggio del 28 ottobre. Tuttavia la Giunta, vista la laconicità del testo della richiesta - del Consiglio di Istituto dell'I.T.C. Minghetti - riteneva non consono aderire sic et simpliciter ad una richiesta, sia pur legittima, della quale nulla si poteva vagliare, in considerazione ai tempi, vagliare né la portata né la natura in rappporto all'ambiente scolastico, ove si sarebbe dovuta svolgere. Di qui è disceso il parere negativo espresso dalla Giunta e comunicato telefonicamente, come per richiesta della presidenza del Minghetti, alla Preside nella sera stessa per interessamento dell'assessore alla Pubblica Istruzione. 25 novembre 1981: su questo episodio il Consiglio comunale approva a maggioranza (astenuti tutti i consiglieri della DC) il seguente Ordine del giorno: IL CONSIGLIO COMUNALE DI LEGNAGO - venuto a conoscenza del fatto che giovedì 29 ottobre 1981, nonostante il parere favorevole del Consiglio d'Istituto dell'ITC Minghetti, l'Assessore alla Pubblica Istruzione della Provincia di Verona ha rifiutato di concedere l'uso dell'Aula Magna al Comitato contro la scelta nucleare (costituitosi qualche mese fa a Legnago per opera di vari cittadini di diverse opinioni culturali e politiche) che aveva organizzato una conferenza-dibattito sul problema dell'energia nucleare; - tenuto conto che nel passato l'Aula Magna dell'ITC Minghetti è stata concessa a varie associazioni, comitati o personalità (di recente ad esempio è stato ospitato Gustavo Selva) DENUNCIA il metodo discriminatorio e antidemocratico dell'Assessorato alla Pubblica Istruzione dell'Amministrazione Provinciale di Verona che, senza curarsi di dare una risposta scritta, ma confermando per due volte telefonicamente il rifiuto per l'utilizzazione dell'aula magna, ha calpestato alcuni tra i più elementari diritti: quello all'informazione e al libero dibattito e alla libertà della scienza, diritti costituzionalmente garantiti. 25 novembre 1981: viene discussa in Consiglio comunale l'interpellanza della DC sul nucleare sopra riportata. 25 novembre 1981: nella stessa seduta, 15 consiglieri (Tafuro, Ferrari, Alberti, Bernamonte, Vedovelli, Lonardi, Massaron, Masin, Girardi, Colturato, Cottarelli, Soffiati, Bibarello, Cattarinussi, Bologna), accogliendo l'invito espresso nella interpellanza della DC, presentano il seguente ordine del giorno: IL CONSIGLIO COMUNALE DI LEGNAGO in merito all'ipotesi di installazione di una centrale elettronucleare nella nostra zona; - considerato che nel nostro territorio c'è una fiorente attività agricola che verrebbe compromessa dalla presenza di una centrale elettronucleare, sia perché verrebbe sottratta una notevole superficie per la costruzione e per la zona di rispetto, sia perché i prodotti agricoli delle zone vicine molto più difficilmente potrebbero essere venduti, sia perché la centrale, per il raffreddamento del reattore, sottrarrebbe ingenti quntità di acqua indispensabile per l'irrigazione; - considerato che, nell'ipotesi dell'installazione in località Torretta, il Fissero-Tartaro- Canal Bianco rischierebbe di non essere più utilizzato come importante via commerciale, ma per fornire acqua alla centrale e che l'acqua dell'Adige non potrebbe più essere utilizzata per irrigazione; - considerato che, soprattutto durante il lungo periodo della costruzione della centrale, sorgerebbero per il Comune gravo problemi di ordine economico e sociale che nnon potrebbero trovare corrispettivo in un adeguato intervento dello Stato: - considerato che la nostra zona ha un'alta densità di popolazione e che quindi le conseguenze per la popolazione in caso di incidente potrebbero essere gravissime ESPRIME la propria contrarietà all'ipotesi dell'installazione di una centrale elettronucleare nella nostra zona; RAVVISA la preoccupazione che da parte delle Autorità regionali o statali si vogliano far passare per canali non istituzionali le informazioni, al fine di scavalcare le popolazioni sulla scelta che deve essere invece, in ogni caso, effettuata dalle popolazioni; DELEGA la Giunta municipale a farsi promotrice di incontri con tutte le Amministrazioni comunali della nostra zona, al fine di raggiungere una posizione omogenea che impedisca l'installazione della cntrale elettronucleare in qualsisi Comune della nostra zona; INVITA la Giunta Municipale a promuovere incontri, dibattiti, iniziative che tendano ad informare la popolazione sul problema energetico.
A questo punto la DC esce dall'aula consiliare affermando che con il suo ordine del giorno "la maggioranza ha voluto fare un colpo dimano". 27 novembre 1981: il quotidiano l'A>rena -nel presentare la notizia della conferenza-dibattito di Laura Conti, esperta in ecologia, sul tema dei riflessi sull'uomo e sull'ambiente delle centrali nucleari- afferma che "recentemente si è avuta conferma che tale centrale non sarà più installata a Legnago", senza però citare le fonti di tale notizia. 5 dicembre 1981: lo stesso quotidiano ribadisce quest'ultima notizia affermando che il vice presidente del CNEN (Consiglio Nazionale per l'Energia Nucleare) che ha tenuto a Legnago una conferenza sull'energia nucleare- ha asserito che "il piano energetico nazionale non prevede affatto l'installazione di una centrale elettronucleare a Legnago" e che l'ipotesi di Legnago è nata probabilmente perché "uno degli insediamenti nucleari previsti nella vbicina Regione Lombardia sorgerà quasi sicuramente ai confini delle Valli Grandi, nella zona di Viadana, San Benedetto Po, che distano 30/40 km da Legnago". 18 novembre 1981: pochi giorni prima, cioè, degli articoli apparsi sull'Arena, la Gazzetta di Mantova, invece, afferma che nella riunione di Milano tra i dirigenti della regione Lombardia, dell'Enel e dei Comuni lombardi interessati all'installazione di centrali nucleari, il Presidente dell'Enel Corbellini ha sostenuto che "si pongono le esigenze di un raddoppio della centrale di Sermide e di un problema Legnago (nel senso che si avanza l'ipotesi di una centrale nucleare da installare nel centro del Basso Veronese a ridosso del Mantovano). 29 novembre 1981: il Consiglio comunale di Legnago discute l'ordine del giorno presentato dai 15 consiglieri (PCI-PSI-Lista per Legnago) nella seduta del 25 novembre. La Dc, prima della votazione, presenta la seguente dichiarazione di voto: "I consiglieri della Democrazia Cristiana, considerato che di fronte al problema dell'installazione della centrale nucleare nel territotio di Legnago, la Giunta municipale non ha sentito minimamente il dovere di acquisire presso fonti inconfutabili elementi in merito alla veridicità delle notizie diffuse soltanto a livello ufficioso, né ha ancora ritenuto opportuno di farsi promotrice di serie iniziative volte ad informare la popolazione, per chiarire ed analizzare a livello di base i reali rischi collegati alla scelta nucleare STIGMATIZZANO questo comportamento che rappresenta una inadempienza grave ed una abdicazione pericolosa e antidemocratica ai doveri e ai compiti che spettano ad un'amministrazione responsabile, che non si deve lasciar strumentalizzare da movimenti di opinione che diffondono allarmismi che resteranno falsi fino a quando non avranno conferme scientifiche; CONDANNANO il modo superficiale ed improprio con cui la Giunta municipale affronta il problema anche a livello di dibattito consiliare. L'ordine del giorno proposto dalla Giunta non nasce dal desiderio di approfondire l'argomento, ma solo per una precisa volontà di contrapposizione politica che i cittadini di Legnago non possono accettare. Una scelta determinante per l'avvenire di Legnago non può e non deve essere fatta solo per uno sterile calcolo elettoralistico che riguarda la storia prossima, ma deve anche guardare al futuro lontano della nostra Comunità". L'ordine del giorno viene approvato a maggioranza. Votano a favore dell'ordine del giorno presentato nella seduta del 25 novembre, cioè contro l'ipotesi di installazione di una centrale nucleare nel nostro territorio, i consiglieri del PCI, del PSI, della Lista per Legnago; votano contro l'ordine del giorno la Dc ed il PSDI. In tale seduta il consigliere socialdemocratico Pravadelli annuncia la costituzione di un Comitato pro - centrale nucleare presieduto dal prof. Filippini Benso (vice presidente il prof. Franceschetti Franco).

FERROVIA DELLA MEMORIA: UN BEL PROGETTO

Il fatto Il comitato di Cologna Veneta "Una stazione per Cologna" ha fatto la proposta di riattivare la linea ferroviaria Cologna Veneta - Legnago, dismessa da oltre 20 anni, per farla diventare "Ferrovia della Memoria" delle deportazioni nazifasciste in Germania, in quanto si tratta di un "binario storico". Le rotaie su cui transitarono i vagoni degli ebrei diretti ai campi di concentramento tedeschi sono oggi tutte utilizzate dal traffico ferroviario, per cui è impossibile trasformarle in musei della Memoria. Invece la linea Legnago - Cologna è dismessa da oltre 30 anni e può essere ripristinata e resa funzionale allo scopo di "ricostruire la storia e di istruire le nuove generazioni affinché conoscano ciò che fu e mai più dovrà essere". Il presidente del Comitato, Mirko Rizzotto, si è già incontrato col segretario del Ministro Matteoli, Emilio Broggi, che ha espresso interesse per l'iniziativa ed ha assicurato l'impegno nei confronti del Ministro. Commento
L'iniziativa mi sembra di estremo interesse: potrebbe attirare gruppi e scolaresche da tuta l'Italia. Nel treno potrebbe essere allestito un "Museo della Memoria" con testimonianze materiali (oggetti, lettere, foto, ricostruzioni documentarie col computer, ecc.) Ostacoli da superare: 1. Coinvolgimento ministeriale (già il Comitato si è mosso in questa direzione); costi per: il ripristino dei binari (che mancano in un buone tratto); spostamento del percorso ferroviario nel tratto in cui è prevista l'utilizzazione per la Variante alla Statale 10; soluzione del problemma della destinazione già prevista dalla Regione per la tratta ferroviaria dismessa come pista ciclabile (Treviso - Ostiglia): è possibile prevederne lo spostamento di qualche metro; ecc. Per conseguire l'obiettivo mi sembra essenziale la costituzione di un coordinamento intercomunale, che comprenda non solo i Comuni direttamente interessati(Cologna Veneta, Minerbe e Legnago) ma anche tutti quelli limitrofi. -

sabato 6 marzo 2010

NUCLEARE A LEGNAGO? PERCHE' DIRE NO?

La maggioranza non ha detto NO all'ipotesi di installazione di una centrale nucleare a Torretta, diversamente da quanto era avvenuto nel passato (1981). I fatti Donatella Ramorino, consigliere di minoranza ha presentato un ordine del giorno per conto del centro sinistra contro l'ipotesi di costruzione di una centrale nucleare a Torretta. Un O.d.g. simile a quello presentato quasi 30 anni fa (1981) ed approvato allora dal Consiglio comunale. Il Consiglio, questa volta, ha respinto l'ordine del giorno: PdL e Lega si sono infatti astenuti; hanno votato a favore - mostrandosi quindi contrari all'eventualità della costruzione della centrale nucleare a Torretta - tutta l'opposizione e il consigliere ex leghista Lucio Martinelli. Il sindaco Rettondini ha dichiarato:"Ci siamo astenuti perché il problema non sussiste e l'ipotesi è campata in aria, come ha assicurato il futuro governatore del Veneto Luca Zaia. Non vedo perché dobbiamo sostenere una campagna preelettorale strumentale, che alimenta solo timori ingiustificati tra i cittadini". Commento La maggioranza si è astenuta: perché? - Perché non voleva dire di no all'ipotesi di installazione di una centrale nucleare. - Perché non se l'è sentita di dire di sì alla Centrale nucleare, come avevano più volte affermato nel passato, durante l'amministrazione Gandini, sia Rettondini (Lega Nord) che Bisighin (PdL), perché sono imminenti le elezioni politiche e si sa che tantissime persone sarebbero contrarie a questa ipotesi; non ha voluto dire di no, perché ciò avrebbe creato problemi interni alla coalizione di centro destra. Infatti, mentre la Lega avrebbe potuto senza problemi politici dire di no (il "futuro" - ma ancora non sicuro - governatore del Veneto ha escluso il ricorso al nucleare nel Veneto:"Il Veneto ha già dato"), il PdL è assolutamente favorevole all'ipotesi del nucleare, e non avrebbe accettato uno spiazzamento della Lega su un argomento così importante. Pertanto ecco la decisione dell'astensione, che corrisponde, nella sostanza ad un'apertura verso la possibile scelta del nucleare. Ma, afferma Rettondini, "l'ipotesi è campata in aria", quindi non val neanche la pena discuterne. 1. L'ipotesi non è "campata in aria"; basti pensare che il vecchio progetto del Cnen del 1979 - ripreso in mano recentemente dal Governo - aveva individuato proprio nelle Valli Grandi Veronesi uno dei siti con le caratteristiche adatte ad ospitare una centrale: lontananza da centri abitati e abbondanza d'acqua. Quindi un pronunciamento dell'amministarzione comunale era doveroso. 2. Ma ammettiamo pure per un attimo che l'ipotesi sia "campata in aria". Anche in questo caso, sarebbe stato utile che la maggioranza avesse espresso un no all'ipotesi, per rassicurare e tranquillizzare gli abitanti di Legnago. Ma, evidentemente, era proprio questo pronunciamento che la maggioranza non voleva fare, per tener aperte le porte anche alla soluzione dell'installazione. "Non vedo perché dobbiamo sostenere una campagna preelettorale strumentale, che alimenta solo timori ingiustificati tra i cittadini", aggiunge Rettondini. Questa è un'affermazione assai strana e incomprensibile: infatti non è il dire di no al nucleare a Legnago che "alimenta timori ... tra i cittadini", ma proprio il non esprimersi su un argomento di così grande importanza per il futuro dei nostri figli e nipoti. Quali sono, a mio giudizio i motivi (in breve) del no al nucleare: 1. La scelta di produrre energia con centrali nucleari è irreversibile; non si può più tornare indietro: un territorio è "marchiato" per sempre. La costruzione in cemento armato e le strutture interne non possono più essere smantellate: rimarranno per millenni, e se il cemento non resisterà così tanto, peggio ancora: l'ambiente circostante (uomini e cose) subirebbe conseguenze gravissime sia per gli inquinamenti che per la salute delle popolazioni vicine. 2. Il nucleare non ha assolutamente risolto il problema delle scorie: qualsiasi ipotesi avanzata negli anni si è dimostrata assolutamente inadeguata. Rimangono radioative per decine di migliaia di anni. 3. Ci possono essere incidenti durante il funzionamento, nonostante le migliorìe tecniche apportate negli ultimi anni. 4. L'attività agricola sarebbe compromessa dalla presenza della centrale. 5. Dove sono in funzione centrali nucleari, si è riscontrato un aumento di leucemìe. 6. Una centrale nucleare è antieconomica: basti considerarne la durata (25 - 30 anni), il costo enorme di costruzione, i costi di gestione, i costi post mortem, ecc. 7. Il popolo italiano già si è espresso chiaramente contro l'ipotesi del nucleare con un referendum stravinto. 8. Il ricorso al nucleare oggi serve più a fare gli interessi delle ditte costruttrici, che della popolazione. 9. I Paesi più avanzati stanno ricorrendo sempre più alle energie rinnovabili e facendo in esse grossi investimenti : dev'essere questa la strada seguita anche dall'Italia. Se si vuole conoscere una pagina di storia sull'ipotesi di installazione di una centrale nucleare a Torretta, si può vedere il post di questo blog dal titolo:"NUCLEARE A LEGNAGO", che riporta il servizio del Torrione, periodico comunale, del gennaio 1982, periodo in cui l'amministrazione di allora aveva preso posizione contro l'ipotesi di installazione di una centrale nucleare. - -

LA SCUOLA DI VIGO DEVE CONTINUARE

Tutto il Consiglio comunale a difesa della scuola elementare di Vigo I fatti (da L'Arena del 6 marzo 2010)
"Di fronte al rischio pressante che il prossimo anno scolastico non venga attivata la classe prima a causa del ridotto numero di iscrizioni - i bambini interessati a frequentare la «Gianni Rodari» sono infatti solamente nove contro il tetto minimo di 15 imposto dalla riforma Gelmini - il Consiglio comunale di Legnago ha raccolto l'appello del comitato genitori appena costituitosi nella frazione. Ed ha quindi approvato un documento unanime a sostegno delle famiglie, frutto della sintesi dei due analoghi ordini d'urgenza presentati ad inizio seduta dall'ex sindaco Silvio Gandini (Pd) e dal capogruppo della Lega Michele Menini. Tutti gli schieramenti si sono così impegnati - in attesa del sit-in di protesta in programma lunedì dalle 8 alle 12 davanti al plesso di via Rovigo con la partecipazione del sindaco Roberto Rettondini e dell'assessore all'Istruzione Maurizio De Lorenzi- «ad attivarsi per una fattiva collaborazione con la dirigenza e le autorità scolastiche competenti, alla luce delle indicazioni normative che raccomandano un'efficace collaborazione tra scuole ed enti locali». Con l'obiettivo «di garantire la continuità della primaria di Vigo, che rappresenta un valore importante ed un collante per l'intera comunità». «E non solo perchè», ha rimarcato Gandini, «serve un centro vivace ed in piena espansione, arrivato a contare 1.700 residenti. Ma anche in considerazione del fatto che questo plesso offre il tempo pieno con 40 ore di lezione settimanali ed un servizio gratuito di baby sitting gestito a turno da un gruppo di volontari per prolungare la permanenza degli alunni fino alle 17.30». «Per l'amministrazione», ha aggiunto Menini, «è prioritario mantenere la scuola in ogni paese ed evitare forzosi spostamenti degli studenti in altri istituti. Pertanto, ci batteremo con ogni mezzo per soddisfare un'esigenza molto sentita e non distruggere quanto di buono è stato costruito finora». A questo riguardo, De Lorenzi ha annunciato che nei prossimi giorni incontrerà il dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale Giovanni Pontara «per salvaguardare la primaria di Vigo senza penalizzare gli altri plessi». Tutte rassicurazioni accolte con entusiasmo dai genitori presenti tra il pubblico. «Ci auguriamo», ha confidato la referente Paola Giuliari, «che unendo le forze si possa sbloccare la situazione in modo da non essere costretti a dover portare i nostri bambini a Legnago. Anche perchè cancellando la prima potrebbero esserci altre fughe con il rischio che, con meno di 50 iscritti, la scuola chiuda». Un pericolo che le famiglie non sono di certo disposte a correre tanto più davanti ai 17 bimbi della materna che varcheranno le aule della «Rodari» nell'anno 2011-2012". Commento E' molto positivo che tutta l'amministrazione, maggioranza e minoranza, sia unita nella volontà di garantire alla frazione di Vigo la continuità della scuola primaria. Genitori ed insegnanti si sono dati da fare positivamente, evitando divergenze e scontri, per salvaguardare un'esperienza scolastica che è importantissima per i bambini di Vigo e per la stessa qualità di vita della frazione. LUNEDì 8 MARZO : GENITORI E ABITANTI DELLA FRAZIONE DIMOSTRERANNO DAVANTI ALLA SCUOLA LA LORO VOLONTA' CHE NON CI SIANO TAGLI DI CLASSI CHE COMPROMETTANO IL FUTURO DELLA SCUOLA. La scuola elementare, per un paese come Vigo, è di fondamentale importanza. E' sbagliato che lo Stato faccia tagli di questa natura. Presenza della scuola primaria significa identità di paese, significa centro di attività e di vita culturale per una comunità. La scuola di Vigo ha un secolo di vita. Nei prossimi anni ci sarà un numero che supera la soglia dei 15 alunni: quindi il problema di quest'anno si può superare con maggior facilità. Anche la dirigenza della scuola deve credere nei valori di una piccola scuola, ed agire di conseguenza. Dirigenza della scuola, amministrazione comunale, genitori, insegnanti devono, uniti, far sì che la scuola rimanga come centro di vita pulsante per tutto il paese. -

giovedì 4 marzo 2010

VIDEO YOU TUBE: PARODIA WE ARE THE WORLD

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VIABILITA': 4 INCROCI PIU' SICURI

Quattro incroci pericolosi saranno modificati: 3 rotatorie e un nuovo crocevia. La Regione ha stanziato 300 mila euro, la Provincia 100 mila euro, il Comune 350 mila euro. La dichiarazione dell'assessore Longhi merita un approfondimento. I fatti Nel 2006 la Giunta Gandini aveva approvato e presentato alla Regione ed alla Provincia la richiesta di finanziamento per eliminare alcuni "buchi neri" della viabilità. Il Comune aveva dato la sua disponibilità finanziaria di 350 mila euro (su 750 mila di spesa complessiva) per l'intervento fin da allora; la provincia aveva elargito 100 mila euro nel 2008 per l'intervento sulla strada di sua competenza (incrocio a Terranegra tra Via Paina e via del Pontiere); la Regione, ora, nel 2010, ha stanziato 300 mila euro per mettere in sicurezza altri due incroci pericolosi: in Via Padana Inferiore est,e a San Pietro, in zona industriale. I lavori inizieranno la prossima estate. L'assessore ai Lavori Pubblici Paolo Longhi ha dichiarato all'Arena del 4 marzo 2010: "Dopo la doppia bocciatura del 2006 e di due anni fa quando il Comune era rimasto escluso dal finanziamento, siamo riusciti a centrare un importante risultato grazie alla forte intesa politica con la Regione". Commento 1. Il finanziamento della Regione, indispensabile per partire con i lavori, in quanto dimezza la spesa per il Comune, è un fatto importante per Legnago. 2. La dichiarazione dell'assessore ai LL.PP. vuole sottolineare due cose: a) che nel passato (2006 e 2008) la Regione "ha bocciato" il finanziamento; b) che il finanziamento di oggi è dovuto "alla forte intesa politica con la Regione". A che cosa mira la dichiarazione dell'assessore? Sono due gli obiettivi politici dell'assessore: 1. Lasciar intendere che nel passato, quando l'Amministrazione era diretta da Gandini, la Regione ha bocciato i progetti (perché di un colore politico diverso dal proprio); 2. che lui e l'amministrazione diretta da Rettondini sono riusciti ad avere il finanziamento perché di colore politico "omogeneo" al proprio. In realtà le cose sono andate molto diversamente e lo dimostrerò, chiarendo qual è l'iter che ogni amministrazione segue per ottenere finanziamenti pubblici (dello Stato, della Regione, dell'Europa, della Provincia). L'iter Innanzi tutto è necessario che l'amministrazione comunale, l'assessore ai LL.PP. e i resposabili dell'Ufficio Tecnico comunale siano al corrente di tutti i settori che l'Ente pubblico (Regione, Stao, ecc) ha deciso di finanziare. Gli amministratori, in base alle esigenze riscontrate nel territorio, alle disponibilità di bilancio, alla capacità progettuale dell'Ufficio Tecnico, scelgono i "settori" in cui chiedere il finanziamento. Poiché spesso il tempo che intercorre tra la pubblicazione del Bando regionale e la scadenza del termine per la presentazione dei progetti è breve, sono avvantaggiati quei Comuni che hanno a disposizione un "parco progetti" già pronto a disposizione, eleborato durante l'anno dall'Ufficio Tecnico (o da tecnici esterni pagati allo scopo). Durante l'amministrazione Gandini, per esempio, il parco progetti era molto ampio e copriva tutte quelle che erano considerate le esigenze prioritarie. I progetti devono essere approvati in Consiglio Comunale; si deve quindi prevedere la parte di finanziamento comunale che il Comune deve inserire all'interno del bilancio annuale. Quindi i progetti, corredati dell'impegno di spesa comunale, vanno consegnati in Regione entro i termini stabiliti dal bando regionale. La Regione, per ogni"settore" di finanziamento mette a disposizione una cifra x che vale per un anno solare. Negli anni successivi può decidere di rifinanziare il "settore". La Regione eroga contributi ai Comuni sulla base dei progetti presentati, fino al raggiungimento di quella cifra x, incaricando un'apposita Commissione di stilare una graduatoria in base ad una serie di criteri prestabiliti. Per esempio, nel caso dei "punti neri stradali": la pericolosità effettiva del punto, il numero degli incidenti successi negli ultimi anni in quel punto, ecc. La Regione finanzia tutti quei Comuni che hanno presentato un progetto valido, conforme al bando e che sono in posizione utile in graduatoria. Così, per esempio, se per i "punti neri del traffico" hanno concorso 300 comuni e la Regione ha la disponibilità finanziaria per soddisfarne 100, significa che i primi 100 avranno il finanziamento e gli altri 200 l'anno successivo, prima della scadenza dei termini, potranno essere inseriti nei primi posti della nuova graduatoria se la Regione decide di rifinanziare il "settore". E' quanto è capitato per i progetti legnaghesi dei "punti neri": sono rimasti in graduatoria per 4 anni, fino a quando sono entrati, adesso, nel numero dei progetti finanziati. Nel passato è stato questo il metodo usato dall'Assessorato ai Lavori Pubblici per ottenere numerosissimi finanziamenti pubblici (oltre 100 milioni di euro in 10 anni) a fondo perduto. Spesso, a causa dei passaggi burocratici, è stato necessario attendere 3, 4, 5, 6 anni prima di ottenere il finanziamento. Ma se non ci fosse stata lungimiranza, non si sarebbero potute fare tantissime opere pubbliche. Ripresa del commento Da questa descrizione tecnico - burocratica si capisce che i contributi regionali non vengono dati, come dice Longhi, perché si è amici politici dell'assessore regionale o perché si è dello stesso colore politico. La Regione, quindi, non ha bocciato alcun progetto di Legnago, nè ha dato il contributo di 300 mila euro perché l'assessore Longhi è amico dell'assessore regionale Giorgetti. Se fosse vero ciò, Legnago, nei 10 anni dell'amministrazione Gandini, non avrebbe dovuto ricevere neanche un contributo (ma per fortuna esistono delle regole precise di garanzia). E invece, i contributi sono stati abbondanti perché c'è stata una notevole capacità di programmazione, di previsione, di precisione del lavoro amministrativo ed oculatezza. Anche nel caso del superamento dei "punti neri del traffico". Speriamo che nel futuro anche questa amministrazione lo sapppia fare. Finora vive di rendita. Ma continuare così potrebbe diventare un gioco pericoloso (per Legnago). -

LEGNAGO CITTA' CHIUSA

Ricevo e volentieri pubblico da Claudio Marconi:

Nel 2005 la giunta Gandini, su mia proposta, aveva aperto uno Sportello stranieri presso la sede Municipale gestito dalla Associazione “Il Sorriso di Ilham” .

Il suo scopo era favorire l’integrazione attiva e regolare dei circa 1700 stranieri che oramai da qualche anno vivono nella nostra città .

La scelta della nuova Giunta Leghista di chiudere lo sportello toglie uno strumento fondamentale affinché queste persone di razze, culture e religioni diverse possano positivamente integrarsi nella nostra comunità. Lo sportello in cinque anni era diventato un punto di riferimento importante, autorevole e rispettato non solo per gli stranieri ma anche per molti italiani che hanno rapporti per lavoro o di famiglia con persone immigrate. La sua chiusura ostacola il percorso di integrazione di questi nuovi legnaghesi e rende la nostra comunità più a rischio per quanto riguarda gli effetti negativi dell’immigrazione. Del resto lo stesso Ministro dell’Interno Roberto Maroni dopo i recenti fatti di via Padova a Milano ha dichiarato “ … Adesso bisogna gestire, fare politiche di ricomposizione, mantenere insieme la città…. Mi piace parlare di ristrutturazione, ma senza interventi repressivi. Non serve incendiare le piazze.” (Corriere della Sera del 15-02-2010 )

A Legnago invece si pensa che i problemi dell’Immigrazione si risolvano rincorrendo qualche mendicante straniero tra i banchi del mercato del sabato oppure con qualche inutile ordinanza anti “barboni”.

Se la scusa per chiudere sono i soldi voglio ricordare che il Comune di Legnago è Partner di un progetto recentemente finanziato dalla Fondazione Cariverona per 40.000 euro relativo ad un Centro di formazione su diritti sociali, lavoro e cittadinanza rivolto ai cittadini migranti . Temo invece che la scelta sia legata ad ottusità sociale che agita paure per conquistare potere. La lettera di protesta contro la chiusura è un importante segnale che la parte più sensibile della Città ci consegna. Mi auguro che venga raccolta da altre associazioni , forze politiche e cittadini per avere una Legnago aperta al futuro.

Claudio Marconi , Consigliere Comunale Legnago

claudio.marconi@comune.legnago.vr.it

Di seguito viene pubblicata la lettera inviata al Sindaco ed all'Assessore ai Servizi sociali sullo "Sportello Stranieri", sottoscritta dalle seguenti Associazioni e persone:

Associazione Cooperazione Missionaria Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani Provinciali Verona Circolo Noi Porto Legnago Associazione “Al Nour Massandje” Ambulatorio per i cittadini non comunitari Legnago – Verona Associazione “Maestra Teresa” Fondazione ONLUS “Madonna di Lourdes” Caritas Parrocchiale di Legnago Caritas Parrocchiale di Porto di Legnago Colomba Bianca volontariato per il Commercio Equo e Solidale Comunità Papa Giovanni XXIII Zona Verona Consiglio Pastorale Parrocchiale di Porto di Legnago Don Vittorio Eminente Parroco di Torretta Consultorio Famigliare “La Bussola” I Capi del Gruppo Scout “Legnago I

Legnago 22 febbraio 2010

Spettabile: Amministrazione Comunale Comune di Legnago alla particolare attenzione del SindacoRoberto Rettondini e dell’Assessore alle Politiche Sociali Erika Ferraresi per conoscenza alla stampa locale

Oggetto: Sportello Stranieri del Comune di Legnago

La stampa locale, nei giorni scorsi, ha divulgato la notizia che l’attuale Amministrazione comunale di Legnago ha deciso di sopprimere lo Sportello Stranieri. Il servizio, istituito per fornire alle persone immigrate da Paesi stranieri un punto di riferimento serio ed affidabile, ha funzionato per quasi 5 anni con l’obiettivo di contribuire a favorire l’inserimento degli immigrati ed evitare situazioni irregolari. Riportiamo a titolo informativo alcuni dati sulle attività dello Sportello Stranieri che gli organi di stampa non hanno pubblicato: nel 2009 (in due ore di apertura settimanale) lo Sportello Stranieri ha sostenuto circa 800 colloqui; gli utenti che si sono rivolti allo Sportello Stranieri sono di 31 nazionalità diverse, di cui una parte non trascurabile di cittadini italiani; oltre il 70% degli utenti risiede a Legnago, il resto degli utenti proviene da comuni vicini;
le principali richieste degli utenti stranieri riguardano i permessi di soggiorno e la compilazione di moduli, e poi richieste di informazioni su pratiche, ricongiungimenti familiari, riconoscimento di titoli di studio e altro ancora; le principali richieste degli utenti di nazionalità Italiana riguardano le modalità di assunzione e regolarizzazione delle badanti e dei contratti di lavoro domestico. Orientarsi nella complessa burocrazia italiana, conoscere i propri doveri ed i propri diritti, sapere a chi rivolgersi per avere informazioni, trovare qualcuno disposto ad ascoltare, diventano bisogni primari per chi, suo malgrado, decide di lasciare la propria Patria, la famiglia, le amicizie, le tradizioni, le abitudini, la lingua e di trasferirsi qui. Per una pubblica amministrazione un servizio come quello fornito dallo Sportello Stranieri è un fiore all’occhiello, un grande valore aggiunto al proprio senso civico perché dimostra di aver compreso che il fenomeno dell’immigrazione dai Paesi poveri del mondo è ineludibile e pertanto organizzarsi per gestirlo è un dovere civile oltre che morale. I motivi dell’interruzione del servizio riportati dalla stampa sono inaccettabili: affermare che un comune come Legnago reputi eccessiva una spesa di 8.000 euro per uno Sportello Stranieri è paradossale. Senza entrare nel merito e senza ulteriori giudizi desideriamo evidenziare che gli immigrati sono anzitutto degli esseri umani, delle persone da rispettare con cui dobbiamo imparare a convivere. È perciò indispensabile «creare un clima di maggiore e migliore accoglienza» come hanno affermato i Vescovi della CEI, dopo i recenti drammatici fatti di Rosarno, sottolineando che «gli scontri hanno proprio evidenziato la debolezza del sistema di accoglienza ed integrazione». Il Papa Benedetto XVI ha chiesto alle autorità di «agire con giustizia, solidarietà e lungimiranza». Facciamo nostre le parole di Ratzinger e chiediamo a chi rappresenta l’autorità civile che, coerentemente con le proprie funzioni, sappia aprire il cuore e riesca a tessere corrette relazioni con tutti, anche con chi è considerato diverso ed è sicuramente più debole. La stessa autorità, che governa la realtà sociale di Legnago, deve anche saper volgere indietro lo sguardo e scorgere chi nella vita è costretto a camminare con un passo più stentato per capire se sia in difficoltà e se abbia bisogno di una mano. Tutti noi, sottoscrittori della presente lettera, chiediamo che l’Amministrazione Comunale di Legnago: riprenda e sviluppi quanto prima il servizio dello Sportello Stranieri; si impegni a trovare adeguata collaborazione con i Comuni vicini; si renda disponibile ad incontrare Associazioni e Gruppi del territorio che hanno maturato competenze nella solidarietà con i più deboli allo scopo di favorire, anche attraverso altre modalità, la costruzione di una comunità più attenta ai diritti di tutti. L’occasione è gradita per porgere Distinti Saluti.
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mercoledì 3 marzo 2010

OPERE PUBBLICHE: TORRETTA DAL 1999 AL 2009

PARCO - GIOCHI: posa di nuovi giochi Contributo per l’impianto di riscaldamento del locale ad uso pubblico sotto la Chiesa. AREA SERRAGLIO: modifica destinazione PRG: da area con obbligo di lottizzazione a area di completamento con intervento diretto ASFALTATURA di via Isonzo. PISTA CICLABILE: realizzazione della pista ciclabile che unisce Torretta a Legnago lungo il Bussè. ACQUEDOTTO: è stata deliberata e finanziata la conduttura che arriva a Torretta da Vangadizza. I lavori saranno eseguiti nei prossimi mesi. Realizzazione della BANCHINA FLUVIALE ad opera della Provincia. Sistemazione del Ponte sospeso ad opera della Provincia. -

OPERE PUBBLICHE: TERRANEGRA DAL 1999 AL 2009

SCUOLA ELEMENTARE: sono stati eseguiti i seguenti lavori: - rifacimento delle terrazze; - ampliamento della mensa. - sistemazione parcheggi esterni. CONTRIBUTO PER LA MESSA A NORMA DELLA SEDE DELL’Associazione SAN MARTINO ARREDO URBANO: - rifacimento della Piazza centrale PARCO-GIOCHI: sistemazione del parco-giochi ed acquisto di nuovi giochi NUOVI PARCHEGGI: - parcheggi della nuova piazza - sistemazione del parcheggio davanti alle Scuola elementare - parcheggio all’incrocio tra via Bernini e via S. Eurosia IMPIANTI SPORTIVI: - ampliamento dell’area sportiva con realizzazione di un nuovo campo di calcio; - contributo alla parrocchia per la realizzazione di nuovi impianti sportivi. PISTE CICLABILI : nuova pista ciclabile dal confine con Angari a Legnago - nuova ciclabile in via Montello e via del Geniere fino a Legnago - nuovo ponte ciclabile sul Nichesola. NUOVE AFALTATURE: - via Bonomi - via Tittoni - via Solferino NUOVI MARCIAPIEDI: -via Stradella - via Oslavia - via Monte Santo - via Sabotino - via Vico - via Lussu - via Donatello - via Salvo d’Acquisto - via De Sanctis - via Albinoni - via Terranegra - via S. Eurosia - via Rossa - via Albinoni - via Brolo (tratto) RIALZI STRADALI: - in via S. Eurosia - in via Terranegra, davanti alla Scuola elementare - in via Stradella (in corso) ACQUEDOTTO: Estensione della rete: - via Marche - via del Fante - via Ariosto - via Respighi - via Barzini - via Conti - via Palestro - via Pastrengo - via Cilea - via Petrarca - via Malon - via Oslavia - via Vico - via Adamello - via Sabotino - via Monte Santo - via Magenta - via Altichiero ILLUMINAZIONE: sono stati realizzati nuovi impianti o sono stati sostituiti quelli non a norma nelle seguenti vie: - via Arzerin - via Bonomi - via Speri - via Alberti - via Umbria - piazza della Chiesa - via Brolo (tratto) - via Ariosto - via Respighi - via Cilea - via Conti - via del Fante - via Malon (tratto) - via Stradella - via G. Rossa - via Bernini - via S. Eurosia - parco - giochi - tratto di ciclabile lungo il Bussè - via Oslavia - via Montello - via del Geniere - via Adamello - via Monte Santo - via Sabotino - via Vico - via Siliotto - via dell’Aviere - via Lussu - via S. Caterina - via Donatello - via De Sanctis - via Salvo d’Acquisto - Via Fusinato - area verde in via Fusinato -

OPERE PUBBLICHE: SAN VITO DAL 1999 AL 2010

OPERE REALIZZATE TRA 1L 1999 E IL 2009: SCUOLA ELEMENTARE: - rifacimento della copertura e ritinteggiatura interna; - deumidificazione e sostituzione intonaco PIRUEA (Piano Integrato di Riqualificazione Urbanistica): area davanti e dietro la Chiesa. Il progetto prevede la realizzazione di: - nuove case - nuovo campo sportivo - nuova palestra - piattaforma polifunzionale - nuove aree verdi - nuova piazza davanti alla chiesa PARCO-GIOCHI: posa di nuovi giochi nel Piazzale della Chiesa STRADE NUOVE ASFALTATURE: - via Ca’ Marcella - via Gattina - incrocio con via Padana Inferiore Est ROTATORIE Rotatoria nuona tra Porto e San Vito, presso il Cimitero CICLABILI: - ciclabile tra la rotatoria e il Cimitero - tratto tra la rotatoria e il deposito dei pullman APT ALLARGAMENTI STRADE: via G. Reni NUOVI MARCIAPIEDI: - lungo la SS. 500 verso via Padana Inferiore Est - lungo la S.R: n. 10 NUOVA STAZIONE DI DEPOSITO PULLMAN ATV CIMITERO: - ampliamento del Cimitero: nuovo recinto e sistemazioni esterne - realizzazione passaggio per carichi speciali FOGNATURE: estensione della rete nelle seguenti vie: - via Martiri Fosse Ardeatine - via Salgari ILLUMINAZIONE: sono stati realizzati nuovi impianti o sono stati sostituiti quelli non a norma nelle seguenti vie: - via Martiri Fosse Ardeatine - via Padana inferiore Est lungo la Regionale 10 - incrocio di via Guido Reni - via Padova - via San Vito - lungo la S.P. 500 - zona del PIRUEA - via San Vito (1° tratto: dalla rotatoria Peep fino al Cimitero) - parcheggio al Cimitero - via Slavacchio (ultimo tratto verso Boschi) - due incroci in via Gattina -

martedì 2 marzo 2010

CONSIGLIERE LEGHISTA "SCERIFFO"

Riporto integralmente occhiello, titolo, sottotitolo e buona parte dell'articolo dell'Arena del 2 marzo 2010, a firma S.N., per fare alcune considerazioni sul modo in cui l'articolo stesso è stato costruito: CONTROLLI. Scapini ha rincorso 4 questuanti Consigliere leghista "sceriffo" al mercato contro gli accattoni Dopo l'inseguimento è intervenuto un vigile per bloccare i mendicanti poi multati al comando "Sceriffo" fai da te in nome di quella sicurezza diventata ormai un chiodo fisso anche per il Carroccio legnaghese. Nicola Scapini, il più giovane consigliere della Lega con i suoi 21 anni, sabato scorso non ha esitato a lasciare il gazebo del partito allestito in via Matteotti per allontanare i questuanti che, come ogni sabato, avvicinavano i clienti al mercato. Tant'è che, dopo aver cercato di dissuadere una ragazza romena che si era avvicinata alla postazione dei bossiani a chiedere la carità, il giovane universitario è stato protagonista di un inseguimento rocambolesco tra le bancarelle degli ambulanti, conclusosi con il fermo di quattro mendicanti, di cui tre romeni, tra i 20 e i 30 anni, ed un 26enne nigeriano. Scapini non si è comunque sostituito alle forze dell'ordine in quanto si è limitato a rincorrere e a tenere sott'occhio i quattro accattoni, che sono stati poi trasferiti da un agente al comando dove è arrivato anche il delegato alla Polizia locale Michele Menini. [...] "Se ce ne sarà bisogno collaborerò ancora con i vigili visto che ormai la gente è stanca di essere importunata da queste persone con insistenza e modi discutibili", promette Scapini". Analisi La parola 'sceriffo' viene messa tra virgolette. Perché? Perché non è usata nel suo significato originario, cioè di "magistrato statunitense preposto alla contea, con funzioni specialmente giudiziarie", ma in un significato evocativo che deriva dai film western, che sono parte della nostra esperienza: sceriffo è colui che decide da solo, che cattura da solo i banditi, senza bisogno di autorizzazioni o permessi, perché ciò fa parte del suo compito, della sua 'mission'. Ecco dunque che la parola "sceriffo", che appare due volte in posizione di grande evidenza, nel titolo e come prima parola dell'articolo, non è inserita casualmente, ma vuole essere il "concetto chiave" dell'articolo, che guiderà il lettore fino alla fine. La parola "sceriffo", riferita a un consigliere comunale appartenente alla Lega, che notoriamente ha prima promosso operativamente e poi legislativamente le Ronde, che fa del decisionismo contro zingari e immigrati un cavallo di battaglia, ha il compito di mettere in primo piano questi aspetti. E la parola "sceriffo" non ha, proprio per la derivazione dalla cultura filmica, una connotazione negativa; anzi, lo sceriffo è colui che sa risolvere con la sua determinazione anche le situazioni più difficili ed intricate con metodi sbrigativi ma efficaci. Quindi, riferita ad un consigliere comunale non è né offensiva né critica; tutt'al più può dare la sensazione di qualcosa di giocoso, evocando gli infantili giochi a cow boy. Il significato 'serio' è quello di coraggioso, di decisionista, di uomo che non 'tollera' ingiustizie e soprusi e si fa giustizia da sé, perché ne ha il potere. Ma questo significato evocativo appena ricordato, di cui si può non avere coscienza immediata, stride ed è in conflitto con la situazione normativa italiana (e non solo), dove la giustizia non la si può fare da sé e dove esistono dei corpi dello Stato (polizia, carabinieri, magistratura) che, soli, possono assolvere a questo compito. Tant'è vero che le stesse "Ronde" sono state normate e non possono assolutamente avere compiti di polizia. In base a ciò, il racconto delle gesta del consigliere leghista potrebbe assumere una connotazione del tutto negativa agli occhi del lettore. Ecco allora che 'serve' un "correttivo" da parte del giornalista:"Scapini non si è comunque sostituito alle forze dell'ordine." Qui il giornalista ha mescolato ai fatti le sue valutazioni, secondo una prassi non certo anglosassone (che tende a separare in modo netto i fatti dai commenti). S.N. ha cercato di mettere al riparo il consigliere leghista dalla critica, fondatissima, che il cittadino non può farsi giustizia da sé, scrivendo che "Scapini non si è comunque sostituito alle forze dell'ordine". Vediamo ora come ha motivato questo 'giudizio'. "Scapini ... si è limitato a rincorrere e a tenere sott'occhio i quattro accattoni..." Regge questa descrizione giustificativa? A me sembra proprio di no. E' realistico pensare che quattro giovani, "tra i 20 e i trent'anni" possano essere stati oggetto di un"inseguimento rocambolesco tra le bancarelle degli ambulanti" e poi tenuti "sott'occhio" da un ragazzo solo, senza che egli nemmeno li toccasse e che poi siano stati -solo a questo punto- "trasferiti da un agente al comando [di Polizia locale]"? La cronaca é a questo punto (volutamente?) lacunosa. Non si dice come i 4 giovani siano stati fermati: se sono stati fermati 'manualmente' da Scapini non sarebbe più vero né che "si è limitato a rincorrere e a tenere sott'occhio i quattro accattoni" né che "Scapini non si è ... sostituito alle forze dell'ordine". Ma perché il giornalista farebbe un'affermazione "che non regge"? Per "coprire" il consigliere dalla 'accusa' che si sia sostituito alle forze dell'ordine. E ciò è confermato dal fatto che lo stesso consigliere, secondo il racconto dell'Arena, ribadisce: "Se ce ne sarà bisogno collaborerò ancora con i vigili". Secondo Scapini, in questa vicenda lui ha "collaborato" coi vigili! Stranissima collaborazione, tanto più che subito dopo non riesce a trattenersi da quello che, evidentemente, era lo scopo della sua azione: che l'opinione pubblica sapesse quello che lui, "sceriffo", ha fatto:"...visto che ormai la gente è stanca di essere importunata da queste persone con insistenza e modi discutibili". Non è in discussione il fatto che la presenza dell'accattonaggio sia un elemento di disturbo: proprio per questo ci sono leggi nazionali e ordinanze sindacali che, per legge, le forze dell'ordine e la Polizia locale sono tenuti a far rispettare. Ma solo loro lo possono e lo devono fare, e non un consigliere comunale leghista che si giustifica col fatto che "la gente è stanca". Se la gente è stanca, chi ne ha il potere, a livello nazionale e a livello locale, deve fare in modo che le forze dell'ordine facciano il loro dovere.
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CORTE SEVERI A VIGO DI LEGNAGO AL VIA

Lo Stato sblocca i fondi per l'Ater. Entro l'estate partiranno i lavori per realizzare i primi 11 alloggi. I fatti Leggiamo sll'Arena del 2 marzo 2010: "Potendo disporre di un assegno da 1,7 milioni di euro staccato dallo Stato attraverso la regione, l'Azienda territoriale potrà dar corso ad una ristrutturazione attesa da sette anni e rimasta finora imbrigliata in una sfilza di pastoie burocratiche". [...] Contiamo ora, afferma Niko Cordioli, presidente dell'Ater, "di riuscire a partire con i lavori entro l'estate. Per far decollare l'operazione, messa a punto ancora dall'amministrazione Gandini contestualmente all'attiguo Piru di Corte Severi, l'Ater contribuirà con altri 297.700 euro, importo che va ad aggiungersi ai 465mila investiti nel 2003 dall'Azienda scaligera per l'acquisto della Corte e che servirà per costruire un piano interrato da adibire a garage per l'intero fabbricato. Per il momento le risorse a disposizione consentiranno all'Ater di riqualificare solo due dei quattro blocchi che compongono il fatiscente fabbricato". [...] "Si tratta di un importante risultato", sottolinea Paolo Longhi, assessore ai Lavori pubblici. Commento Pastoie burocratiche: il termine potrebbe far pensare a chissà quali situazioni ingarbugliate dovute alla burocrazia. In realtà sono semplicemente la mancanza di soldi da parte dello Stato. L'inizio dei lavori, anche se parziali, è una buona notizia, sia per il bisogno pressante di edilizia residenziale pubblica, sia per il recupero e la sistemazione di un importante complesso rurale in centro al paese di Vigo. Questo intervento, iniziato con l'accordo tra il Comune di Legnago, la proprietà Severi e l'Ater dieci anni fa durante l'Amministrazione Gandini, finalmente arriva ad una prima tappa importante per ciò che riguarda l'impegno dell'Ater, anche grazie all'interessamento dell'assessore Longhi e dell'amministrazione Rettondini. Un positivo esempio (ce ne dovrebbero essere molti di più in nome del bene della comunità legnaghese) di unità di intenti. -

VERONA: I DISEGNI MIEI E DI MARISA LONARDI RELATIVI A VERONA

 Disegni di Luigi Bologna e Marisa Lonardi Piazza delle Erbe Lungadige (che non c'è più) Piazza delle Erbe  Lavori sull'Adige nei pr...