domenica 3 febbraio 2019

IL BARONE TREVES: LA SUA AUTO GETTATA NEL BUSSE'



1. Lo sciopero di protesta
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IL GAZZETTINO 03.07.1948

CALMO SVOLGIMENTO DELLO SCIOPERO DI PROTESTA.
Le raffinerie di petrolio occupate dalla polizia - A Legnago i dimostarnti provocano l'intervento della "Celere"
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Roma, 2 luglio
Secondo le disposizioni precedentemente impartite dalla C.G.I.L. alle 12 di oggi, in tutta Italia, le aziende industriali hanno sospeso il lavoro.
Tecnici, operai, impiegati sono entrati in sciopero in segno di protesta per la sperequazione salariale esistente tra le varie categorie di lavoratori.........
Lo sciopero a Roma ha avuto uno svolgimento tranquillo......
A Roma, Bari e a Venezia esercito e polizia fanno fronte alle masse dei lavoratori petrolieri in sciopero da due giorni per ottenere il blocco dei licenziamenti e la rivalutazione dei salari.....
A Milano lo sciopero in atto degli alimentaristi è proseguito stamane con la stessa forma di ieri.....
Mentre non si hanno notizie di incidenti da altre città, a Legnago la dimostrazione dei disoccupati, che fino alle 16 si era svolta tranquillamente, si è d'improvviso mutata.
Sembra che, mentre in una sala del Municipio si svolgeva una riunione di benestanti, tra cui il barone Treves, per esaminare la possibilità di una soluzione della vertenza, un gruppo di dimostranti presenti, volesse imporre al Treves la firma di un assegno di considerevole entità. Dalla risposta negativa di questi hanno avuto inizio gli incidenti.
Ad un certo momento, visto che la situazione non era troppo rassicurante, il barone Treves decideva di allontanarsi con la sua vettura, una "Lancia Aprilia" che sostava all'esterno del Municipio. Con questa riusciva infatti a portarsi fino all'altezza della caserma dei carabinieri, ma qui un gruppo di dimostranti lo fermava, minacciandolo, per cui si rifugiava in caserma.
La vettura, rimasta all'esterno, veniva allora presa d'assalto dalla folla che la saccheggiava e poi la gettava nel fiume Bussè.
Contemporaneamente altri dimostranti si riversavano davanti alla caserma dei carabinieri, reclamando la consegna del barone..
I militari hanno cercato di persuaderli ad allontanarsi, ma inutilmente, ché quelli volevano sfondare il portone centrale d'ingresso, tanto che i carabinieri hanno dovuto a scopo intimidatorio sparare alcuni colpi d'arma da fuoco dalle finestre del piano superiore del fabbricato.
Nel frattempo giungeva la "Celere". Un agente della polizia stradale, arrivato isolato, veniva circondato e disarmato dalla folla; la stessa fine faceva un secondo agente arrivato poco dopo. La "Celere" ha disperso allora i dimostranti facendo uso degli sfollagente. Sono state arrestate sei persone, fra cui una donna. Alcuni contusi sono stati medicati all'ospedale.
(continua)
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Da L'ARENA di Verona 03.07.1948
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GRAVI INCIDENTI NEL POMERIGGIO DI IERI. La Celere costretta ad intervenire
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Nella giornata di ieri è continuata la agitazione dei disoccupati del nostro Comune.
Una colonna di dimostranti nella mattinata ha percorso le vie cittadine, recando cartelli di protesta.
Nel pomeriggio, in concomitanza con lo sciopero generale indetto dalla Camera del Lavoro, le dimostrazioni ripetute. Nuclei di persone hanno percorso le vie, radunandosi poi davanti al Teatro Salieri, dove vari esponenti sindacali hanno parlato.
Un facinoroso si è portato in un molino cittadino, esigendo che gli si consegnasse della farina e della pasta.
I carabinieri sono intervenuti energicamente, stroncando l'atto abusivo.
Sempre nel pomeriggio il passaggio sul ponte di barche sull'Adige è stato interrotto, analogamente al traffico sulla Padana inferiore.
Tutti i negozi cittadini sono però rimasti aperti: il lavoro è pure continuato nelle campagne e in qualche azienda privata.
Fino alle 17 le dimostrazioni si sono svolte senza incidenti degni di rilievo.
Dopo tale ora la situazione si è improvvisamente aggravata. Mentre un gruppo di persone in Municipio stava esaminando la possibilità di soluzione di problemi del lavoro un gruppo di dimostranti entrava nella sala dove si svolgeva tale riunione e imponeva al barone ing. Gastone Treves, proprietario di due tenute, di firmare un assegno per una somma considerevole.
La risposta negativa del barone accresceva il fermento.
L'ing. Treves si allontanava rapidamente con la propria macchina, che si trovava all'esterno del palazzo comunale, dirigendosi verso la Caserma dei carabinieri. Ma ben presto sopraggiungeva un gruppo di dimostranti: si rendeva, pertanto, necessaria la chiusura delle porte.
I dimostranti prendevano subito d'assalto l'auto, devastandola e quindi la sospingevano fino al bacino "Bussè" gettandovela dentro.
Altri manifestanti si ammassavano dinanzi alla Caserma, chiedendo che il barone fosse loro consegna e tentavano di sfondare la porta.
Il comandante la Tenenza, portatosi sul balcone, allo scopo di intimorire la folla, era costretto a sparare alcuni colpi d'arma da fuoco in aria.
Nel frattempo veniva chiamata d'urgenza la Celere.
Un agente della polizia stradale, arrivato isolato, era circondato dai dimostranti e disarmato. La stessa fine subivano altri due agenti di polizia. Finalmente interveniva la "Celere", che disperdeva, con gli sfollagente i dimostranti, ristabilendo l'ordine in breve tempo.
Sono stati operati 26 arresti, tra cui quello di una donna. All'ospedale sono state medicate quattro persone per leggere contusioni.
Il barone Treves alle 23 ha potuto allontanarsi da Legnago.
(Continua)
COMMENTO SUI DUE ARTICOLI
Confrontando i due articoli apparsi nella stessa giornata del 3 luglio 1948 si possono notare alcuni particolari raccontati in modo diverso:
- il resoconto de L'Arena è più dettagliato di quello de Il Gazzettino.
- si riportano nel resoconto anche le dimostrazioni del mattino, compresa quella del "facinoroso" al molino;
- i dimostranti tentano di sfondare la porta della caserma dei carabinieri;
- si precisa che a sparare in aria è stato il comandante la Tenenza di Legnago;
- si presenta Treves non solo come Barone, ma anche come ingegnere e proprietario di due tenute;
- si precisa che il barone Treves ha potuto allontanarsi alle ore 23 da Legnago.
L'Arena è il quotidiano più letto a Legnago e pertanto lo spazio per la cronaca locale è decisamente maggiore; inoltre l'Arena ha un suo corrispondente da Legnago.
Ci sono anche alcune informazioni riportate in modo diverso:
- nell'Arena si parla di due agenti della Polizia stradale disarmati dalla folla; nella'Arena di tre agenti;
- nel Gazzettino si dice che sono state arrestate sei persone; nell'Arena 26 persone.
2. GLI ARRESTI
Da L’Arena, 04.08.1948
IL LAVORO OVUNQUE REGOLARMENTE RIPRESO
Dopo gli incidenti di venerdì scorso, la giornata di ieri è trascorsa in perfetta tranquillità. Ieri mattina tutte le industrie ed aziende locali hanno regolarmente ripreso la loro attività.
Reparti della Celere di Verona hanno tuttavia sostato per l’intera giornata nei pressi della caserma dei carabinieri.
Ecco i nomi dei fermati in seguito agli incidenti dell’altro ieri:
.........................................................................................(nell'originale seguono i nomi e cognomi)
Dopo il primo interrogatorio dieci persone sono state rilasciate mentre per le altre è stato mantenuto il “fermo”.
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Da Il Gazzettino, 05.07.1948
CONTINUANO LE INDAGINI PER I FATTI DI LEGNAGO.
Altri quattro fermi operati dalla polizia – Recidivi in atti violenza e pregiudicati figurano tra gli arrestati
Come abbiamo ieri pubblicato, la polizia di Verona in seguito agli incresciosi e gravi incidenti avvenuti il 2 luglio a Legnago, durante lo sciopero generale, ha proceduto al fermo e arresto di numerose persone.
Gli arresti in un primo tempo ammontavano a 48 in grandissima parte operai. Successivamente 9 venivano rilasciati. Ecco i nomi delle persone sulle quali è stato mantenuto l’arresto:.............................................................................................................................................(seguono i nomi), tutti di Legnago.
A costoro nella giornata di ieri sono andate ad aggiungersi altre quattro persone, responsabili di aver partecipato agli atti di violenza.
Sempre nella giornata di ieri le forze di polizia hanno proseguito nelle indagini per addivenire all’identificazione di tutti coloro che hanno partecipato agli episodi di violenza. E’ noto come i manifestanti siano riusciti a disarmare numerosi carabinieri e agenti di polizia. Di conseguenza è in corso il recupero delle armi delle quali essi entravano in possesso sparando poi raffiche contro la caserma dei carabinieri.
Il mitra tolto al brigadiere della Benemerita Giuseppe Valeri è stato recuperato. Molte altre persone sono recidive specifiche in atti di violenza e molte altre sono pregiudicate per reati comuni.
NOTA:
L’Arena scrive che sono state rilasciate 10 persone; il Gazzettino parla di 9.
Il Gazzettino, in data 4 luglio, riferisce che i manifestanti hanno disarmato un agente della polizia stradale e due carabinieri, mentre in data 5 luglio afferma che “ è noto che i manifestanti siano riusciti a disarmare numerosi carabinieri e agenti di polizia” .
Inoltre in data 5 luglio dà notizia (non comunicata il giorno precedente) che al brigadiere dei carabinieri Giuseppe Valeri era stato tolto il mitra ( poi recuperato).
3. IL SINDACO MARIO MAZZAGGIO SI DIMETTE
…. Non ricopio alcuni altri articoli da l’Arena e dal Gazzettino perché non aggiungono informazioni particolari a quanto scritto nei precedenti articoli. Invece mi sembra interessante il seguente:
(da l’Arena del 7/7/1948):
IL SINDACO ILLUSTRA I MOTIVI DELLE SUE DIMISSIONI
…… lunedì sera, nella sala superiore del Municipio, il Sindaco ha riunito parecchi consiglieri, gli esponenti dei partiti politici, i rappresentanti dei lavoratori e la stampa per fare alcune dichiarazioni e comunicare le sue dimissioni dalla carica.
Nel prendere la parola il Sig. Mazzaggio ha voluto ringraziare tutti i numerosi presenti di aver accolto il suo invito, passando subito a riferire sulla grave situazione creatasi in seguito ai gravi incidenti manifestatisi a Legnago nel pomeriggio del 2 luglio.
Egli ha messo in rilievo tutte le pratiche svolte presso i Ministeri degli Interni, del Tesoro, la Prefettura, ed il Magistrato delle Acque di Venezia al fine di ottenere concessioni di somme per l’inizio di importanti lavori pubblici che vennero sempre promessi e mai concessi. Non si sente colpevole per trascuratezza del suo compito ed aggiunge che la manifestazione poteva essere evitata se il Governo e gli Uffici competenti avessero accolto con opportuni provvedimenti le numerose insistenti richieste tendenti a risolvere la situazione.
Ha quindi passato in rassegna la sua attività esplicata in seno al Comune, diretta esclusivamente al bene e alla ricostruzione.
Ha accennato poi al suo personale interessamento nella settimana scorsa in seguito alle prime manifestazioni dei senza lavoro. Egli infatti dichiara di aver inviato un telegramma al Magistrato delle Acque di Venezia, annunciando l’arrivo di una commissione di lavoratori disoccupati. Commissione che è stata poi accompagnata dall’assessore Sig. Damiazzi. Altro telegramma venne inviato al Ministro dei Lavori Pubblici on. Tupini ed un altro ancora al Ministero degli Interni per tentare una qualsiasi soluzione, tutti chiedenti urgenti provvedimenti atti a risolvere il grave problema dei senza lavoro. A tutte queste sollecitazioni nessuno ha risposto.
Informa poi che nella mattinata di venerdì egli si era nuovamente recato dal Prefetto facendo presente anche della grave situazione che si andava maturando a Legnago.
Al suo ritorno da Verona egli venne investito con frasi offensive e minacciose da parte dei dimostranti che erano ammassati davanti al Comune.
Ha dichiarato che una tale azione era prevista nei suoi confronti, e si è rammaricato molto che nessuno abbia tentato di evitarla.
Concludendo quindi ha riferito sulle sue evidenti intenzioni.
Egli ha detto che darà le dimissioni da Sindaco ma che resterà consigliere di diritto e che collaborerà con l’amministrazione al bene del Comune.
Ha accennato poi a vari altri motivi che lo hanno vivamente rammaricato.
Uno di questi risale all’ultima seduta del Consiglio comunale, quando cioè si è trattato di eleggere il nuovo Consiglio di amministrazione dei Luoghi Pii, dove la lista proposta, approvata in precedenza da tutte le correnti, non venne approvata secondo gli accordi previsti.
Si è dimostrato anche molto amareggiato per una indegna e continua campagna denigratoria di lettere anonime, campagna che si è particolarmente intensificata in questi ultimi tempi.
A questo proposito ha voluto anche leggere qualcuna di queste.
Infine ha rivolto il suo vivo cordiale ringraziamento ai consiglieri della minoranza per l’ottima collaborazione data nel periodo della sua carica.
Gli è succeduto l’assessore Damiazzi, il quale nell’esprimere il suo vivo rincrescimento per quanto il Sig. Mazzaggio ha dichiarato, e ritenendo che le sue decisioni siano definitive, ha proposto un piano di lavori straordinari, mediante un mutuo sul latifondo comunale, alfine di continuare a reggere l’amministrazione del Comune con l’attuale composizione, e di lenire il grave problema della disoccupazione.
Chiede che il Consiglio abbia ad esaminare la situazione, riferendosi alle critiche mosse dalla minoranza quando venne approvato il bilancio per il 1948. Esprime infine il suo vivo ringraziamento al Sindaco per l’opera svolta, dichiarandosi perfettamente tranquillo dell’opera fin qui svolta in sua collaborazione, per l’interesse del Comune.
Un segretario della Camera del lavoro, a nome di tutti gli operai del Comune, presenta il seguente ordine del giorno:
” La riunione delle commissioni interne tenuta il 5/6/1948 pronunciatasi in merito all’impressione che nella riunione che tiene stasera l’amministrazione del Comune, il sindaco sig. Mario Mazzaggio offeso dai fatti del 2 luglio sia intenzionato a dare le proprie dimissioni, a nome dei propri organizzati e quindi a nome di tutti i lavoratori del Comune di Legnago , rinnova a Sindaco tutta la fiducia, esprime il ringraziamento per l’opera da lui prestata a favore dei lavoratori tutti, e certa di non poter fare a meno in momenti così difficile del suo prezioso interessamento, lo prega di rimanere al suo posto dal quale egli certamente potrà, nell’interesse di tutti, dare veramente un contributo concreto”.
L’ordine del giorno era firmato dai segretari della Camera del lavoro locale.
Il Sig. Mazzaggio ha risposto ringraziando sinceramente per l’attestazione di fiducia, ma ha riconfermato la sua decisione.
Da ultimo prende la parola l’avv. Peloso, per la minoranza consiliare, esprimendo il rincrescimento della sua corrente per quanto avvenuto, e ringrazia il Sig. Mazzaggio per l’opera svolta sinora, augurandosi di averlo ancora quale collaboratore in seno al Consiglio, nel ruolo che gli verrà assegnato.
La seduta si è chiusa verso le ore 23.
ANNOTAZIONI:
1. Sarebbe interessante sapere qualcosa di più sul Sindaco Mazzaggio: chi era, che lavoro esercitava prima di diventare sindaco, a quale gruppo politico apparteneva, quando era stato eletto.. Chi ha queste informazioni può comunicarle.
2. Dall'articolo si evince che la causa immediata delle dimissioni di Mazzaggio è stata la premeditazione dell'azione del 2 luglio e le minacce dei manifestanti nei suoi confronti, senza che nessuno intervenisse a difendere il Sindaco.
Fa presente ancora, però, che nel passato c'erano stati altri momenti di forte attrito in Consiglio comunale:
l'elezione del Consiglio di amministrazione dei Luoghi Pii avvenuta in modo difforme dagli accordi precedentemete fatti; una campagna denigratoria con lettere anonime nei suoi confronti.

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