lunedì 27 settembre 2010

UN FIUME CHE VIVE

Un bellissimo percorso pedonale nella golena dell'Adige tra Legnago e Villa Bartolomea.
Qualche giorno fa ho avuto l'occasione di percorrere, con la mia nipotina, il nuovo percorso di un chilometro e quattrocento metri nella golena lungo l'argine dell'Adige tra il ponte ferroviario e l'inizio dell'area a Giardino delle Erbe officinali gestito dall'Associazione "La Verbena". Un tratto soltanto, quindi, della complessiva sistemazione dell'area golenale di Legnago tra il ponte Limoni e Villa Bartolomea. E' stata una piacevole sorpresa positiva: il Parco realizzato presenta degli scorci naturalistici bellissimi. Il sentiero è coperto, per uno spessore di parecchi centimetri,  di pezzettini di legno ottenuti dalla frantumazione di alberi morti; ti sembra di camminare su un tappeto di velluto, una sensazione estremamente piacevole. Ogni tanto, sul lato del fiume, una staccionata con apposite finestrelle a diverse altezze (adatte ad adulti e bambini), consente di osservare, senza arrecare disturbo, gli uccelli: numerosi tabelloni colorati descrivono, in italiano e in inglese (i nomi di piante ed animali anche in tedesco) le piante e gli animali presenti nella zona e le principali caratteristiche dell'habitat. Sono poi state messe a dimora numerose piante, soprattuttto sul lato ovest, in modo che non si presentino "buchi". Durante il percorso abbiamo incontrato alcuni operatori volontari dell'"Associazione La Verbena" che stavano tenendo pulito tutto il percorso. Un'attività veramente preziosa. Verso il ponte della ferrovia, poi, alcune piante morte sono state trasformate in sculture dai colori sgargianti. Per la realizzazione di questo percorso vanno ringraziati tutti coloro che hanno collaborato e collaborano alla progettazione, alla realizzazione ed alla manutenzione, dall'allora assessore all'ambiente dott. Alessandro Pozzani, il Genio Civile ed il Consorzio Valli Grandi, dai quali è partita l'idea e la progettazione, alla passata ed all'attuale amministrazione comunale, alla Regione Veneto, che, attraverso i fondi della Comunità Europea ha finanziato il larga parte la realizzazione, all'Associazione "La Verbena". Una sinergia che è un esempio positivo di buona amministrazione pubblica.
Dopo essere uscito dal percoso (a nord, vicino al ponte ferroviario), ho visto che un'auto entrava proprio nel sentiero naturalistico pedonale. Sembra impossibile, ma ci sono evidentemente persone che se ne fregano del bene comune e che non hanno rispetto né per gli altri né, in fondo, per se stessi. Per questo, purtroppo, è necessario che all'inizio ed alla fine di questi percorsi sia fisicamente impedito l'accesso alle auto, o con sbarre o con costacoli inamovibili. 
Questo  parco "Fiume che vive" è un'altra opera pubblica che avvicina gli abitanti del Basso Veronese al proprio fiume più importante ed alla natura, assieme alla passerella pedonale, agli ascensori che collegano Legnago con Porto ed all'asfaltatura della ciclabile sull'Adige (per ora) da Roverchiara a Castagnaro. Il Parco può e deve anche diventare una risorsa per tutti i nostri ragazzi e giovani.  Spero che tutte le classi, dalle materne alle superiori, abbiano la possibilità di fare visite guidate a questa meravigliosa realizzazione.

domenica 26 settembre 2010

SOARDI (LEGA NORD) NON SI DIMETTE DA SINDACO

I fatti (da l'Arena del 24 settembre 2010)
" Ieri sera il sindaco Gianluigi Soardi ha rotto il silenzio e si è presentato in Consiglio comunale, presiedendo la seduta e confermando l'intenzione di non dimettersi dalla carica amministrativa che ricopre a Sommacampagna. Dopo l'apertura dell'inchiesta per peculato in Atv, per la quale ha rassegnato le dimissioni da presidente, il primo cittadino, militante nel Carroccio, si era autosospeso dal partito e aveva annunciato di astenersi temporaneamente dall'attività amministrativa di Sommacampagna... Il Prefetto Perla Stancari, interpellata dalla minoranza, ha affermato che l'astensione per i motivi addotti da Soardi non è prevista dalla legge che regola gli Enti locali...
"Per quanto riguarda l'inchiesta mi difenderò", ha spiegato Soardi, "ma la mia posizione è estranea a Sommacampagna, pertanto ho l'obbligo di onorare il mandato e continuare ad amministrare...Avrò più tempo a disposizione da dedicare al paese..."
Commento
1. La persona accusata di peculato si dimette da presidente dell'Atv. Giustamente. La stessa persona non vuole dimettersi da Sindaco perché "la mia posizione è estranea a Sommacampagna". Curioso il Sindaco Soardi: ma non si chiamava Soardi anche il Presidente Atv? O è un'altra persona? O ci può essere uno sdoppiamento di personalità che fa pesare in modo diverso le responsabilità?
Ma la risposta, comica e tragica allo stesso tempo, viene dallo stesso Soardi: così "avrò più tempo da dedicare al paese". Una persona che afferma queste cose si è già squalificata  da sola.
2. La Lega Nord, partito al quale appartiene Soardi, non è intervenuta per far dimettere il sindaco, accusato di peculato. Ha tenuto, cioè, un comportamento uguale a quello di tanti altri partiti che "coprono" chi viene indagato dalla magistratura.
3. Alla consigliera di minoranza Graziella Manzato il Sindaco, nella stessa seduta, non ha concesso di parlare. Al di là dei cavilli per giustificare tale scelta, questo comportamento del Sindaco, da solo, squalifica ulteriormente, senza appello, la sua posizione.

AEROPORTO VANGADIZZA

I "meriti " dell'asfaltatura della strada di via Boara
Il fatto (dal blog di Paolo Longhi, assessore ai LL.PP.)
"Un sogno coltivato per quasi trent’anni ed ora diventato realtà. Dopo una serie infinita di richieste e tratti di selciato sistemati anche a spese dell’associazione Volo Legnago, via Boara - la strada che in località Rosta di Vangadizza porta all’aeroporto - è stata finalmente completamente asfaltata con un intervento messo a punto dall’assessorato comunale ai Lavori pubblici. La notizia, arrivata proprio in coincidenza dell’annuale «Festa dell’aeroporto» organizzata dall’associazione, farà felici sia il centinaio di soci e simpatizzanti del piccolo aeroporto ma anche le tante persone che ogni anno, a metà settembre, raggiungono la pista di volo per ammirare le acrobazie dei velivoli o per provare in prima persona l’emozione di volare."
Commento
Leggendo l'articolo sopra riportato o ascoltando l'intervento di domenica18 settembre all'aeroporto dell'assessore ai Lavori pubblici Paolo Longhi, il lettore o ascoltatore è indotto a pensare che, finalmente, dopo tanti anni, la strada è stata asfaltata per merito dell'attuale assessorato ai LL.PP.
In realtà le cose sono andate un po' diversamente: l'intervento per l'asfaltatura di via Boara era stato deliberato e finanziato per intero dalla passata amministrazione. I lavori di asfaltatura, per motivi di tempo,  sono stati realizzati poi (con quei soldi) dall'attuale amministrazione, ma non del tutto, perché una parte dei soldi già stanziati sono stati utilizzati per altri lavori stradali. L'asfaltatura è arrivata, così, fino al ponte prima dell'aeroporto. Ora, con un secondo intervento, l'assessorato ai Lavori pubblici ha asfaltato l'ultimo tratto dal ponte all'aeroporto, che avrebbe dovuto aver asfaltato già lo scorso anno, perché, ripeto, i soldi erano già stati stanziati dalla passata amministrazione ed erano stati dirottati dall'attuale.
Certo, la cosa importante è che i lavori siano stati fatti.
Però, che brutto vezzo attribuirsi meriti che non si hanno!

venerdì 3 settembre 2010

AGGRESSIONE A QUATTRO VOLONTARI DE "LA VERBENA DELL'ADIGE"

Ragazzini di Legnago e di paesi limitrofi hanno colpito i quattro volontari e poi sono fuggiti. I carabinieri hanno individuato il branco.

I fatti (da l'Arena del 1 settembre 2010)
"Tutto è nato da un sopralluogo dei volontari  de "La Verbena" sul sentiero golenale... Sabato, con il presidente Antoniazzi, c'erano due volontari e una persona che proveniva da un progetto di inserimento del centro diurno "Il Tulipano" dell'Ulss 21. I quattro dovevano ripulire e decespugliare il sentiero golenale... Quando sono arrivati  al punto sosta dove vi sono un tavolo di legno, due panchine e un cestino - arredi praticamente nuovi - hanno notato che il contenitore per le immondizie era sfasciato. La mattina era integro e così Antoniazzi ha chiesto ragione al gruppo di ragazzi lì presenti delle condizioni del cestino. Costoro hanno detto che non erano responsabili della rottura del contenitore. Ma alle successive domande di Antoniazzi, uno di loro si è fatto sotto con piglio minaccioso. Un altro ragazzino, intanto, sferrava un pugno in faccia al responsabile dell'associazione. Gli altri tre volontari, a quel punto sono accorsi, ma per tutta risposta hanno ricevuto delle legnate: alcuni giovani, infatti, avevano già brandito delle stecche del cesto rotto e con quelle hanno picchiato gli uomini." Poi i ragazzi sono fuggiti in varie direzioni. I carabinieri hanno già individuato i componenti del branco, che sarebbe composto da minorenni.

Commento
I fatti accaduti sono di notevole gravità. Così come sono stati descritti, potrebbero comportare per i ragazzi l'accusa per i reati di  danneggiamenti aggravati, rissa e lesioni aggravate. 
Perchè dei  ragazzi  arrivano ad azioni come questa? 
 
    Per tutti i ragazzi la preadolescenza e l' adolescenza sono periodi di crisi, difficili. Essi infatti sono alla ricerca di una propria identità; hanno bisogno di capire chi sono e quale sarà il loro ruolo nella società. I genitori, punto di riferimento fondamentale fino ad allora, sembrano perdere importanza a vantaggio del gruppo di coetanei. L'adolescente vuole sperimentare quali possono essere le sue possibilità, i limiti della propria libertà, delle proprie azioni, i valori da assumere nella propria vita. Da qui nascono contrasti con gli adulti e con i genitori, che spesso si trovano in difficoltà come educatori. Se i genitori e gli educatori, pur con tutte le evidenti difficoltà, riescono a mantenere aperto il dialogo ed a valorizzare le doti positive del ragazzo, aiutandolo a capire qual è il bene  e qual è il male, quali sono i limiti accettabili delle proprie azioni, qual è il suo ruolo nella sicietà, alla fine di questo burrascoso periodo l'adolescente avrà autostima ed assumerà atteggiamenti positivi nel rapporto con se stesso e con gli altri.
Se invece gli adulti non si occupano dei figli e non tengono aperto il dialogo, oppure non lo aiutano a formarsi una coscienza morale, lasciandogli fare quello che vuole o fornendogli esempi contraddittori,  i risultati possono essere disastrosi, sfociando in gesti anche violenti. E il gruppo, che, se impostato bene, in questa età ha una funzione essenziale e positiva, può diventare un ulteriore fattore di antisocialità, dove si sfoga la volontà di dimostrare a qualsiasi costo e senza limite quanto si "vale", come nell'episodio sull'argine dell'Adige.
Bene ha fatto, quindi, a mio giudizio, Maurizio Antoniazzi, presidente dell'Associazione "La Verbena" a dichiarare:"Siamo pronti a perdonarli, a patto che ci chiedano scusa e che, per cinque sabati di flila, vengano a lavorare sull'argine dell'Adige. Se così non sarà, la querela contro di loro, purtroppo, farà il suo corso."     Quindi, netta condanna dell' accaduto, ma possibilità che l'episodio negativo si trasformi in una presa di coscienza attraverso l'impegno positivo nel lavoro. Ovviamente, perché questo "piano" funzioni,  è necessario il coinvolgimento positive delle famiglie, che dovrebbero agire nella stessa direzione, facendo capire l'errore ai figli e giudicando positivamente l'attività sociale richiesta.                     Cosa non certo scontata.           


giovedì 2 settembre 2010

Deborah Serracchiani a Legnago

Ricevo e volentieri pubblico:

VENERDI’ 10 e SABATO 11  SETTEMBRE, FESTA DEMOCRATICA
A LEGNAGO, Corte Samuele Legnago (Vr),
a 300 metri dall’uscita “Legnago Nord” della Superstrada 434

Ore 18.00: Inaugurazione Prima Festa Circolo PD di Legnago
Ore 18.30 “ Facciamo Rete” - Aperitivo a cura di Generazione Democratica
Ore 19.00 Incontro- Dibattito: Debora Serracchiani
Ore 21.30 Concerto House of All Country music

SABATO 11 SETTEMBRE
Ore 18.00 “Ripartiamo dai Circoli” - Aperitivo a cura del Circolo PD di Legnago
Ore 19.00 Incontro-Dibattito:
“Le ricadute economiche e sociali della manovra Tremonti”, Gianni dal Moro, Deputato;
Franco Bonfante, Vicepresidente Cons. Regionale
Ore 21.30 Concerto Carpaneas Band Musica Anni 60/70 e Liscio
Ore 22.00 Lotteria Democratica con ricchi Premi
Durante tutta la festa stand gastronomico con pizza e cucina a cura del Ristorante Corte Samuele.

lunedì 5 luglio 2010

LEGNAGO: PORTA MANTOVA ATTO SECONDO

 I fatti (da l'Arena del 12 giugno 2010)

Porta Mantova sarà seppellita PDF Stampa E-mail
L’amministrazione ha ottenuto dalla Soprintendenza il via libera per ricoprire i resti archeologici del 1680
I resti della seicentesca Porta Mantova, afflitti da un incalzante degrado al centro di infuocate polemiche, potranno ritornare sotto terra. Seppur con tutti gli accorgimenti del caso e nel rispetto di rigorose prescrizioni volte a salvaguardare una delle poche testimonianze rimaste della Legnago di un tempo.
L’amministrazione - che sin dal suo insediamento non ha mai fatto mistero di voler riseppellire i ruderi riportati alla luce nel 2004 tanto da aver stanziato nel programma delle opere pubbliche 175mila euro proprio per ricoprire e pavimentare la «busa» come la chiamano in città - ha infatti incassato il primo via libera da parte della Soprintendenza. Anche se, prima di veder gli operai in azione, si dovrà attendere il nulla osta ufficiale che arriverà non appena il Comune avrà completato l’iter previsto dalla legge. A spianare la strada all’operazione inseguita ormai da un anno da Lega e Pdl è stato un incontro preliminare svoltosi nei giorni scorsi a Verona, che ha messo a confronto l’architetto Maria Grazia Martelletto e l’archeologa Brunella Bruno della Soprintendenza con il sindaco Roberto Rettondini e gli assessori Paolo Longhi e Graziano Lorenzetti. Nel corso del vertice chiarificatore i tre amministratori, affiancati dal dirigente dell’ufficio urbanistica del municipio Maurizio Bonfante, hanno evidenziato le ragioni che hanno indotto la Giunta ad inserire ai primi posti della propria agenda l’interramento del complesso oggetto sei anni fa di un restauro conservativo costato 85mila euro.
«A cominciare», riferisce Rettondini, «dal progressivo deterioramento dei mattoni che, a causa dell’implacabile azione corrosiva delle piogge e del ghiaccio, si stanno sgretolando se non spezzandosi addirittura a metà malgrado i ripetuti trattamenti effettuati in questi anni per proteggerli. Se non si corre ai ripari Porta Mantova rischia di venire danneggiata irrimediabilmente e di trasformarsi in un brutto biglietto da visita per la città». Ma alla base della decisione della Giunta non ci sono solamente l’opportunità di conservare adeguatamente i reperti e l’esigenza di risparmiare al Comune ingenti costi di manutenzione. «Lo scavo, oltre ad essere sproporzionato rispetto all’ambito dov’è inserito», aggiunge il sindaco, «ha infatti stravolto anche il sistema di circolazione urbano creando non pochi disagi. Non vanno poi tralasciate le grosse difficoltà per gestirlo. Da qui l’idea di chiuderlo sulla scorta di quanto è avvenuto tre anni fa a Porto con le tracce di Porta Padova».

Commento

La Giunta Rettondini ha preso la decisione di chiudere gli scavi fin dall'inizio del mandato, forse perché pensa che questa decisione possa essere l'emblema del cambiamento portato dalla giunta leghista. Il mio primo articolo, del 7 gennaio 2010, intitolato "Seppellimento della memoria" evidenziava che una comunità come quella legnaghese ha bisogno di memoria storica, dato che poche, troppo poche, sono le testimonianze rimaste di un passato importante della città fortificata. Per questo i resti di Porta Mantova erano stati salvati e in mostra al pubblico. 
Sgombriamo il campo dalla prima obiezione, che ha una reale consistenza: i mattoni si sbriciolano sempre di più. E' vero; è stato un problema evidente fin dal momento dello scavo. Per questo, nei vari incontri in Sovintendenza ai quali ho sempre partecipato, è stata individuata una soluzione per la quale la Sovrintendenza stessa ha dato l'autorizzazione pochi mesi prima delle elezioni del 2009: rifare con mattoni per esterno, "nuovi", resistenti al gelo, delle stesse dimensioni di quelli autentici, le pavimentazioni presenti nello scavo. Una spesa di poche migliaia di euro (molto inferiore ai 175mila euro stanziati per il seppellimento!) avrebbe risolto il problema. 
Evidentemente, quindi, l'obiezione dello sbriciolamento è un alibi per coprire altre, vere motivazioni.
Quali? 
        1.        L'interruzione del traffico: chi proviene da Corso della Vittoria non può più proseguire verso Via Matteotti e Via De Massari. E' vero, ma ciò non comporta nessun particolare sacrificio né per gli automobilisti né per i negozi di quella zona. Il problema per i commercianti potrebbe essere semmai la possibilità di trovare da parcheggiare; negli scorsi anni, però, sono stati realizzati molti nuovi parcheggi sia centrali che nelle zone un po' più periferiche. Ma, nonostante ciò, i sostenitori della tesi che "in negozio ci si deve andare in macchina", evidentemente, ci sono ancora.
         2.       La convinzione che la conservazione delle vestigia del passato non abbia alcun valore. Se c'è questa convinzione (e c'è) è inutile qualsiasi tentativo di convincimento: l'ignoranza è salita in cattedra.















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martedì 29 giugno 2010

LA TECNICA DI ROVESCIARE LE SITUAZIONI : GLI INCARICHI AI FIGLI DI AMMINISTRATORI

I fatti (da un volantino della Lega Nord: il neretto c'è nell'originale)

"E' FALSO quando dicono che [gli amministratori della Lega] danno incarichi "pagati" ai propri figli. Gli incarichi sono politici, dati quindi a persone fidate e che oltre a contribuire perché negli enti venga fatta la politica dell'amministrazione, gli stessi siano di estrema fiducia del Sindaco. Il "grandissimo" compenso è un gettone di presenza pari a circa 30 euro equivalenti a 6/7 euro l'ora; NON come il consigliere Gandini che prende oggi per gettoni di presenza più di 200 euro l'ora (lì sì si può parlare di pagamento!)"

Commento

Il volantino della Lega "gioca" sul termine "pagati" cercando di deviare l'attenzione dagli  "incarichi ai propri figli" al quanto si percepisce. Che i figli dei consiglieri Raganà (anche Presidente del Consiglio comunale) e di De Lorenzi (anche Assessore comunale, oltre che provinciale, ecc.) siano stati eletti nel Consiglio di Amministrazione della Casa di Riposo è un dato certo. E questo basta. E avanza. 
Che gli incarichi vengano dati a persone di fiducia, va bene; che queste coincidano coi figli un po' meno. O no? Altrimenti dareste ragione ai Baroni universitari di Bari e dintorni che hanno seminato cattedre per figli e nipoti.
Il fatto poi di ricordare i gettoni di presenza di oggi di Gandini, senza dire per quale incarico, e da dove risultano le cifre indicate, fa sempre parte della tecnica di rovesciare le situazioni, imparata dal Governo di Roma (ladrona?).








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domenica 27 giugno 2010

AFFERMAZIONI DI "BASSA LEGA"

I fatti (da un volantino della Lega: il neretto c'è nell'originale)

"CLARA SCAPIN, ex assessore alla Cultura, ha dato parte del Centro ambientale archeologico ad una associazione dove, guarda caso, socia fondatrice è la moglie di Luigi Bologna e dove si divertiva con le ceramiche, a spese dei legnaghesi, lo stesso marito-assessore".

Commento

L'Associazione MagicArgilla, di cui faccio parte anch'io, assieme a mia moglie e ad altri legnaghesi, ha avuto dal Comune (e, adesso dalla Fondazione Fioroni da cui dipende) la disponibilità di utilizzare una sala - laboratorio, per svolgere attività di modellato, in alcuni momenti liberi dall'attività con le scuole, in particolare il sabato mattina. Vari soci dell'Associazione, fra cui mia moglie ed io, hanno collaborato gratuitamente moltissime volte col personale del Centro Ambientale- Archeologico alla gestione delle attività di Laboratorio con gli alunni delle scuole. Fra l'altro, per vari anni hanno coordinato gratuitamente l'esperienza del Consiglio comunale dei Ragazzi con la ceramica: hanno realizzato formelle che sono andate ad abbellire i parchi gioco di Legnago centro, di Casette e di Porto. Hanno donato al Comune le formelle che abbelliscono tre fioriere di Corso della Vittoria. Hanno dato anche all'attuale amministrazione la disponibilità a continuare i bassorilievi per Corso della Vittoria (unica spesa pr il Comune: incollare le formelle), ma l'amministrazione non ha mai dato risposta alla disponibilità. Perciò giudichino i lettori se si può affermare "... si divertiva con le ceramiche , a spese dei Legnaghesi". Più di "bassa lega" di così...









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venerdì 25 giugno 2010

LA TECNICA DI ROVESCIARE LE SITUAZIONI : LUCIANO GIAROLA ED ESTER BONFANTE

I fatti (da un volantino della Lega Nord: il neretto c'è nell'originale)

"Luciano Giarola ha contribuito come tutti gli iscritti alla Lega Nord a far vincere la nostra coalizione ed Ester Bonfante è diventata consigliere comunale grazie ai voti di preferenza ricevuti, le è stata data una delega dal Sindaco senza alcuna remunerazione e la sta seguendo in modo capace, responsabile e con ottimi risultati. Possiamo comprendere perché il consigliere Ambrosini e la segretaria del Pd Scapin siano molto dispiaciuti, soprattutto perché gli si è rotto il GIOCATTOLO in mano, ed ancor più perché il consiglio comunale ha indicato quale presidente del Collegio Sindacale Luciano Giarola che potrebbe, senza avere ulteriori incarichi professionali come invece erano stati dati al precedente presidente, scoprire varie situazioni altamente imbarazzanti per la Giunta Gandini e allora non riescono far altro [sic!] che scrivere che la Proeventi soc. cooperativa sarebbe stata finanziata dal comune con 19.000 euro - FALSO - nessuna delibera o pagamento verrà effettuato o è stato effettuato per questi fatidici 19.000 euro alla PROEVENTI soc. coop."

Commento

"Luciano Giarola ha contribuito come tutti gli iscritti alla Lega Nord a far vincere la nostra coalizione": a dire il vero, almeno a quanto vanno dicendo in giro da parecchi mesi iscritti alla Lega e al PdL, ha contribuito economicamente molto di più di qualsiasi altro alla campagna elettorale; non sia modesto!
"Ester Bonfante è diventata consigliere comunale grazie ai voti di preferenza ricevuti, le è stata data una delega dal Sindaco senza alcuna remunerazione e la sta seguendo in modo capace, responsabile e con ottimi risultati". Excusatio non petita: nessuno ha mai messo in dubbio che Ester Bonfante abbia ricevuto i voti sufficienti per diventare consigliere comunale, né che la delega non consenta  remunerazione, né si sta discutendo della capacità e responsabilità della Delegata alla Cultura.
Mi guardo bene dall'interpretare il pensiero di Ambrosini e Scapin, ma mi sembra che non abbiano mai pensato che amministrare fosse "tenere in mano un giocattolo" o che siano dispiaciuti perché il "Presidente del Collegio sindacale " potrebbe scoprire chissà che cosa" (ma che modo di parlare per allusioni!); penso che siano giustamente preoccupati - come tanti legnaghesi - che il marito della consigliere "Delegata alla Cultura senza remunerazione" sia Presidente del Collegio Sindacale; che la sorella Letizia sia reponsabile (unica) della Cooperativa Proeventi; che dalla visura camerale della Cantiereventi, la cooperativa che gestisce gli aspetti tecnici del Teatro Salieri,  risulti che il recapito mail della stessa [cooperativa] sia intestato a Giulia Pin, moglie di Andrea Scapini, nipote della signora Bonfante, e dipendente dello studio Giarola.  
E' questa serie di 'coincidenze' che preoccupa!
Per quanto concerne poi i 19.000 euro, è un dato di fatto preciso che l'amministrazione Rettondini ha approvato una delibera  in cui vengono stanziati 19.000 euro per la manifestazione "Stella per una notte", gestita dalla cooperativa Proeventi (di Letizia Giarola), sotto la direzione artistica di  Massimo Galdi, cognato dei coniugi Giarola (si veda l'Arena del 4 aprile 2010:" ...Il Comune ha già impegnato 19mila euro...: importo che sarà coperto in buona parte da alcuni sponsor e dai contributi di Provincia e Regione).









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mercoledì 23 giugno 2010

CENTROSINISTRA SPACCATO IN TRE (ANZI, IN DUE)

I fatti (da l'Arena del 13 giugno 2010, S.N.)
Il nodo delle tensioni che da qualche mese agitano il centrosinistra legnaghese è arrivato al pettine. E - alla luce di una convivenza consiliare divenuta sempre più difficile a causa degli "assoli" del capogruppo Damiano Ambrosini maldigeriti soprattutto in casa di quel Pd di cui il cardinale non ha ancora rinnovato la tessera - la compagine finita un anno fa all'opposizione è prossima al divorzio. Con l'intenzione di dar vita in Consiglio a tre distinti gruppi in rappresentanza delle altrettante liste che alle amministrative avevano sostenuto la candidatura a sindaco di Ambrosini bocciata poi dagli elettori:"La Rosa", "Liberinsieme"e "Legnago al centro", appena evoluto in movimento da laboratorio politico elettorale.
A spianare la strada ad una separazione consensuale... è la risoluzione votata il 31 maggio dall'esecutivo del Pd. Il quale ha stabilito "di valutare la possibilità di costituire un gruppo autonomo delegando i tre consiglieri tesserati (Silvio Gandini, Claudio Marconi e Tommaso Casari eletti tutti con La Rosa) a stabilirne tempi e modalità".

Commento
La decisione di oggi di arrivare alla separazione dei tre gruppi è -secondo me-  il frutto inevitabile di una serie di gravi errori politici compiuti nel periodo che ha preceduto le elezioni dello scorso anno e che avevano portato alla sconfitta elettorale del centrosinistra.
E' necessaria qualche premessa per capire la complessa vicenda, ma è opportuno cercare di analizzare in profondità una serie di problemi.
 Per 10 anni, dal 1999 al 2009, Legnago è stata amministrata senza alcuna interruzione, e senza particolari scossoni, dal gruppo della Rosa, una lista civica di orientamento di centrosinistra della quale facevano parte alcuni iscritti alla Margherita, altri ai DS  ed altri non iscritti ad alcun partito.
Come ha potuto la Rosa reggere così a lungo il Comune,  trovando  il consenso di una larga parte della popolazione legnaghese?
Grazie al metodo, chiarissimo e semplice, adottato fin dall'inizio dal gruppo, unico, della Rosa: tutte le linee amministrative e le decisioni venivano prese per accordo esplicito di tutti, dal gruppo formato dai consiglieri comunali e dagli assessori che, una volta alla settimana, si riunivano per discutere e decidere. Le segreterie dei partiti non potevano intervenire se non attraverso i consiglieri o gli assessori che, a titolo personale, esprimevano le loro idee. Alla fine della discussione si decideva insieme e, se necessario, si arrivava a votare. Tutti, poi, portavano avanti le decisioni adottate.
In dieci anni ci sono stati due momenti in cui l'intrusione dei Ds aveva creato tensione. Ma sempre, con fermezza, si era fatto rispettare (e in ciò il sindaco Gandini aveva avuto un ruolo importante) il metodo descritto.

Come mai allora -si dirà- se La Rosa aveva funzionato così bene, non si è voluto proseguire sulla stessa via anche nel 2009?
Perché, tra il 2008 e il 2009, è prevalsa l'opinione -secondo me completamente sbagliata- che le liste civiche avessero fatto il loro tempo e che i partiti politici dovessero riappropriarsi dei loro spazi.
E ciò, sia da parte degli ex Pd (che avevano in Marconi il punto di riferimento e che avevano dato vita in vista delle elezioni al  movimento "Liberinsieme") sia da parte dell'ex Margherita (che aveva il principale esponente in Damiano Ambrosini che aveva voluto dar vita prima delle elezioni al gruppo "Legnago al centro").
In tal modo "La Rosa", presentatasi insieme alle altre due formazioni alle elezioni, è stata completamente svuotata di significato. Infatti La Rosa non era più l'unico contenitore per tutti, in cui tutte le decisioni venivano prese all'interno di tale gruppo, ma era un gruppo accanto agli altri, e sarebbe stato succube delle decisioni prese a livello politico fuori dal gruppo, nelle segreterie dei partiti o dei movimenti. Ambrosini, invece di proseguire con le modalità precedenti, ha fortemente voluto (se non imposto) questa soluzione.
La prima conseguenza  di tale scelta è stata la presentazione di tre liste, anziché  soltanto (come era avvenuto sia nel 1999 sia nel 2004) di  quella della Rosa. Con l'ovvio disorientamento da parte dell'elettorato che si chiedeva: ma allora non è più lo stesso gruppo di prima? Cos'è successo? Ci sono state spaccature? Sono diventati tre partiti politici?
 E, a mio giudizio, ciò ha avuto negative ripercussioni  anche sul  voto degli elettori, ai quali non risultava più evidente la continuità con le due esperienze amministrative precedenti ed è stata una delle cause della sconfitta elettorale ( sulle altre cause tornerò a parlare in altri post).
La seconda conseguenza è la spaccatura alla quale stiamo assistendo in questi giorni: il gruppo della Rosa, come ho cercato di dimostrare, dal momento in cui le sono state affiancate altre due liste, ha perso la ragione di esistere in quanto "contenitore unico"; di fatto la spaccatura è tra due gruppi, quello capitanato da Ambrosini e quello che fa riferimento al Pd.
La separazione che si profila in Consiglio  non fa che favorire la Giunta leghista di Legnago e preparare il terreno anche per future sconfitte politiche alle prossime elezioni amministrative.

Claudio Marconi sostiene, nell'articolo sopra citato, che "è inutile ed autolesionistico continuare a nascondere la testa sotto la sabbia negando che la scelta iniziale [di mantenere un unico gruppo consiliare, n.d.r.] non ha più senso e che ognuno sente l'esigenza di riappropriarsi della propria identità".
Ma perché si deve sempre chiudersi a riccio e invocare a gran voce "la propria identità"? Quale identità? Perché invece non misurarsi sulle analisi, sui progetti per il presente ed il futuro di Legnago, lasciando perdere le "appartenenze"?
Nemmeno la risposta di Ambrosini: "La questione della divisione non è all'ordine del giorno ma se qualcuno, come sembra [il Pd, n.d.r.] la porrà, ne discuteremo serenamente [traduzione: "siamo pronti a trarne le conseguenze, dividendoci"] lascia tranquilli. Dal momento in cui Ambrosini ha dato vita al "movimento politico da laboratorio elettorale" di Legnago al Centro  si è già messo fuori da una visione unitaria ed è ovviamente disponibile e deciso di andare avanti da solo.
Vocazione al suicidio politico, come a livello nazionale? O calcoli personalistici per garantirsi la candidatura a sindaco per le prossime amministrative? O tutte e due le cose?








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domenica 20 giugno 2010

L'OMBRA DI GIAROLA ANCHE NELLA "CANTIEREVENTI"

I fatti (da Primo giornale  del 8 giugno 2010)

Dalla visura camerale della Cantiereventi [la cooperativa che gestisce gli aspetti tecnici del Teatro Salieri], scrive il consigliere Damiano Ambrosini al Presidente della Fondazione Salieri, risulta che il recapito mail della stessa [cooperativa] risulta intestato a Giulia Pin, moglie di Andrea Scapini, nipote della signora Bonfante, e dipendente dello studio Giarola.


Commento
Un altro tassello di 'buona amministrazione'.

giovedì 17 giugno 2010

LA TECNICA DI ROVESCIARE LE SITUAZIONI :L'AUMENTO DEGLI "STIPENDI"

I fatti (citazione dal volantino pubblicato dalla Lega Nord; il neretto c'è  nell'originale)
"E' falso quando dicono che l'amministrazione con a capo Rettondini ha cercato di aumentarsi gli stipendi, perché nessuno ha preso mai un euro non rispettando la legge: erano stati richiesti all'Anci ben due pareri su quanto doveva essere l'emolumento del Sindaco e degli Assessori e in tutte e due le volte l'ANCI (dove guarda caso è consigliere remunerato anche l'ex Sindaco Gandini) ha indicato le indennità deliberate successivamente dalla giunta e comunque sospese in attesa dell'ultimo parere richiesto alla Corte dei Conti che, successivamente, ha dato un parere difforme dai primi due e che l'amministrazione ha ritenuto di applicare".

Commento
Proprio da quanto dice il volantino si capisce inequivocabilmente (se ce ne fosse stato bisogno) che "l'amministrazione con a capo Rettondini ha cercato di aumentarsi gli stipendi": se non avesse cercato di aumentarsi gli stipendi non avrebbe né chiesto il parere all'ANCI,  né alla Corte dei Conti e tanto meno avrebbe fatto la delibera degli aumenti (pubblicata anche sull'Arena e in questo blog) aspettando il parere della Corte dei Conti, che non poteva che essere negativo, dal momento che la Legge è chiarissima. E' quindi senza alcun significato affermare che "nessuno ha preso mai un euro non rispettando la legge": ci vorrebbe altro! Non è questo l'oggetto in discussione, ma la volontà di aumentarsi  (e di moltissimo) gli stipendi, in un momento di gravi difficoltà economiche della gente (tanto è vero che lo stesso consigliere della Lega Martinelli ha preso pubblicamente le distanze da questa decisione). E questo proprio da parte di chi dice di essere "dalla parte della gente"!
PS: la citazione in neretto:"  l'ANCI (dove guarda caso è consigliere remunerato anche l'ex Sindaco Gandini)" vuole evidentemente mettere in cattiva luce l'ex sindaco, dicendo che è remunerato. Ma questo è populismo di bassa lega, perché chi scrive sa benissimo che è previsto per legge un rimborso spese per quell'incarico (si tratti di un Sindaco di centro destra o di centro o di sinistra).









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martedì 15 giugno 2010

Cina 1 : Pechino

 PECHINO (Bejing) (maggio - giugno 2010):

 Le foto sono di Marisa Lonardi e Luigi Bologna.

I testi in corsivo sono tratti da: Renata Pisu: Mille anni a Pechino. Storia e storie di una capitale,  Ed. Sperling & Kupfer



Tempio dei Lama. Costruito nel sec. XVII, fu convertito in monastero tibetano nel 1744.


Fedeli all'interno di uno dei padiglioni del tempio tibetano.













Piazza Tien 'an Men (La Piazza della Pace Celeste): è un'enorme piazza in cemento nel cuore della Pechino moderna. E' circondata da edifici in stile anni cinquanta di discutibile gusto. E' affollatissima di visitatori, che vengono controllati ad uno ad uno dalla polizia e da numerosissime telecamere.
"Dalla porta di Tien 'an Men, la Porta della Pace Celeste, si entra nella vastità della Città Proibita, nel mondo imperiale e burocratico del passato, e da lì si esce verso lo spazio pubblico e della memoria rivoluzionaria. La nuova Cina e quella antica qui si incontrano e si congiungono. Da una parte la Piazza più grande del mondo, il fulcro della Repubblica Popolare Cinese; dall'altra la raggelante armoniosa distesa di corti e padiglioni che fu la sede del potere del potere del Celeste impero. Così è come se Pechino  avesse un doppio centro, due "cuori": distinti e separati? Il presente che si contrappone al passato? Oppure è qui che si palesa la continuità della Cina?
Dalla porta della Pace Celeste calavano gli editti dell'imperatore, racchiusi in una scatola di legno dorato a forma di fenice, e i funzionari, inginocchiati ai piedi della porta, li ricevevano su un vassoio decorato a motivi di nuvole e li portavano in processione al Ministero dei Riti, dove gli Scribi li ricopiavano in innumerevoli esemplari che venivano spediti ai quattro angoli del paese. Gli editti calavano proprio nello stesso punto in cui oggi è rimasto soltanto il gigantesco ritratto di Mao, perché sono spariti quelli di Marx, Engels, Lenin e Stalin che gli tenevano compagnia...

Oggi la Piazza si estende su una superficie superiore a quella della Città Proibita.
Il principio armonioso di yin e yang è la chiave per comprendere le decorazioni cinesi. Dato che i numeri dispari rappresentano lo yang  (l'elemento maschile associato all'imperatore), i numeri primi tre, cinque, sette e nove ricorrono nei dettagli architettonici e decorativi. Si dice che la Città Proibita abbia 9.999 camere e, poiché nove volte nove dà un numero estremamente fortunato, le porte di uso imperiale hanno di solito 81 borchie.






















Giardino all'interno di un albergo. Pietre, acqua e fiori sono gli elementi caratteristici dei giardini, tenuti con estrema cura.









Nei giardini degli Hotel non è raro vedere persone che praticano attività marziali o sportive, in questo caso Tai ji quan, praticato quotidianamente da milioni di cinesi. E' una forma elegante e dai movimenti lenti di kung fu. Sviluppato in migliaia di anni da monaci ed eremiti taoisti, si basa sui movimenti degli uccelli e degli animali e sul concetto taoista di yin e yang, o opposti complementari. Tutti i movimenti, ognuno con nome e caratteristiche proprie, hanno elementi di yin e yang. Gli esercizi lasciano i praticanti rivitalizzati e rilassati.








Attività ginnica in un giardino pubblico. Negli spazi pubblici si incontrano spesso gruppi come questo.













Palazzo imperiale d'estate: un gruppo di persone suona musiche tradizionali cinesi.

Gli estesi giardini servirono alla dinastia Qing come ritiro imperiale estivo ed assunsero l'aspetto attuale nel XVIII secolo. Il palazzo fu fatto ricostruire due volte: la prima in seguito alla distruzione da parte delle truppe francesi e inglesi nel 1960 e, di nuovo, nel 1902 dopo che fu danneggiato durante la rivolta dei Boxer.


Lì è tutto artificiale: il lago, fatto scavare apposta, la collina di granito, dei blocchi tenuti assieme con il cemento. Finte, ovvero copie, anche le pagode a perfetta imitazione dell'antico.
Ma soprattutto è finta la Cina  che l'imperatrice ha voluto rappresentare facendo di Yiheyuan quasi una città, l'ideale città dello svago, della contemplazione. A costeggiare il lago, lungo la riva meridionale, ecco la galleria coperta, tutta in legno e decorata da pitture che rappresentano paesaggi di Hangzhou, la città della Cina centrale da secoli definita "paradiso in terra" e a cui Yiheyuan si ispira.
L'imperatrice Cixi pagò questa stravaganza (un'imbarcazione di pietra bianca) con i fondi destinati alla modernizzazione della flotta imperiale (la tecnica della distrazione dei fondi era conosciuta anche nella Cina di allora). La struttura di copertura è in legno dipinto di bianco per assomigliare al marmo.
La vedova imperatrice Cixi è ricordata come una delle donne cinesi di maggior potere. Avendo dato un figlio come concubina  reale all'imperatore Xianfeng, Cixi governò come reggente degli imperatori Tongzhi e Guanxu (rispettivamente il figlio ed il nipote). Cixi impedì a Guangxu le riforme statali e, avendo appoggiato la rivolta dei Boxer, gettò le premesse per il crollo della dinastia Qing nel 1911.









La grande muraglia (Badaling)
Quando visitai il sito di Badaling, da dove si accede alla Grande Muraglia, tutto appariva abbandonato, ancora non erano state intraprese opere di restauro sistematiche e, di notte, branchi di lupi vagavano nei dintorni, come mi raccontò uno dei contadini che coltivava lì vicino della terra avara e che si offrì di farmi da guida....
Di recente sono tornata alla Grande Muraglia, ai due siti restaurati nei pressi di Pechino. L'appello che Deng Xiaoping  aveva lanciato nel 1980, "Amate il Paese, ricostruite la Grande Muraglia", era stato inteso. O frainteso? Infatti, il muro che allora avevo visto in rovina, si presenta oggi nuovo fiammante, esito di un restauro irrispettoso e offensivo.

Il simbolo della Cina, il suo recente mito, è stato interpretato come una Disneyland, un parco a tema con guerrieri in costume, bancarelle di souvenir, T-shirt con l'effigie di Mao o di Qin il Primo imperatore; una macchina per far soldi gestita da una società quotata alla Borsa di Hong Kong. 
... il visitatore dà ascolto alle guide turistiche: ecco a voi la prima meraviglia del mondo, l'unica costruzione umana visibile dalla luna! Il che non è vero, ma poco importa. I cinesi continuano a crederci e sono compiaciuti dalla reverenza con la quale gli stranieri vi si accostano.


Ma in un'epoca in cui molti simboli sono caduti in disuso, la Grande Muraglia è comunque qualcosa di tangibile e allora si capisce come mai il governo vi dedichi tanta attenzione e abbia deciso di ignorare i connotati negativi con cui la si è sempre descritta, nella storia cinese e soprattutto nella cultura popolare.



Le tombe dei Ming
Tredici imperatori della dinastia Ming, che regnò dal 1368 al 1644, riposano con le loro mogli e concubine in una vallata nei pressi di Pechino... Se nei pressi della Grande muraglia, che è poco distante, il paesaggio è aspro e scosceso, qui la natura si distende pacata. Le tombe si confondono nel paesaggio e sono disposte nella valle in ordine sparso, perchè ogni sovrano sceglieva per il suo mausoleo il posto che più gli piaceva, in armonia con l'oroscopo personale...
La prima volta ... mi colpirono molto le statue della via dell'anima: due cammelli, due elefanti, due cavalli, due guerrieri, coppie disposte in perfetta simmetria ai lati della strada... A una svolta, ecco apparire le statue umane, anche queste a coppie: due generali con la sciabola al fianco, due funzionari civili, due mandarini emeriti. Le statue mi apparvero alte, e lo sono davvero, misurano circa tre metri...









Il tempio del Cielo, un grandioso complesso che caratterizza la Pechino imperiale... L'imperatore, due volte l'anno, al solstizio d'estete e al solstizio d'inverno, percorreva la strada che separa la Città Proibita del Tempio del Cielo uscendo dalla Porta della Pace Celeste e procedendo in linea retta: la cerimonia del Sacrificio al Cielo si svolgeva con la massima solennità ed era proibito anche soltanto sbirciare il corteo imperiale che alla vigilia di quel giorno lasciava il palazzo per recarsi al tempio. A tutti i sudditi si ordinava di rimanere in casa e di mettere gli scuri alle porte che davano sulla via percorsa dall'imperatore, mentre le strade laterali erano chiuse con pesanti tendaggi blu... 
Oggi il tempio del Sole è un parco pubblico ... 
Il simbolismo dei colori è sempre stato fortemente sentito. Infatti, come il Tempio del Cielo è tutto blu, così il Tempio della Terra è giallo e il Tempio della Luna è bianco, di quel bianco particolare detto "chiaro di luna". Invece è rosso il Tempio del Sole e Mao Zedong, negli anni dell'esaltazione

idolatra della Rivoluzione culturale, veniva paragonato al sole "il sole rosso che splende nei nostri cuori". ...
L'intera struttura, opera di architetti, astrologi e geomanti, è costruita con geometrica precisione. Alle terrazze si giunge per tre rampe di nove scalini ciascuna,perché i cinesi dividevano il cielo in nove sezioni e sulla loro bussola erano infatti segnati nove punti. Allo stesso modo, i blocchi di marmo della piattaforma superiore sono disposti in nove cerchi concentrici, poi diciotto, poi ventisette,e così di seguito fino a ottantun cerchi....






















All'ingresso del parco, sulla pavimentazione di pietre nere, parecchi anziani, armati un un lungo pennello, scrivono con l'acqua i loro pensieri o loro composizioni in ideogrammi. il tempo di leggerli e la scritta s'è cancellata...



















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lunedì 14 giugno 2010

GIAROLA FA SCUOLA

Nel Consiglio di amministrazione della Casa di Riposo sono stati scelti dal Consiglio comunale 7 rappresentanti, 6 di maggioranza (3 al PdL e 3 alla Lega) e uno di minoranza. La presidenza è assegnata, secondo gli accordi, a Roberto Groppello; due posti di consigliere vanno a due figli di amministratori. "Perché Giarola si può permettere di sistemare i familiari e noi no?", devono essersi detti Raganà e De Lorenzi. Ed ecco fatto i due figli vengono eletti (senza obiezioni) consiglieri di amministrazione della Casa di Riposo. Tutto secondo  il detto:"L'esempio trascina".







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giovedì 10 giugno 2010

Bassorilievi Luigi Bologna

                                                           Eva, terracotta, cm 44x22

Ponte in legno sull'Adige, terracotta










                                                                                                                        
                                 Scena campestre: i buoi in un momento di riposo, terracotta

                                             La cacciata di Adamo ed Eva, terracotta, 2010

                                           Sola in città, terracotta, 2010
                                        

                                          
                                                     Omaggio a Michelangelo, creta, 2010
















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VERONA: I DISEGNI MIEI E DI MARISA LONARDI RELATIVI A VERONA

 Disegni di Luigi Bologna e Marisa Lonardi Piazza delle Erbe Lungadige (che non c'è più) Piazza delle Erbe  Lavori sull'Adige nei pr...