giovedì 29 settembre 2011

Mignon gremitissimo per don Andrea Gallo

( foto: iltirreno.gelocal.it )
Per oltre due ore don Andrea Gallo ha catturato l'attenzione di un pubblico che occupava tutti i posti a sedere e che gremiva anche i corridoi esterni del teatro Mignon di Porto. L'occasione era data dalla presentazione del suo libro "Di sana e robusta Costituzione", in un  incontro organizzato dal circolo cittadino del Partito Democratico.

Grande affabulatore, ha saputo catturare l'attenzione dei presenti sia con tipici aneddoti, racconti di vita, incontri con personaggi famosi, battute, sottolineati da calorosi applausi, sia con profonde considerazioni riguardanti  aspetti della vita morale, civile, religiosa e sociale.

I suoi strali si sono abbattuti su tutti coloro che gestiscono il potere, sia esso politico che religioso che economico, non in spirito di servizio degli ultimi, dei più deboli, ma per manifestare la propria potenza e forza sugli altri; su quelli che sono attenti alla forma e non alla sostanza; su quelli che vorrebbero stravolgere la Costituzione, discussa, scritta e approvata dal 90% del Parlamento italiano per disegni di ritorni autoritari al passato.

Forte è stato il suo appello alla necessità di decidere insieme, compatti tutte le misure che servono davvero a migliorare la qualità della vita di tutti, nel profondo rispetto dell'umanità che si trova in tutti gli uomini, anche, e soprattutto, in quelli che sono ai margini e generalmente poco condiderati all'interno della società.

Morto, a 75 anni, Bepi Masin, sindaco del Pci a Legnago


Da L'Arena del 28 Settembre 2011, Stefano Nicoli
"Un comunista tutto d'un pezzo, caparbio e risoluto come può esserlo solo un autodidatta che si è fatto da sè difendendo con onestà e a volte con durezza i suoi ideali a suon di memorabili battaglie politiche, di scontri consiliari e di lotte sindacali in difesa dei lavoratori della Bassa. Tanto da non esitare a voltare radicalmente pagina quando si sentì tradito dai compagni di quel Pci al quale aveva dedicato tutta la sua gioventù prima di spezzare nel 1979 decenni di incontrastato dominio democristiano diventando il primo sindaco «rosso» di Legnago.

Con Giuseppe «Bepi» Masin - morto ieri mattina all'età di 75 anni all'ospedale «Mater salutis» dov'era ricoverato da venti giorni - se ne va un altro pezzo di quella storia cittadina in cui, come sostiene l'ex deputato Dc Gabriella Zanferrari, «ideali e desideri personali erano ancora un tutt'uno e lui era la sintesi di quello che deve essere la vera politica». Una pagina, salutata ieri da un cordoglio trasversale in attesa dei funerali fissati domani alle 15 in duomo, che iniziò nel 1954 da un lutto, la morte del padre, che costrinse il compagno Bepi a lasciare Milano dove stava facendosi le ossa in uno studio di stampa e montaggio per aiutare la mamma. Fu così che prese il posto del capo famiglia nella «Cooperativa facchini» alle dipendenze delle Cartiere in cui divenne poi caporeparto e dove, con passione sanguigna e ore di studio rubate al sonno dopo i turni in fabbrica, difese i diritti dei lavoratori prima di timbrare il cartellino allo zuccherificio.

Il grande salto Masin, comunista-cattolico che si battè per strappare alla demolizione la chiesetta dell'Assunta malgrado la «scomunica» di Papa Pio XII gli avesse impedito qualche decennio prima di convolare a nozze davanti all'altare con la mamma dei suoi due figli Luigi e Lorella, risale al 1958. «In quell'anno, in cui il Pci era a Legnago al 13 per cento e c'era gente che, visto il clima, arrivava alle riunioni di partito con la pistola», racconta l'ex consigliere Mario Crocco, amico e compagno di tante battaglie dell'ex sindaco, «Bepi venne eletto per la prima volta consigliere. E subito ingaggiò degli scontri epici con il senatore Dc Dino Limoni facendosi apprezzare perchè era un politico di razza, una persona schietta e generosa, capace di grandi slanci».
Passano gli anni e il compagno Bepi, assistito fino all'ultimo dalla compagna Dina che gli aveva ridato la felicità dopo la scomparsa nel 1996 della moglie Regina, diventa funzionario di partito. Quel Pci da cui divorziò a suon di carte bollate nel 1988 quando intentò una causa che sfociò nella vendita della storica sezione di via Gramsci per risarcirlo. E tutto perchè la federazione, dopo 17 anni di attività, non gli aveva versato correttamente i contributi. Un epilogo doloroso che gli costò l'espulsione e che lo fece approdare in Rifondazione comunista con la quale svolse il suo ultimo mandato consiliare, dal 1999 al 2004. Ma che non cancellò i bei ricordi di un risultato memorabile: quello ottenuto alle elezioni del 15-16 gennaio 1979, che gli permise di infilarsi la fascia tricolore alla testa di una Giunta Pci-Psi.

«Grazie all'astensione di un socialdemocratico», ricorda Giorgio Soffiati, assessore in quell'esecutivo, «si superò l'impasse dell'anno prima quando il pareggio portò al commissariamento. E così Masin divenne sindaco facendo conoscere alla città una nuova primavera dopo anni di paralisi». Tant'è che nella tornata elettorale del 1983 il compagno Bepi raccolse un grande successo personale mentre il partito si fermò a 11 consiglieri malgrado l'avanzata proporzionale. In quell'occasione i comunisti finirono all'opposizione cedendo il passò ad una Giunta pentapartito guidata dal socialista Rino Ferrari. Da lì la clamorosa rottura interna, che nel 1984 spinse Masin a rassegnare addirittura le dimissioni sentendosi tradito dai suoi".



martedì 27 settembre 2011

TEATRO SALIERI ANCORA SENZA DIRETTORE

I fatti (da Primoweb, 27 settembre 2011):

Teatro Salieri: nuova fumata grigia sulla scelta del direttore. E la presidente Riello non va per la prima volta alla presentazione della stagione

Che succede al Teatro Salieri? La domanda è lecita dopo che anche ieri il consiglio direttivo della Fondazione che gestice il grande teatro legnaghese non ha deciso sulla scelta del direttore. E siamo alla seconda fumata grigia dopo quella che ai primi di settembre ha visto l'assemblea praticamente "bruciare" il nome di Roberto Bianchin, il giornalista già inviato nel Veneto di Repubblica e addetto stampa dell'Associazione arti circensi (dove direttore è Antonio Giarola).

E proprio illegame con il regista legnaghese specializzato in spettacoli circensi averebbe fatto storcere il naso soprattutto ai soci privati della Fondazione: Antonio Giarola è fratello di Luciano, a sua volta marto di Ester Bonfante, il consigliere delegato alla cultura e membro del consiglio direttivo del Salieri per conto del Comune. Insomma, l'arrivo di Bianchin avrebbe provocato un bel minestrone di conflitti di interesse.
Ieri, però, sarebbe saltato anche il secondo candidato (o forse il primo perquanto riguarda la graduatoria) e cioè l'attuale segretario artistico del Teatro Stabile di Bolzano, Emanuele Masi. Pare che Masi avesse dato la sua disponibilità "part time": per lui sarebbe assurdo abbandonare la direzione di un teatro di una grande città come Bolzano e quindi si sarebbe detto disponibile a gestire il Salieri con una presenza di uno o due giorni a settimana a Legnago.
Nulla di fatto e si passa così al terzo nome, quello di Claudio Sartorato, già direttore del Teatro Comunale di Vicenza e segretario generale della Filarmonica Veneta. Ma qui stavolta le resistenze arriverebbero dal Comune di Legnago ed in particolare dal vicepresidente della Fondazione, Giuliano Lunardi. E così, nuova fumata grigia.
E la cosa, dopo le dimissioni a sorpresa date mesi fa da Angelo Curtolo, andato a dirigere il Teatro Ristori di Verona, non sembra siano senza conseguenze. Tanto per cominciare la stagione del Salieri verrà presentata quest'anno con una decina di giorni di ritardo rispetto allo scorso anno: il 4 ottobre al posto del 23 settembre. E poi, per la prima volta nella storia del Salieri alla presentazione in Provincia a Verona non sarà presente la presidente della Fondazione Salieri, Lucia Riello. Almeno così recita il comunicato stampa arrivato oggi dal Comune di Legnago che indice la conferenza di presenetazione, che vedrà la presenza del sindaco di Legnago, Roberto Rettondini (citato tra l’altro nel comunicato erroneamente come “consigliere delegato alla cultura); di Ester Bonfante, il “vero” consigliere delegato alla cultura di Legnago; e di Giuliano Lunardi, vicepresidente della Fondazione Culturale Antonio Salieri. Per la provincia annunciato solo Marco Ambrosini, l’assessore alla cultura. Leghista come tutti gli altri. Oltre a Lucia Riello, assente anche il presidente della Provincia, il pidiellino Giovanni Miozzi.
Commento:
1. "...dimissioni di Angelo Curtolo date a sorpresa". Come ho già detto in altra occasione su questo blog, le dimissioni non sono"state date a sorpresa", ma sono state fermamente volute: Curtolo è stato messo nelle condizioni di doversene andare da Legnago, dopo aver contribuito a fare del Salieri uno dei teatri più frequentati del Veneto.
Perché? 
Uno degli obiettivi, mai dichiarati, dei Giarola, è proprio la gestione del Teatro Salieri

2.  "bruciare il nome di Roberto Bianchin", che "avrebbe provocato un bel minestrone di conflitti di interesse". Finora il Consiglio di Amministrazione del Salieri è stato attento a non scivolare su questo terreno. Ma c'è da temere che i Giarola non mollino, a costo di cambiare di nuovo la composizione del Consiglio di amministrazione.
Stiamo molto attenti alle prossime mosse.







IL SINDACO TOGLIE LA DELEGA DI ASSESSORE AI LL.PP. A PAOLO LONGHI E LI VICESINDACO A LORIS BISIGHIN, I DUE PIU' VOTATI DAGLI ELETTORI.

 

 RITENGO UTILE PUBBLICARE DUE DOCUMENTI DAL BLOG DI PAOLO LONGHI RELATIVI ALLA SUA ESTROMISSIONE DALLA GIUNTA DI LEGNAGO AD OPERA DEL SINDACO RETTONDINI E AL RITIRO DELLA DELEGA DI VICESINDACO A LORIS BISIGHIN(SU RICHIESTA DI TRE CONSIGLIERI DEL PDL):


venerdì 23 settembre 2011

Ecco la lettera letta ieri sera in consiglio comunale a Legnago dall'assessore Bisighin: «Così il sindaco è stato ricattato politicamente»

Da Primoweb

"Venerdì 23 Settembre 2011

«Cari colleghi, cari cittadini,voglio esprimere alcune considerazioni sugli ultimi sviluppi interni a questa amministrazione, avvenuti, non certo per volontà del popolo, della maggioranza né tanto meno del sindaco, ma causati da tre consiglieri del Pdl, che hanno posto l’amministrazione ed il sindaco di fronte ad un bivio: o rimettere il mandato agli elettori o subire il loro ricatto revocando la nomina ad un collega, che oltre a rappresentare l’espressione della volontà popolare, tanto ha dato per la sua città; e svilendo il sottoscritto togliendoli la delega di vicesindaco. Purtroppo vivo questa situazione per la seconda volta; La prima durante il mandato del sindaco Flangini: compatti ed unanimi nella decisione di non sottostare a meschini ricatti, gli allora assessori e consiglieri, compreso il sottoscritto, hanno rimesso il mandato agli elettori, bloccando di fatto l’attività amministrativa fino a nuove elezioni. Ora, nuovamente tre consiglieri decidono le sorti a loro discrezione, pretendendo di modificare l’assetto voluto dal popolo con le ultime elezioni e avvallato dalle segreterie. I tre consiglieri di maggioranza hanno fatto valere la “regola della giungla”, cioè del più forte, scordando che, nella giungla, e non solo, vale la “legge del branco” e chi non vi appartiene è destinato a morire, e loro, politicamente lo sono già. Ricordo che nella precedente amministrazione, quando appartenevo alla minoranza, io, l’amico Paolo Longhi ed alcuni colleghi presenti indossammo una maglietta che riportava lo slogan “Legnago a chi la ama”: Noi l’abbiamo dimostrato con i fatti e con il cuore. Invito i cittadini ,quando finirà questo mandato che mi auguro resista sino alla sua naturale conclusione, a giudicare non solo gli obiettivi raggiunti da questa amministrazione, ma a riflettere circa il comportamento politico ed amministrativo dei singoli uomini. Caro sindaco e colleghi Anche se d’impulso sarei portato ad abbandonare completamente, la mia razionalità e professionalità, nonché l’amore per la mia città mi impongono di rimanere e, anche se ferito, rimarrò fino al termine del mio mandato o fintanto che mi sarà permesso di restare, continuando ad operare con lealtà ed impegno".

PAOLO LONGHI:"IL MIO "TESTAMENTO SPIRITUALE" 2004 - 2011. 7 ANNI DI POLITICA E PASSIONE"










Di seguito il testo letto ieri sera in Consiglio comunale dall'amico e consigliere Diego Porfido; in realtà l'avevo affidato anzitempo al consigliere Lucio Martinelli il quale, tuttavia, non se l'è sentita di darne lettura

Caro Diego,
svolgo per iscritto alcune considerazioni che ti chiedo di leggere dal momento che,
sovvertendo la decisione del popolo,
qualcuno ha deciso
che io non possa più parlare nell’ aula consiliare.

In primo luogo
ricorda a quei pochi che mi vogliono bene
– e che sono e saranno da me ricambiati nell’affetto –
che sono sereno.

In questi anni ho messo a disposizione dei miei elettori e di tutti i legnaghesi
le mie poche qualità.
Ma l'ho fatto con tutto il mio cuore;
come consigliere comunale prima,
come assessore poi.

In Municipio ho vissuto gioie e delusioni.
Com’è normale nelle cose della vita.

Quanto fastidio ho provato per coloro che, disertata
ogni riunione, si lagnavano poi per la mancanza di confronto con me ed altri assessori.

Se solo accennassi a certi episodi e atteggiamenti si farebbero impallidire
i più grandi trasformisti della storia;

ma non serbo rancore per i meschini che
hanno venduto la propria già scarsa dignità pur di ottenere
un tornaconto personale.

Immagino che il giudizio della
gente,
prima ancora che quello del Padreterno,
basterà da solo a garantire il meritato compenso.

Del resto, chi misura la politica nella quantità di
poltrone che può accaparrarsi o mantenere,
sacrificando coerenza, amicizia, passione e coraggio,
non si accorge di aver perduto le uniche cose che rendono la vita veramente degna di
essere vissuta.

Fare politica per me non ha mai significato
fare incetta di cariche con le quali inseguire sogni di potere e ricchezza.


Per questo, venuto meno il mio ruolo in giunta, il mio impegno politico non cessa.

Nessuno,
infatti,
nemmeno i nuovi notabili di Palazzo De Stefani,
potrà cancellare la mia dignità
e l'ambizione di
poter restituire Legnago
a chi, veramente,
la ama!

In fede
Paolo Longhi"
 
 

L'economista Michele Boldrin risponde in diretta sulla crisi economica

 Ho trovato di notevole interesse il documento sotto riportato. E' lungo nell'ascolto, ma chiaro e stimolante:


http://www.oilproject.org/lezione/le-tue-domande-sulla-crisi-economica-risponde-in-diretta-michele-boldrin-1382.html

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