mercoledì 29 agosto 2012

"ANCORA PARENTOPOLI a Legnago


I fatti(Da l'Arena del 28 agsto 2012 (Elisabetta Papa)

" Luca Raganà, figlio del presidente del consiglio [comunale di Legnago] Maurizio Raganà (Pdl) , potrebbe essere nominato a breve come componente del consiglio d'amministrazione di "Dwr", società partecipata di Lese, impegnata nello smaltimento della plastica e presieduta sempre da Gian Maria Spinelli. 
A diffondere la notia  all'inizio dell'assemblea pubblica - presentando un ordine del giorno d'urgenza che aveva per argomento la possibile nomina di Raganà junior in una partecipata - è stato Damiano Ambrosini, di "Uniti per Legnago"....
             L'ordine del giorno, firmato da tutti i consiglieri di Uniti per Legnago è stato respinto con 10 voti contrari, 7 favorevoli e 2 astensioni.
             " E' scandaloso - ha affermato Ambrosini - che si proceda sulla strada di parentopoli"...
             " Quelle del centrosinistra sono polemiche sterili, sbotta il sindaco Roberto Rettondini, perché queste nomine non dipendono né da me né dal consiglio comunale. Per questo non si è ritenuto di discuterne durante la seduta consiliare. Altro che "careghe"! Chi è così agitato si accerti pure, prima di parlare, chi siano veramente i delegati a queste nomine".

Commento: Mi sono soffermato molto spesso sull'abitudine degli amministratori attuali del Comune di Legnago di "piazzare" amici e soprattutto parenti molto stretti in tutti i posti pubblici possibili, in barba alle più elementari norme di correttezza. Stavolta sottolineo l'ipocrita risposta difensiva del sindaco Rettondini. 

Ipocrita, perché è vero che non è né il sindaco né il consiglio comunale ad eleggere i consiglieri delle società partecipate, ma il sindaco nasconde volutamente che le nomine, anche in questi enti, non avvengono se non c'è il VIA LIBERA e il beneplacito dei partiti di maggioranza del consiglio comunale, che quindi, sono i veri responsabili delle nomine.

Ipocrita ancora perché "non si è ritenuto di discuterne in consiglio" non perché il consiglio non c'entra con le nomine, ma perché il sindaco e la maggioranza non hanno voluto che una discussione in consiglio comunale mettesse in difficoltà decisioni già prese. 


venerdì 8 giugno 2012

EDIFICIO 13: "HO IO LA SOLUZIONE"

 


L´ateneo dei manager ha messo gli occhi sull´Edificio 13.
L´apertura a Legnago di una sede staccata della Lum, la Libera università mediterranea «Jean Monnet» con sede a Casamassima (Bari), potrebbe essere l´occasione di rilancio dell´ex raffineria dello zucchero, dopo il mancato decollo del polo italo-indiano, pensato e voluto dall´ex Giunta Gandini nella struttura di via Vicentini.(…)
«La cultura non è mai uno spreco di denaro», evidenzia il primo cittadino, «e come amministrazione cercheremo di investire in progetti che possano portare riflessi positivi sul territorio. E la scuola di management barese riguarda le imprese»”
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COMMENTO:
 

 Sull'edificio 13 ho già scritto molte volte nel passato. 
La novità odierna è che è cambiata ancora una volta l'ipotesi di utilizzazione di quei grandi spazi che l'amministrazione Gandini aveva destinato a Centro di eccellenza di rapporti economico-commerciali tra Italia ed India. 
La Giunta Rettondini ha prima di tutto disdetto l'accordo con l'Indo-Italian Institute di Roma.
 Poi ha inaugurato l'edificio 13 presentando un'Associazione di Reggio Emilia che sarebbe dovuta servire come supporto alla formazione ed al commercio internazionale delle Ditte locali. Questo progetto s'è perso per strada, non   se n'è proprio più sentito parlare. 
Poi, qualche mese fa, abbiamo sentito il Sindaco Rettondini affermare che il "viaggio culturale" a San Pietroburgo di una consistente delegazione legnaghese a spese del Comune e della Fondazione dell'Unicredit, serviva ad allacciare proficui rapporti commerciali tra la Russia e Legnago e ciò avrebbe "vitalizzato l'edificio 13". 
Anche di questi sviluppi  nessuno ha più sentito o visto niente. 
Poi, finalmente, Luciano   Giarola (secondo molti il vero sindaco della giunta Rettondini) ha estratto dal cappello il coniglio: l'edificio 13 diventerà la sede di un'università. 
A prima vista potrebbe anche sembrare una buona trovata. 
Ma si capisce subito che la proposta ( già presentata e bocciata dall'amministrazione precedente) non ha molto senso. 
Prima di tutto perché in Italia di università ce ne sono troppe: ne sono state aperte tantissime con un forte dispendio anche economico. E' successo per le università quello che negli anni passati è capitato alle ULSS: sono state fatte sorgere, per motivi elettorali e di campanile, ULSS e ospedali dappertutto, salvo poi, quando si è verificato che la spesa era insostenibile, cercare (senza spesso riuscirci per le pressioni campanilistiche) di chiuderle.
In secondo luogo: perché proporre proprio un'università privata, con sede a Casamassima, un piccolo centro in provincia di Bari che uno studio del Sole 24 ore colloca per qualità al 13° ed ultimo posto della graduatoria delle università private italiane?
Forse  perché a Casamassima si è laureato col massimo dei voti Luciano Giarola, propugnatore di questa iniziativa? 
D'altra parte, se digitiamo, come suggerisce nel suo blog Rosa Noci, su Internet Luciano Giarola - LUM (Libera Università mediterranea, quella di Casamassima) ci appare un interessante quadro: Luciano Giarola è una delle personalità di spicco laureatesi in quella università.
Si vede che il Trota ha fatto scuola: questa volta però i "nostri studenti" si sono fermati di qua dell'Adriatico, a Casamassima, in provincia di Bari e non sono arrivati a Tirana. 
Siamo sulla buona strada!
O, forse, si è perso il LUM della ragione?




 

 

 


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